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Proof of Stake: Casper verso il testnet

29 novembre 2017 18:53
Tempo di lettura: 4 min.
29 novembre 2017 18:53
Giuseppe Brogna

Uno dei maggiori upgrade di Ethereum, e forse dell’intero ecosistema, potrebbe essere più vicino all’implementazione di quanto si pensasse in precedenza, con Lane Rettig, un ricercatore all’Ethereum Foundation, che afferma:

Casper FFG testnet is coming. We’ve got a three-node network working with two validators. Still a few bugs to work out. Whitepapers are cool and all but seeing this come to life is amazing.”

Casper Friendly Finality Gadget (FFG) è un’implementazione ibrida Proof of Stake (PoS) e Proof of Work (PoW), sviluppata da Vitalik Buterin, il founder di Ethereum, ed altri.

Questa implementazione sembra essere sufficientemente matura, nella misura in cui potrebbe anche essere incorporata nel prossimo aggiornamento di Ethereum, Constantinople. Secondo Ethnews, Buterin ha affermato:

Theoretically, Casper may well be at the stage where we may actually just try doing it for the next fork, even if that sounds ambitious.”

Per quanto ne sappiamo, non esiste una data precisa per la seconda parte del fork Metropolis.

Inizialmente, l’intenzione era quella di avere un solo aggiornamento Metropolis, ma alcuni aspetti richiedevano troppo tempo, mentre altro lavoro era già stato finalizzato.

Gli sviluppatori, perciò, lo avevano suddiviso in Byzantium e Constantinople, con Byzantium andato a buon fine qualche settimana fa. Constantinople è atteso prossimamente e, potenzialmente, potrebbe incorporare Casper.

Il testnet di Casper, come suggerisce il nome, è un ambiente in cui è testata la prima versione del PoS. Ciò significa che il codice non è ultimato, però ha preso forma piuttosto che essere nella fase di progettazione teorica.

Lo scopo del testnet è innanzitutto quello di garantire la sicurezza e, in secondo luogo, di limare completamente i dettagli, siccome i coder osservano il funzionamento in un ambiente di laboratorio virtuale. È l’ultima fase di qualsiasi aggiornamento, prima che vada su mainnet, e indica che il lancio potrebbe essere a pochi mesi di distanza.

Tuttavia, quando esattamente nessuno può dirlo, come nessuno davvero sa che cosa può emergere dal testnet, ma ottimisticamente si potrebbe ritenere intorno all’estate o, forse più realisticamente, verso l’autunno.

Sennonché, la fondazione Ethereum, che ora è davvero ricca a seguito del considerevole apprezzamento di , si espande e incrementa le sue risorse, giungendo a nuovi sviluppatori.

Pertanto, pare che Casper si sia materializzato prima del previsto, essendo stato ultimato negli aspetti principali, con slancio verso una concreta e dettagliata implementazione, e successivo test, che dovrebbe avere luogo di qui a breve.

Una volta che sarà completamente implementato, Ethereum potrà beneficiarne sotto diversi punti di vista. In primo luogo la scalabilità sarà migliorata, poiché i tempi di conferma potranno essere ridotti. In secondo luogo ETH diventa un dividendo, fornendo asset/valuta/investimenti.

Questo perché gli ETH saranno utilizzati per un “mining” parziale, per cominciare, e poi eventualmente full “mining”. Con gli ETH stessi che convalidano la rete, rimpiazzando le enormi mining farm attraverso, semplicemente, gli ETH locked.

Gli ETH locked produrranno un interesse, come un conto deposito, con gli holder che switchano a remunerare se stessi, piuttosto che pagare per i miner, l’elettricità o l’hardware.

Il che significa che Ethereum cesserà, in misura significativa, di consumare risorse fisiche limitate. Con la rete che diventa, come ulteriore vantaggio, ecocompatibile. Potenzialmente, persino molto più delle banche o Visa.

Un altro importante vantaggio che ci si potrebbe aspettare, è una maggiore decentralizzazione. Per la prima volta, una grande pubblica decentralizzata pagherà le persone per gestire un nodo, attraverso il dividendo/interesse menzionato sopra.

Pertanto, gli utenti ordinari saranno stimolati a gestire un nodo in ragione dell’incentivo di profitto che verrà aggiunto, laddove invece, attualmente, la maggior parte degli utenti ne esegue uno “altruisticamente”.

