Bitcoin nella DeFi di EthereumTempo di lettura: 7 min.

I vantaggi derivanti dall'avere bitcoin nella finanza decentralizzata di Ethereum: perché la criptovaluta più capitalizzata del mercato apporterebbe benefici se usata nella DeFi?

La finanza decentralizzata (DeFi) è cresciuta a dismisura in appena un paio d’anni. Al momento del suo apice, in febbraio 2020, vantava oltre un miliardo e duecento milioni di dollari vincolati nelle sue applicazioni.

Il valore del mercato della DeFi è attualmente alla pari con i livelli di gennaio 2020 (circa 850 milioni di dollari). Tutti questi dati si possono consultare su DeFi Pulse.

Sono dati da ritenere impressionanti, tenuto conto del contesto di mercato del primo quarto del 2020 e del considerevole numero di exploit che hanno coinvolto alcuni protocolli di prestito DeFi nelle ultime settimane.

Malgrado gli incidenti di percorso che hanno investito le piattaforme della finanza decentralizzata, gli utenti restano attratti dall’idea di prendere in prestito denaro, guadagnare interessi sulle loro cripto e scambiare derivati su applicazioni trasparenti e prive di intermediari.

DeFi oltre i confini di Ethereum

Pur crescendo rapidamente negli ultimi tre anni, la DeFi è ancora circoscritta all’ecosistema Ethereum.

Si possono utilizzare ether e i token ERC20 come collaterale per coniare DAI su Maker, prendere in prestito cripto su Compound o scambiare derivati su Synthetix.

Ether funge essenzialmente da valuta di riserva per la DeFi. Ma i dati di mercato ci indicano che non rappresenta il principale asset criptovalutario nel mondo.

Quasi tutti gli utilizzatori di criptovalute detengono anche bitcoin, che secondo i dati di CoinMarketCap rappresenta il 65% di tutti gli asset criptovalutari.

La liquidità, il riconoscimento del marchio e la base di utenti di Bitcoin sovrastano qualsiasi altra criptovaluta.

In parole semplici, consentire agli utenti di accedere a bitcoin tramite la DeFi espanderebbe radicalmente il bacino di mercato. Confinarli alle cripto basate su Ethereum, finisce col limitare le potenzialità di crescita e di espansione della DeFi.

Se la DeFi vuole fare il salto di qualità, deve rendersi interoperabile con le altre blockchain. Bitcoin è il passo successivo più logico.

Il tentativo di creazione di un ecosistema DeFi sulla blockchain Bitcoin è in gran parte fallito.

Bitcoin manca della capacità di sviluppo di smart contract complessi e della componibilità (rendere un’applicazione adattabile e funzionale a un’altra) che caratterizza la blockchain di Ethereum.

La maggior parte dell’attenzione è stata finora focalizzata sull’interoperabilità e sugli atomic swap, che pur promettendo, hanno ottenuto ancora scarso successo.

Bitcoin -> Ethereum

Negli ultimi due o tre anni abbiamo assistito alla nascita di vari progetti DeFi creati appositamente per portare bitcoin sulla blockchain di Ethereum.

Se fino a qualche tempo fa questo obiettivo poteva sembrare velleitario, ultimamente si sono compiuti passi da gigante, raggiungendo livelli di liquidità mai visti prima.

Bitcoin è un’innovativa forma di denaro che ha rivoluzionato il mondo sin dalla sua nascita. Ma presenta dei limiti nelle sue funzioni, che sono stati successivamente oltrepassati dalle nuove blockchain.

Bitcoin è una moneta P2P, mentre Ethereum è un blockchain che può supportare sia monete P2P che altre funzionalità, come le dApps.

Tempo fa Vitalik li ha paragonati alla calcolatrice nella tasca e allo smartphone.

La calcolatrice tascabile fa una sola cosa, svolgendo bene il compito. Ma le persone vorrebbero di più. Se hai uno smartphone, su quel dispositivo puoi utilizzare anche una calcolatrice come app!

Diversi progetti si propongono di portare la liquidità di bitcoin su Ethereum: pBTC, wBTC, tBTC, imBTC, BTC++, renBTC, ed altri.

Alcuni dei progetti sono più che altro all’inizio, mentre altri godono già di un’elevata liquidità e sono operativi con alcuni servizi DeFi.

