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Una blockchain immune al 51% attack? Vitalik ha presentato la sua ideaTempo di lettura: 4 min.

Il 51% attack costituisce una delle principali minacce per la blockchain. Vitalik propone un algoritmo di consenso che richiede solo l'1% di nodi onesti.

L’attacco del 51% rappresenta la principale minaccia alla solidità e credibilità di una blockchain.

La presenza di un gruppo di miner malintenzionati – o, in teoria, di qualunque miner con una potenza di hashing maggiore o uguale al 51% – può determinare la corruzione dei blocchi e la messa in atto dell’azione di doppia spesa (c.d. double spend).

E sfortunatamente, dall’inizio del 2018, si è verificato un susseguirsi di attacchi di questo tipo: prima Verge (XVG) (che da allora è stata nuovamente attaccata una seconda volta), poi Bitcoin Gold (BTG) e ZenCash (ZEN).

99% Fault Tolerant Consensus

Vitalik Buterin, il celebre co-fondatore di Ethereum, ha pubblicato sul suo sito una spiegazione del “99% Fault Tolerant Consensus” (originariamente progettato da Leslie Lamport nel 1982) applicato alle blockchain.

In parole semplici, si tratta di un algoritmo che, in teoria, dovrebbe rendere impossibili gli attacchi del 51%.

Vitalik ha immediatamente chiarito di non essere l’ideatore del 99% fault tolerant consensus.

Come poc’anzi riportato, l’inventore è Leslie Lamport. Vitalik ha solo provveduto ad adattarlo a un contesto blockchain.

Va ricordato che quando si parla di consensus in ambito blockchain, ci si rivolge a un accezione particolare del termine.

Spesso si va incontro a convinzioni errate sul significato. Ma da un punto di vista tecnico, per consensus si intende l’accordo tra i nodi sullo stato della rete.

Ritornando al 99% fault tolerant consensus, Vitalik ritiene che grazie all’introduzione di nuovi incarichi (osservatori) sarebbe possibile raggiungere una fault tolerance del 99%.

Si tratterebbe di utenti che non partecipano attivamente al consenso, ma che lo “controllano”.

In altre parole, con questo complesso algoritmo di consenso, sarebbe sufficiente l’onestà (anche solo) dell’1% dei nodi per scongiurare l’attacco alla blockchain.

Invece, le attuali blockchain Proof of Work (PoW) richiedono che almeno il 51% dei nodi si comporti in maniera conforme alle regole.

L’algoritmo di consenso in discussione richiede un nuovo tipo di nodo di convalida: “nodi osservatori indipendenti”.

Questi particolari nodi identificherebbero transazioni di “double spend”, poiché sarebbero insolitamente più veloci (o più lente) delle normali transazioni.

Lo sviluppatore di Ethereum, Conrad Barski, ha spiegato in modo un po’ più dettagliato l’idea di Vitalik.

Egli ha affermato che di solito tutti gli algoritmi di consenso blockchain si preoccupano di ciò che viene fatto dai validatori (cioè i miner) di una catena.

Invece, Vitalik ritiene che se un osservatore indipendente del traffico della rete (solo il client blockchain che un utente esegue, non un validatore/miner) controllasse in tempo reale quello che sta avvenendo, prestando attenzione al momento della comparsa dei messaggi, potrebbe identificare tentativi di double spend da parte di miner che mettono in pratica un attacco del 51%.

Secondo Barski, questo meccanismo è molto simile al modo in cui i commercianti controllano un attacco del 51%. Ma la versione di Vitalik è più complessa e su larga scala.

Vitalik ha spiegato che, anche limitando questo consenso alla tolleranza del 95%, se il 5% dei validatori fosse onesto, si avrebbe solo 1 possibilità su 1 trilione che alcuno dei 512 nodi selezionati in modo casuale sia onesto.

Il riferimento era all’esempio di una blockchain con 512 nodi validatori.

Naturalmente, questo algoritmo di consenso, per ora, esiste solo sul piano teorico.

Quel che è certo, è che con l’ampliamento dello sviluppo e dell’adozione del modello criptovalutario, l’ideazione e implementazione di algoritmi in grado di fornire un maggiore grado di sicurezza, per una posta in gioco che si fa sempre più grande, non potranno che essere benvenuti.

Per una spiegazione approfondita dei dettagli tecnici e degli aspetti matematici, si rimanda alla lettura della pubblicazione di Vitalik qui.

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Giuseppe

Giuseppe

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Stimolato dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT; matura particolari interessi nella nuova finanza decentralizzata legata alle tecnologie del ledger distribuito - E-mail: 1n87rml02@relay.firefox.com

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