La maggior parte di loro opterebbe per farlo, il che potrebbe anche influire su un quinto aspetto, sull’esperienza dell’utente finale e sulla scalabilità. Se la natura del PoS richiederà un certo livello di inflazione continua, per Ethereum sarà probabilmente al 2%, o meno, ogni anno.

Dato che si tratta di un tasso fisso, sarebbe un’inflazione programmata, che tuttavia potrebbe anche equivalere a uno 0%, in ragione degli ETH annualmente persi, come accade ad esempio con i centesimi che vengono dimenticati o gettati via.

Ciò potrebbe avere importanti implicazioni sulla fruibilità della blockchain Ethereum, laddove le commissioni di transazione potrebbero non essere più necessarie, in quanto i nodi sarebbero incentivati dal conseguimento dell’interesse/dividendo. Però, sul tema dell’inflazione è stata fatta ancora poca chiarezza, quindi è inutile sbilanciarsi.

La blockchain pubblica di Ethereum, quindi, a differenza di Bitcoin, può scalare, e può scalare a livelli molto elevati, conservando la decentralizzazione, l’usabilità, una natura peer-to-peer, tempi di conferma molto veloci, fee praticamente inesistenti, permissionless, con il successo delle dapps.

L’upgrade di Casper è probabilmente l’implementazione più attesa, che il mondo crypto ha visto dall’invenzione del Bitcoin quasi una decade fa.

 

Di Trustnodes.

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Progetti su Ethereum


Giuseppe Brogna

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, ma da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Stimolato dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT; matura particolari interessi nella nuova finanza hitech legata alle tecnologie del ledger distribuito.


  1. ha commentato:

    Ethereum attualmente ha gli stessi difetti di Bitcoin: non è scalabile (ne in velocità come IOTA, Bitshares, Monero ne in occupazione di memoria), è abbastanza centralizzata (meno di Bitcoin), consuma tanta energia (meno in valore assoluto di Bitcoin, ma è meno efficiente), non è sicura (la sicurezza presa da Zcash è nulla rispetto a quella di Monero).
    Per fortuna ha qualche valore aggiunto come le dapp e gli smart contract altrimenti sarebbe stata un clone.
    Ethereum sta lentamente perdendo valore dal punto di vista tecnologico. Se non si sbriga ad apportare le modifiche, la concorrenza la divorerà.

    • ha commentato

      Ciao! Premetto che non voglio rispondere a mo’ di tifo da stadio, poiché non è nel mio stile. Mi piace ragionare con obiettività.

      Attualmente Ethereum già scala meglio di Bitcoin. Non abbiamo una mempool intasata e non esiste un mercato delle fee. Fa il doppio delle transazioni giornaliere di bitcoin e, anzi, più del 50% delle transazioni di tutte le principali blockchain messe insieme. Fino a circa 2 milioni di transazioni al giorno non ci saranno colli di bottiglia, già con la sola attuale tecnologia. Però, più in là avremo nuove implementazioni, come Sharding e Plasma, che aumenteranno esponenzialmente la scalabilità. Nel giro di qualche anno si potrà arrivare ai livelli di Visa con migliaia di transazioni al secondo.

      Le fee sono praticamente inesistenti già adesso. Come gas price puoi impostare anche solo 0,1 gwei, il che vuol dire che con una manciata di centesimi sposti decine di migliaia di euro. Con Bitcoin rischi di spendere ben oltre i $10 per cifre irrisorie.

      Il mining è già più distribuito rispetto a bitcoin, dove di fatto è concentrato in mano a cinque persone. Inoltre, col PoS la procedura di validazione sarà ancora più decentralizzata, poiché lo staking mitigherà l’impatto delle economie di scala.

      -“Consuma tanta energia”.-
      Beh che stiamo dicendo?! Ormai è già in atto la transazione al PoS, che renderà la rete green. Abbiamo già due proposte di PoS: Casper FFG di Vitalik (ibrido) e  Casper CBC di Vlad (full).

      Sulla questione della privacy, ne abbiamo parlato tanto in precedenti articoli. Ci si sta lavorando e sono già state gettate le basi per Zk-Snarks. Poi Ethereum non dovrà svolgere la funzione di Monero per comprare la droga nel deep web, ma servirà a ben altro. Per l’industria dei servizi finanziari serve la protezione delle informazioni private. I contratti non dovranno essere esposti ai competitor ecc. Stiamo parlando di altro.

