LE NEWS SU ETHEREUM IN ITALIA

Menu
Home » Exchange » Bakkt: quello che devi sapere sulla nuova piattaforma del boss di Wall Street

Bakkt: quello che devi sapere sulla nuova piattaforma del boss di Wall Street

26 ottobre 2018 13:00
Tempo di lettura: 8 min.
26 ottobre 2018 13:00
Giuseppe Brogna

Bakkt è un vero game changer, una potenza di fuoco.

Mettiamo un momento da parte i principi, le ideologie e gli assunti sociali.

Cercavi la “killer app” che potesse finalmente dare uno scossone all’attuale capitalizzazione di mercato? Vuoi che le criptovalute si rimettano in pompa magna?

Nei suoi primi anni di vita, questo mercato era microscopico. Ancora oggi presenta una capitalizzazione relativamente esigua.

Tra il 2010 e il 2015 era sufficiente lanciare un sassolino. Si trattava di un piccolo stagno. L’avvento sempre maggiore di capitali generava crescite esponenziali nei prezzi.

Oggi, incrementi prossimi alle spettacolari impennate registrate negli anni precedenti, si potrebbero ottenere per due ragioni:

  1. afflusso titanico di nuova liquidità, veicolata per ragioni di investimento negli asset criptovalutari;
  2. utilizzo delle criptovalute per lo scambio di beni e servizi in sostituzione, anche solo parziale, delle valute a corso legale.

La sostituzione di dollari, euro, franchi e altre, pare essere una chimera. Almeno per ora. Si oppongono ostacoli normativi, ma soprattutto culturali e di utilizzabilità.

Avverrà mai? È possibile, ma non nei prossimi mesi.

La liquidità necessaria a far schiodare i prezzi, nel breve-medio termine, arriverà dagli investitori istituzionali.

Gestiscono i capitali di milioni di persone. Sono alla ricerca di allocazioni potenzialmente remunerative.

Quale migliore soluzione, se non quella del fiorente mercato delle criptovalute?

Le opportunità della criptoeconomia erano già state scovate da tempo. Perché allora Wall Street era rimasta al palo?

Gli “smart money” sono rimasti confinati all’interno delle tradizionali asset class, per via dell’assenza delle condizioni minime per il loro accesso al mercato delle criptvalute:

  • assenza di regolamentazioni nei mercati;
  • manipolazione dei prezzi e eccessiva volatilità;
  • assenza di servizi di custodian qualificati;
  • carenza di liquidità.

Cosa è Bakkt?

Bakkt è una nuova piattaforma regolamentata per criptovalute.

Il suo scopo è quello di neutralizzare gli inconvenienti sopra elencati e favorire l’approdo di investitori istituzionali, nonché di investitori retail con poca confidenza nella gestione di asset criptovalutari.

In sintesi Bakkt è una piattaforma globale per criptovalute, che consente agli investitori privati ​​e istituzionali di comprare, vendere, conservare e spendere asset digitali come bitcoin.

Bakkt è figlia di Intercontinental Exchange (ICE), la società che gestisce il New York Stock Exchange (NYSE).

Quale miglior biglietto da visita per porsi come controparte autorevole e fidata?

Lo scorso agosto, Intercontinental Exchange aveva annunciato l’intenzione di utilizzare il servizio cloud di Microsoft Azure, al fine di “creare un ecosistema globale, aperto e regolamentato, per gli asset digitali”.

Mercati regolamentati e servizi ausiliari

Gli investitori istituzionali sono sempre stati riluttanti ad approcciarsi a questo mercato, a causa anche della mancanza di infrastrutture.

Si tratta di strumenti che non erano disponibili fino a pochissimo tempo fa. Qualora lo fossero, non erano presenti in un ambiente regolamentato.

La mancanza di regole è una barriera impenetrabile quando gestisci una grande quantità di capitali, spesso appartenenti a diverse persone che ti hanno affidato i loro fondi.

Bakkt inaugura una piattaforma per mercati regolamentati e servizi ausiliari, come il deposito.

La mancanza di soluzioni trusted di custodia ha costituito un ostacolo insormontabile per gli investitori istituzionali che volevano entrare nel mercato.

Su qualunque utente ricade una responsabilità significativa nel gestire i propri asset in sicurezza.

Pensa a quanto possa essere maggiormente gravoso e preoccupante gestire la sicurezza dell’equivalente di miliardi di dollari, per giunta appartamenti ad altri soggetti.