Il primo progetto che ha tentato di costruire un ponte tra Bitcoin e Ethereum è wBTC (wrapped bitcoin). Essendo stato il primo, ne avevo parlato in un articolo dedicato a fine 2018.

In linea generale questi progetti prevedono, con diversi gradi di decentralizzazione, la creazione di un token compatibile con la blockchain di Ethereum, che rappresenti bitcoin.

In questo articolo non intendo soffermarmi su uno specifico progetto, ma porre il focus sui vantaggi che derivano dal coinvolgimento di bitcoin nella blockchain di Ethereum, con particolare riguardo nella DeFi.

Perché conviene rendere interoperabile Bitcoin con Ethereum?

Esistono una serie di aspetti positivi nel portare bitcoin su Ethereum. Potremmo riassumerli in:

  • Rendere più liquidi gli exchange decentralizzati (DEX)

Sui DEX gli utenti mantengono il controllo dei loro fondi, che non possono essere rubati dai gestori della piattaforma. Quest’azione è invece possibile con gli exchange centralizzati.

Il limite dei DEX è nella scarsa liquidità e nella circostanza che scambiano soltanto ether e i token ERC20. Convertendo bitcoin in una forma tokenizzata compatibile con Ethereum, è possibile utilizzare i DEX per scambiare bitcoin con Ethereum o altri token ERC20.

  • Velocità di trasferimento di bitcoin

Il trasferimento di bitcoin non è rapido come quello di ether.

Il tempo medio di creazione di un blocco su Bitcoin è di dieci minuti. Può anche impiegarci qualche ora per completare un trasferimento dal wallet all’exchange, o viceversa, se la rete è intasata.

L’utilizzo di bitcoin sulla rete di Ethereum rende il suo trasferimento molto più veloce: il tempo medio di creazione di un blocco su Ethereum è di pochi secondi.

  • Smart contract con bitcoin

Convertire bitcoin in una versione ERC20 consente di sfruttare la migliore funzionalità della blockchain di Ethereum: gli smart contract.

È possibile creare smart contract che includono i trasferimenti di bitcoin.

  • Conservare bitcoin nei wallet di Ethereum

Esistono diversi wallet ben programmati per bitcoin, ma la blockchain di Ethereum offre un più variegato numero di wallet per ether e i token.

Convertendo bitcoin in token, è possibile conservarlo nei wallet di Ethereum, eliminando così l’inconveniente di avere due wallet (uno per ether e i token, e un altro per bitcoin).

  • Usare bitcoin nella DeFi

Ci sono svariati progetti DeFi che consentono di guadagnare interessi su base annua.

Per creare alcuni token, come i Dai di MakerDao, occorre collateralizzare ether o altri token ERC20. Avendo bitcoin sulla blockchain di Ethereum, questa operazione può essere effettuata con una moneta più liquida e dal prezzo più stabile.

Gli utenti possono guadagnare interessi sui propri bitcoin tramite le applicazioni della finanza decentralizzata, senza affidarsi a un intermediario.

Lo stesso vale anche per i Vault di Maker, che non accettano ancora bitcoin come collaterale, anche se il passo verso questa direzione sembra essere compiuto, stando agli ultimi aggiornamenti.

È una situazione alquanto ironica, se si considera che il token BAT è un collaterale ammesso nel sistema di Maker, nonostante abbia volumi di scambio centinaia di volte inferiori a quelli di bitcoin.

L’aggiunta di bitcoin al ventaglio di garanzie su Maker, aumenterebbe drasticamente la resilienza del suo sistema ai movimenti troppo repentini dei prezzi che caratterizzano ether.

Combinando la liquidità e la maturità di bitcoin con le funzionalità di Ethereum, si potrebbe creare un ecosistema DeFi per utenti più sofisticati e ben capitalizzati, favorendo ulteriormente l’adozione sia di Bitcoin che di Ethereum.

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Giuseppe

Giuseppe

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Stimolato dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT; matura particolari interessi nella nuova finanza decentralizzata legata alle tecnologie del ledger distribuito.

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Giuseppe è laureato in giurisprudenza, da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Stimolato dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT; matura particolari interessi nella nuova finanza decentralizzata legata alle tecnologie del ledger distribuito.

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