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Casper FFG v0.1.0: vantaggi e dubbi del meccanismo di “slashing”

10 maggio 2018 13:30
Tempo di lettura: 4 min.
10 maggio 2018 13:30
Giuseppe Brogna

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Ethereum ha compiuto un ulteriore passo in avanti nella direzione del trapasso dal protocollo Proof of Work a quello Proof of Stake.

Martedì, lo sviluppatore Danny Ryan (djrtwo) ha pubblicato la release di Casper FFG v0.1.0.

Questa primissima versione ha lo scopo di consentire agli sviluppatori del client, agli auditor, nonché a qualunque soggetto terzo interessato, di integrare il codice nei loro software per testarlo.

Il rilascio è stato accompagnato da ulteriori chiarimenti sullo “slashing”.

Con tale espressione ci si riferisce al meccanismo sanzionatorio previsto per i nodi che tentano di attaccare la rete. Si tratta di un ulteriore aspetto del sistema di sicurezza di teoria dei giochi.

Infatti, va ricordato che un sistema PoS non si basa sulla risoluzione di complessi calcoli matematici (prova del lavoro), bensì sulla garanzia dei fondi posti dai validatori per la correttezza nell’attività di validazione della rete.

Analisi dello slashing

Attraverso la funzione slashing, i nodi possono denunciare i comportamenti malevoli, cosicché l’autore della prima segnalazione riceve una ricompensa del 4%. Così facendo, si incentivano i validatori a mantenere sicura la rete.

Le condizioni di slashing consistono in specifici comportamenti sospetti, indicativi di un tentativo di attacco alla rete. Ad esempio, se un validatore deliberatamente riporta in modo errato le transazioni.

Fondamentalmente, una parte importante di Casper è data da un bounty bot semi-automatico. Chiunque può cercare delle condizioni di slashing e segnalarle al bounty bot per guadagnare automaticamente una ricompensa del 4%.

La ricompensa rappresenta il 4% della somma “confiscata” al nodo trasgressore.

Si ricorda ancora una volta che i validatori, per partecipare all’attività di messa in sicurezza della rete, sono tenuti a depositare i loro Ether come collaterale. La ragione per cui sono incentivati a farlo, è che possono guadagnare circa il 5% di interesse annuo sul loro stake.

Inizialmente, l’importo minimo richiesto per diventare un validatore è di 1.500 Ether, equivalente a circa 1.1 milioni di dollari. Pertanto, è evidente che la violazione di una condizione di slashing potrebbe costare caro, ma tanto!

Allo stesso tempo, la ricompensa per chi si adopera nel segnalare il comportamento scorretto equivale a circa 40.000 dollari. Niente male per essere incentivati a vigilare sulla sicurezza della rete.

Quindi, l’idea è che questo meccanismo di disincentivi/incentivi – la perdita degli Ether per tentativi di frode da un lato, e la ricompensa per la segnalazione della presenza di condizioni di slashing dall’altro – sia sufficiente per rendere sicura la rete.

Possibili problemi

Uno dei principali dubbi sollevati, riguarda la mancanza di esaustività delle condizioni di slashing.

In altre parole, si teme che qualcuno possa individuare un modo alternativo di attaccare, senza formalmente violare alcuna condizione di slashing.

Ma vi è anche chi ritiene infondato questo timore, per il fatto che i possibili attacchi a una blockchainUna blockchain è un registro condiviso in cui le transazioni vengono registrate in modo permanente mediante l’aggiunta di elementi alla catena di blocchi. La blockchain funge da record storico di tutte le transazioni che si sono verificate, dal blocco di genesi all’ultimo blocco, da cui il nome blockchain (catena di blocchi). sono oramai stati classificati e documentati nel corso del tempo. Dovrebbe, quindi, trattarsi di qualcosa di assolutamente inedito e creativo.

Un altro dubbio riguarda il sistema di bounty descritto sopra, e in particolare se le persone si preoccuperanno di osservare e segnalare l’attività dei validatori.

Infatti, poiché le sanzioni alle condizioni di slashing sono rigidissime, si penserebbe che nessuno vorrebbe attaccare la rete. Quindi, si riterrebbe che in assenza di comportamenti temerari, non ci sarebbero bounty disponibili, con palese disincentivo a osservare l’attività dei validatori.

E la carenza di attività di sorveglianza, aprirebbe le porte a facili attacchi.

A ciò si aggiunga che, dal momento in cui sarà operativo Sharding, lo staking minimo dovrebbe ridursi a soli 32 Ether (circa 25.000 dollari), pertanto la possibilità di una ricompensa del 4% (soltanto 1.000 dollari) potrebbe essere di scarso incentivo.

Ma anche con riguardo a queste ultime preoccupazioni, sono state sollevate delle obiezioni.

In particolare, si fa riferimento alla possibilità di impostare un programma che svolga in automatico l’attività di osservazione dei validatori, per scovare le condizioni di slashing.

Inoltre, dal momento in cui sarà richiesto un requisito più basso per lo staking, ci saranno molti più validatori. Questo si traduce in maggiori chances di scoperta delle condizioni di slashing.

Test su test

Come per ogni cosa, anche per Casper FFG i limiti e i miglioramenti possono essere meglio individuati a livello pratico, più che teorico. E infatti, è prevista ancora una consistente fase di test prima del definitivo approdo in mainnet.

Inoltre, Casper FFG rappresenta esso stesso un test dell’algoritmo Proof of Stake sulla blockchain di Ethereum. Infatti, si tratta di un modello ibrido che anticiperà il successivo passaggio a un sistema full PoS.

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Codice e sviluppo


Giuseppe Brogna

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, ma da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Stimolato dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT; matura particolari interessi nella nuova finanza hitech legata alle tecnologie del ledger distribuito.


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