Il mondo della finanza tradizionale e i suoi attori hanno poca esperienza nella custodia delle criptovalute.

Questi asset sono il bottino prediletto dagli hacker negli ultimi tempi. Una volta sottratte le chiavi private, non c’è verso di recuperare le criptovalute associate. Non esiste un numero verde cui rivolgersi.

Per i fondi istituzionali servono servizi di custodia con standards elevati e connessi sistemi assicurativi. Devono essere offerti da controparti autorevoli e fidate.

Bakkt, i merchants e la diffusione delle criptovalute

Bakkt includerà anche conversioni in valuta a corso legale per bitcoin.

È una funzione non sempre ricorrente negli exchange di criptovalute. Bakkt si aspetta di servire un mercato digitale che muove 270 miliardi di dollari all’anno.

L’obiettivo di Bakkt è quello di coinvolgere diversi livelli di operatività nel settore delle criptovalute: dagli investitori occasionali ai mega merchants, come Starbucks.

Starbucks sarà il primo importante merchant a lavorare con Bakkt.

La partnership ha lo scopo di consentire agli utenti la conversione in dollari USA di criptovalute e altri asset digitali negli store di Starbucks.

Si ambisce a trasferire i pagamenti al dettaglio dalle carte di credito alle applicazioni blockchain, rendendo le criptovalute un mezzo di pagamento pratico, affidabile e adottato all’interno dell’economia.

Bakkt potrebbe a tutti gli effetti imprimere una nuova marcia alla generale adozione delle criptovalute.

Chiunque auspichi il successo del modello criptovalutario, vuole vederlo ampiamente adottato e offerto come soluzione di pagamento nei negozi e per i servizi.

Bakkt eleva il profilo delle criptovalute, spingendo altri merchants ad accettarle in tutto il mondo.

Liquidità, “futures fisici” e nuovi scenari

Alla maggior parte degli exchange manca la liquidità necessaria per poter coinvolgere l’ampia categoria degli investitori istituzionali.

I volumi sono scarsi per soddisfare gli ordini che inoltrerebbero.

Bakkt afferma che incrementerà la liquidità come parte della sua strategia, per favorire l’adozione delle criptovalute tra istituzioni e investitori retail.

Intercontinental Exchange gode di un fatturato di 6 miliardi e un patrimonio di 85 miliardi. Sovrasta qualsiasi altro grosso exchange di criptovalute. Si pone come una controparte altamente sicura e liquida in termini finanziari.

L’offerta di punta di Bakkt saranno i contratti futures su bitcoin (dal 12 dicembre 2018). Qui l’annuncio ufficiale.

Si tratta di un future fisico. Ogni contratto future prevede la consegna di un bitcoin detenuto nel “Bakkt Digital Asset Warehouse”. Sarà negoziabile tramite dollari USA.

A differenza di altri servizi che offrono contratti futures, Bakkt consente un’esposizione diretta al sottostante. Vuol dire che i contratti sono tutti pre-finanziati.

Bakkt compra a tutti gli effetti dei bitcoin in anticipo. Consente poi agli investitori di acquisire un’esposizione.

È un veicolo d’investimento “garantito”, a differenza dei futures con “settlment in cash” del Chicago Board Options Exchange (CBOE) e del Chicago Mercantile Exchange (CME).

Questi ultimi sono veri e propri strumenti derivati, che non rappresentano la titolarità dell’asset di riferimento. Riproducono “valore speculativo” derivante dalle performance della criptovaluta sottostante.

Bakkt spalanca le porte all’approvazione degli Exchange Traded Fund (ETF) su bitcoin.

La Securities and Exchange Commission (SEC), sino ad ora, ha rigettato tutte le richieste di ETF. Le ragioni sono da ricondurre principalmente alle manipolazioni dei prezzi.

L’exchange di Bakkt non consentirà scambi di bitcoin a margine o leva. L’obiettivo è quello di alimentare fiducia nella formazione dei prezzi.

Bakkt è stato definito dal suo CEO, Kelly Loeffler, una piattaforma per investitori, non per trader.

Tra luci e ombre

Bakkt scambierà effettivamente bitcoin. Non si limiterà a far speculare sui suoi movimenti di prezzo.

Le criptovalute sono scarse per ragioni di protocollo. Bakkt dovrà comprare criptovalute per pre-finanziare i suoi contratti.

Domanda smisurata a fronte di ridotta disponibilità. Cosa produrrà?

