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Binance Chain e Ethereum: blockchain a confronto

24 Aprile 2019 14:22
Tempo di lettura: 7 min.
24 Aprile 2019 14:22
Giuseppe Brogna

Dal momento in cui è stata annunciata la mainnet di Binance Chain (la blockchain di Binance), si è dato ampio spazio ai confronti con quella che potrebbe essere avvertita come blockchain concorrente, cioè Ethereum.

Si sono levate non poche voci di preoccupazione sulla possibilità da parte di Binance Chain di scalzare Ethereum nel suo campo di applicazione.

Se si considera, inoltre, che il token di Binance – Binance Coin (BNB) – è l’unica criptovaluta ad aver ritoccato i massimi di gennaio 2018, è lecito domandarsi quale sia il ruolo che questa nuova blockchain si appresta a ricoprire.

Binance Chain

Esordendo come exchange semi sconosciuto alla fine del 2017, Binance è diventato tempestivamente uno dei broker di criptovalute più popolari al mondo e, in generale, un grande attore dell’ecosistema crypto.

Il suo livello di portata e di influenza sono dimostrati dalla mole di progetti correlati che coordina.

L’azienda cinese ha lanciato Binance Labs, Binance Info, Binance Academy, una fondazione di beneficenza, Launchpad ICO e un token proprietario (BNB). Ora può godere anche di una propria blockchain, sulla quale opera il suo exchange decentralizzato (DEX).

È trascorso circa un anno da quando Binance ha annunciato l’intenzione di creare un DEX e una blockchain ad hoc per ospitarlo.

Un post sul blog firmato dal Binance Team il 13 marzo 2018, descriveva l’obiettivo come avanzamento della missione dell’azienda per sostenere lo sviluppo dell’industria delle criptovalute e per portare Binance da azienda a community.

Lo scorso febbraio il CEO di Binance, Changpeng Zhao (noto come CZ), ha confermato il lancio della testnet di Binance Chain per il 20 febbraio 2019.

Il 18 aprile 2019 è stato annunciato il lancio della mainnet, con la produzione dei primi blocchi e la programmazione dello swap dei token BNB per il 23 aprile.

La missione principale di questa blockchain è di ospitare e rendere funzionale ed efficiente il Binance DEX, l’exchange decentralizzato.

Binance Chain utilizza l’SDK di Cosmos su un’edizione forkata del consenso di Tendermint (un consenso Bizantine Fault Tolerance e Proof of Stake).

Su Binance Chain non è prevista attività di mining. Questa blockchain utilizza un consenso Byzantine Fault Tolerance e Proof of Stake. L’architettura è simile a quella di alcuni famosi sistemi blockchain, come EOS o NEO.

Su Binance Chain si possono compiere le seguenti attività:

  • Inviare e ricevere BNB;
  • Emettere nuovi token;
  • Scambiare token con qualunque utente della rete;
  • Bruciare, coniare e congelare i token;
  • Creare coppie di trading su Binance DEX e scambiare asset.

Binance Chain si discosta dal modello completamente decentralizzato di Bitcoin. È molto più simile a blockchain come NEO o Ripple.

È costituita da un numero ridotto di nodi, di dimensioni piuttosto elevate. I nodi di convalida su Binance Chain (inizialmente 11) sono preselezionati da Binance e guadagnano le fee per il lavoro che svolgono.

Binance Chain è stata progettata anche con bassa latenza, alta liquidità e l’intenzione di elevato throughput. L’obiettivo è di ottenere la creazione di 1 blocco al secondo.

BNB è il token nativo di Binance Chain. È stato lanciato nel 2017 come token ERC20 sulla blockchain di Ethereum. Ora è in fase di migrazione sulla sua nuova blockchain.

Esiste una quantità finita, preminata, di curca 200 milioni di token BNB.

I burn programmati continueranno su Binance Chain come già pianificato. Il numero esatto di coin BNB verrà distrutto in base allo stesso numero di token ERC20 che sono già stati bruciati.

Sul DEX, BNB opera come pair di trading di base con gli asset listati sull’exchange.

Concorrente di Ethereum?

Dopo l’annuncio dell’arrivo della mainnet di Binance Chain, c’è stato molto vociferare sulla possibilità che questa blockchain possa sottrarre spazio a Ethereum.

Si è molto discusso sulla volontà da parte di Binance di richiamare l’attenzione dei progetti attualmente operanti su Ethereum.

Sembra che Binance stia cercando di sfruttare l’influenza che ha sui team dei token per convincere i progetti a migrare su Binance Chain, magari offrendo termini favorevoli in cambio del trasferimento.

Malgrado le speculazioni, va evidenziato che Binance Chain non ha funzionalità di smart contract. Significa che non può ospitare dApps. Binance Chain è una blockchain progettata per gestire un’elevata mole di transazioni, ma molto semplice in termini di applicazione.

