Aggiornamento Muir Glacier di EthereumTempo di lettura: 3 min.

Mancano pochi giorni al nuovo "emergency hard fork" di Ethereum, che dovrebbe essere finalizzato in data 1 gennaio 2020. La difficulty bomb ha fatto sentire il suo impatto prima del previsto...

A distanza di poche settimane da “Istanbul”, Ethereum è sul punto di implementate un nuovo aggiornamento: “Muir Glacier”.

La Fondazione Ethereum ha annunciato che la rete dovrebbe beneficiare dell’aggiornamento in data 1 gennaio 2020.

Muir Glacier è un aggiornamento diverso rispetto a Istanbul.

L’hard fork avvenuto qualche settimana fa, ha implementato sei EIP (Ethereum Improvement Proposal) destinate a fornire alla rete maggiore scalabilità, sicurezza e interoperabilità.

Leggi di più su Istanbul qui.

Muir Glacier può essere considerato un hard fork di emergenza. Implementa una sola proposta di miglioramento: EIP 2384.

Riprogrammare la difficulty bomb

L’obiettivo di questo intervento sul protocollo è di posticipare la difficulty bomb di altri 4.000.000 blocchi, o circa 611 giorni.

La “difficulty bomb” si riferisce a una componente del meccanismo di retargeting della difficoltà, integrato nell’algoritmo Proof of Work (PoW) di Ethereum.

Il meccanismo di retargeting ha lo scopo di mantenere un tempo di blocco medio attraverso la manipolazione della difficoltà di mining richiesta per trovare un nuovo blocco.

Se il tempo per minare un blocco è troppo breve (meno di 10 secondi) o troppo lungo (maggiore di 20 secondi), viene regolata la difficoltà di conseguenza.

La difficulty bomb è un meccanismo separato, che manipola la difficoltà utilizzando un algoritmo complesso che aumenta il valore ogni 100.000 blocchi.

Questo valore in principio è ridotto, ma aumenta in modo esponenziale. All’inizio l’effetto è appena percettibile, ma poi diventa improvvisamente evidente.

Questo meccanismo funge da deterrente per i miners che potrebbero decidere di procedere con la PoW, anche dopo che Ethereum avrà finalizzato il passaggio al modello di consenso Proof of Stake (PoS).

Ad un certo punto l’aumento della difficoltà ad opera della difficulty bomb diventa eccessivo per il meccanismo di retargeting del tempo di blocco.

Il tempo per minare un nuovo blocco aumenta in maniera evidente.

L’eccessivo aumento del cosiddetto block time si traduce in un peggioramento dell’usabilità di Ethereum e delle sue dApps, a causa dell’aumento dei tempi di attesa per la conferma delle transazioni.

Durante i lavori di preparazione a Istanbul si era stimato che l’aumento esponenziale della difficoltà non si sarebbe palesato fino alla metà del 2020.

La stima si è rivelata errata. La difficulty bomb ha dato i suoi frutti prima del previsto. Il block time medio è aumentato di quasi due secondi in un mese.

La difficulty bomb è diventata nuovamente evidente il 5 ottobre, al blocco 8.600.000.

Da marzo 2019 a fine ottobre il tempo medio di un blocco era di circa 13 secondi. È salito a oltre 17 secondi dal 20 dicembre, rendendosi necessario l’hard fork Muir Glacier per riprogrammare la difficulty bomb.

Un hard fork ad hoc

Muir Glacier sarà attivato sulla mainnet intorno al 1 gennaio 2020, al blocco num. 9.200.000.

La data esatta è soggetta a modifiche, a causa della variabilità del tempo di blocco e per i diversi fusi orari.

Muir Glacier presenta una sola proposta di miglioramento: EIP 2384. Questa EIP prevede di ritardare la difficulty bomb per altri 4.000.000 di blocchi, o circa 611 giorni.

La difficulty bomb non è stata riprogrammata direttamente con Istanbul. Si è scelta la strada di un hard fork separato e immediatamente successivo.

Il motivo di questo approccio è soltanto uno: è difficile stimare il momento in cui la difficulty bomb inizia a dare i suoi risultati.

Durante la pianificazione di Istanbul, si stimava che la difficulty bomb non sarebbe stata evidente fino alla metà del 2020. Si valutava di riprogrammarla nell’aggiornamento successivo a Istanbul.

Tali stime si sono rivelate errate.

Al fine di non arrecare ritardi all’aggiornamento Istanbul, si è deciso di affrontare la questione dell’eccessivo aumento della difficoltà di mining con un hard fork dedicato esclusivamente a questo scopo.


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Giuseppe Brogna

Giuseppe Brogna

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Stimolato dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT; matura particolari interessi nella nuova finanza decentralizzata legata alle tecnologie del ledger distribuito.

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Giuseppe è laureato in giurisprudenza, da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Stimolato dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT; matura particolari interessi nella nuova finanza decentralizzata legata alle tecnologie del ledger distribuito.

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