Si stima che il mercato globale dei derivati ​​sia equivalente a circa 540-1200 trilioni di dollari, di asset sottostanti rappresentati (fonte: Investopedia).

Quali sarebbero gli effetti, se anche una piccolissima parte di capitali inizierà a fluire nel mercato delle criptovalute?

Fino a ieri era quasi impossibile. Ora Baakt ha tracciato il solco.

Si sta per aprire un circolo “virtuoso”, in cui lo scambio regolamentato e controllato di criptovalute spiana la strada all’approvazione di ulteriori strumenti (ETF) che fungeranno da catalizzatore.

È probabile che la capitalizzazione di mercato si appresti a subire un nuovo shock al rialzo. Potrebbe essere alle porte una poderosa bull run all’insegna dei colpi di fuoco degli istituzionali.

La “finanziarizzazione” delle criptovalute

C’è un però… la “vecchia guardia”, fortemente legata ai principi alla base del denaro decentralizzato, avverte questo passo come una “finanziarizzazione” delle criptovalute.

Potrebbe essere una strategia che servirà solo a regolarle, al punto da renderle quasi indistinguibili rispetto alle valute a corso legale.

Le tanto aborrite pratiche bancarie, stanno per essere trasposte anche in quello che doveva essere un sistema parallelo e non controllabile?

Qualche anno è passato. È probabile che tu sia un utente abile. Per te è un gioco da ragazzi creare un wallet, gestire le chiavi private, inviare transazioni, interagire con smart contract. Ti sembra scontato.

Ma se queste capacità sono limitate all’1% della popolazione? Quando riuscirà tua zia a svolgere le attività basilari in autonomia? Forse mai. Almeno per questa generazione.

Allora come si diffonderanno le criptovalute?

Molte persone saranno felici di riporre il loro affidamento in controparti autorevoli e fidate, come Bakkt. Vuoi investire? È sufficiente una richiesta. Bakkt si occupa dell’acquisto e della custodia.

È fondamentalmente una banca!

Le chiavi private saranno nel pieno controllo di queste entità, in un processo di continuo accumulo di quella che sarà un asset class più sicura durante la crisi finanziaria che verrà.

Ci sarà sempre il rapporto 1:1 tra criptovalute in custodia e quelle spettanti ai titolari?

Se le entità che controllano le criptovalute le utilizzassero per attività di prestito, oppure come loro collaterale in operazioni poco trasparenti?

C’è il rischio di creare titoli rappresentativi di asset in quantità superiore rispetto a quelli effettivamente detenuti. La scarsità definita dal protocollo resterebbe formale, ma non sostanziale.

In caso di hard fork con split della catena, a chi spetterebbero le nuove monete?

Sono questioni, tutte, che stanno a cuore agli HODLers. Ma non vogliono pure andare “to the moon”?

***

Il minimo sul mercato è stato fatto? COMPILA IL FORM qui sotto. Stai per ricevere 3 VIDEO GRATUITI dalla Dm Cripto!

3 VIDEO GRATUITI DALLA DM CRIPTO












SPUNTA il checkbox qui a lato PER OTTENERE i video gratuiti.

In più, ti invieremo successivamente delle email contenenti il frutto delle nostre ricerche più avanzate su ethereum e criptovalute e dettagli sui nostri servizi legati alle criptovalute. Tratteremo i tuoi dati personali con la massima cura e in conformità della normativa privacy GDPR UE2016/679. Se lo vorrai potrai disiscriverti in qualsiasi momento e con un semplice click. La tua preparazione sugli investimenti in ether e criptovalute sta per prendere il volo.

Condividi
  • 50
    Shares

Articoli che potrebbero interessarti

20 ottobre 2018

Attendi gli istituzionali per la prossima bull run? Sono già entrati dal “retro”

La narrativa di attendere gli investitori istituzionali che entreranno nel mercato...

Leggi tutto

11 ottobre 2018

Sulle stablecoins: il cavallo di troia delle banche USA?

Stablecoins! Stablecoins!! Stablecoins!!! Sbucano come funghi, peggio delle ICO nel 2017....

Leggi tutto

CATEGORIE:

ExchangeTrading EthereumWallet


Giuseppe Brogna

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, ma da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Stimolato dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT; matura particolari interessi nella nuova finanza hitech legata alle tecnologie del ledger distribuito.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi questo articolo

Invia questo articolo ad un amico