È stato lo stesso CEO di Binance, CZ, ad affermare che anche se alcuni progetti attualmente operanti su Ethereum potrebbero voler migrare su Binance Chain per sfruttare la sua maggiore velocità, questa nuova blockchain non dovrebbe essere considerata un “killer di Ethereum”.

Come blockchain pubblica, Binance Chain si concentrera principalmente sul trasferimento e il trading di asset su blockchain, oltre che sulle elevate prestazioni, la facilità d’uso e la liquidità.

Binance Chain è stata creata per supportare l’emissione e lo scambio di token digitali.

Qualsiasi progetto può emettere nuovi token su Binance Chain. I token esistenti che non dipendono da smart contract, possono migrare su Binance Chain ed essere scambiati sul DEX di Binance.

CZ ha dichiarato apertamente che Binance Chain non concorre con Ethereum. Ricorrono alcune differenze chiave tra le due blockchain.

Binance Chain è meno decentralizzata. Parte con un ristretto numero di nodi validatori (circa 11) e Binance avrà il controllo sulla rete.

Secondo CZ, i nodi sono selezionati attraverso i loro partner più stretti. La ragione risiede nell’esigenza di eseguire validatori molto veloci e che possano essere protetti da attacchi DDoS e altre minacce.

Altri elementi di distinzione emergono sul protocollo di consenso.

Binance Chain utilizza l’algoritmo di consenso di Tendermint che, rispetto al modello Proof of Work (PoW) di Ethereum, offre prestazioni molto più elevate, maggiore scalabilità e minor tempo per il settlment e la definitività delle transazioni.

Binance Chain non è Turing Complete. La blockchain dell’omonimo exchange non supporta gli smart contract, che è proprio l’uso principale per cui è stato creato Ethereum. Binance Chain mette a disposizione un’interfaccia per emettere token e tradarli.

Secondo CZ, la principale differenza tra Binance Chain e Ethereum risiede nel fatto che Ethereum è stato creato per offrire elevata flessibilità e molte opportunità di sviluppo. Binance Chain è stata progettata esclusivamente per supportare i trasferimenti di token nella maniera più rapida ed efficiente possibile.

In questo senso, si potrebbe dire che Binance Chain è più vicina ai casi d’uso di Bitcoin, Dash, Litecoin e simili, anziché alle piattaforme per dApps come Ethereum, EOS o Tron.

(De)centralizzazione di Binance Chain

Lo stesso CZ ha detto che la centralizzazione e la decentralizzazione sono gradi di una scala, e il nuovo prodotto di Binance sicuramente non è decentralizzato al 100%.

Binance Chain è decentralizzata nel senso che gli utenti detengono le proprie chiavi private. Però, naturalmente, il team ha più influenza sulla direzione strategica della sua crescita, per ragioni legate all’efficienza e alla velocizzazione delle decisioni.

Si è mantenuta di proposito la blockchain un pò più centralizzata, con un’influenza strategica nelle fasi iniziali. L’obiettivo dichiarato è quello di ridurre il proprio peso man mano che il prodotto matura e maggiori validatori si uniranno.

Quando CZ parla a riguardo dell’influenza da parte del team sulla blockchain, si riferisce agli 11 nodi validatori – o block producer – predeterminati da Binance, che confermano le transazioni in base al modello progettato.

Alcuni dei più schietti critici dell’azienda cinese, hanno attaccato esplicitamente Binance e CZ sul tema della centralizzazione.

Considerando che le fee di trading vengono pagate ai validatori, e che diverse funzioni richiedono il pagamento di commissioni, in tanti ritengono che lo schema di monetizzazione del DEX di Binance non sia in linea con lo spirito di un vero exchange decentralizzato.

Perlatro, poiché Binance Chain funziona con un meccanismo di consenso PoS, non è irrilevante che il 67% della supply di BNB è in capo a soli 5 indirizzi (il primo è Binance): questi 5 indirizzi controllano il 67% del potere di voto.

BNB attualmente ricopre la settima posizione nella classifica per capitalizzazione di mercato. È anche il token con le migliori performance sin dall’inizio dell’anno, riuscendo addirittura a superare i massimi storici di gennaio 2018.

In definitiva, Binance è estremamente popolare nella comunità di criptovalute. Il suo contributo non può essere negato. I progetti che non dovranno far leva sulla versatilità di Ethereum, potranno trovare convenienza ad emettere il loro nuovo token su Binance Chain e a tradarlo attraverso il suo DEX.

Malgrado l’innegabile utilità, va però rimarcato che per il DEX di Binance c’è stata maggiore focalizzazione sulla spinta della parola “exchange decentralizzato”, rispetto a quello che almeno per ora dimostra effettivamente di essere.



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Giuseppe Brogna

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Stimolato dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT; matura particolari interessi nella nuova finanza hitech legata alle tecnologie del ledger distribuito.


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