      -“Ethereum sta lentamente perdendo valore dal punto di vista tecnologico. Se non si sbriga ad apportare le modifiche, la concorrenza la divorerà.”-
      Evidentemente ti confondi con Bitcoin. Chi ha seri problemi di scaling e rischia seriamente di essere rimpiazzato è proprio Bitcoin. Hai seguito il Devcon3? Hai visto quante novità in vista per Ethereum, anche nel settore dell’IoT (vedi ad es µRaiden). Ti rammento ancora una volta Sharding, Plasma, Raiden ecc. Ethereum sta guadagnando, non sta perdendo dal punto di vista tecnologico.

      E poi di quale concorrenza stiamo parlando? Eccetto Bitcoin, che in ogni caso non fa smart contract, qual è la blockchain con i progetti, l’effetto network, la community e il brain power di Ethereum? Su dai..

  2. ha commentato:

    Ethereum si regge in piedi grazie agli smart contract e per essere arrivata prima delle altre alla pari di Bitcoin. Attualmente dal punto di vista tecnologico è indietro:
    Scalabilità: 20 tps sono ridicole considerando che VISA mediamente è sulle 2000 tps e può arrivare a 60000 tps; Monero arriva a oltre 1000 tps avendo la dimensione dei blocchi variabile, BitShares scala a oltre 100000 tps, IOTA ha una scalabilità infinita come Byteball Bytes https://steemit.com/cryptocurrency/@cyberblock/top-9-market-cap-blockchains-ranked-in-order-by-transaction-speed-lets-see-where-steem-fits-in.
    Consuma energia: non c’è nessuno PoS alla data di oggi. Bitcoin consuma 30 TWh mentre Ethereum consuma 10 TWh https://digiconomist.net/ethereum-energy-consumption. Tuttavia considerando che la capitalizzazione di mercato di Bitcoin è il 55% e quella di Ethereum il 15%, Bitcoin è più efficiente calcolando capitalizzazioneMercato/energiaConsumata.
    Centralizzazione: Ethereum è meno centralizzato di Bitcoin, ma molto più di Monero, IOTA e altre criptovalute.
    Annunciare N versioni dell’algoritmo serve a poco, se non cambierà velocemente, sarà divorato.

    • ha commentato

      Ma guarda, non è che “annuncio” idee di algoritmi astratti che esistono solo nella mia immaginazione. Stiamo parlando di pezzi di codice già inseriti, o che lo saranno di qui a breve, dopo l’approdo in testnet.

      Lo ripeto, malgrado Ethereum faccia più del 50% delle transazioni delle principali blockchain, non ha problemi al momento. Non deve scalare ai livelli di Visa in questo momento, ma per il futuro. E le soluzioni “concrete” ci sono, sia per una scalabilità solo on-chain, sia multistrato.

      Che Monero sia un ottimo progetto, con uno dei migliori team in assoluto, sono d’accordo, ma si presta ad altri scopi. Ben venga.

      Sono d’accordo anche su Iota. È un ottimo progetto, con elevato potenziale di scalabilità grazie al TANGLE, che consente di formare catene parallele di transazioni in modo asincrono e illimitato. Però, come ben sai, la scalabilità è direttamente proporzionale all’insediamento dei nodi, e per ora siamo ben lontani dalle sue potenziali prestazioni.
      Però Iota non esegue smart contract, salvo che si implementi la funzione di esecuzione di smart contract da nodi specializzati (Oracle).

      Sulla non efficienza energetica va bene, ma qualche pezzo di codice per Casper sarà già probabilmente inserito col fork Constantinople. Non mi risulta, invece, che Bitcoin passerà al PoS.

      Che Iota sia meno centralizzata di Ethereum è falso, anzi allo stato è totalmente centralizzata. Il codice sorgente del Coordinator è closed, e un’attacco allo stesso metterebbe a repentaglio l’intera rete.

      Per concludere, lungi dall’essere dei tifosi da stadio, nei nostri articoli lo rimarchiano che Ethereum ha delle lacune da colmare. Ma, d’altro canto, quale nuova tecnologia non ha problemi? Ethereum non fa eccezione, però ha tra i migliori devs del mondo che ci stanno lavorando con soluzioni concrete. Vediamo nei prossimi mesi cosa faranno.. 🙂

      • ha commentato:

        IOTA è una rete decentralizzata che utilizzerà il coordinatore per prevenire gli attacchi fino a quando la rete sarà abbastanza grande.
        E’ falso dire che la rete è centralizzata https://blog.iota.org/the-transparency-compendium-26aa5bb8e260 e https://blog.iota.org/the-transparency-compendium-26aa5bb8e260
        Certo IOTA non ha gli smart contract i quali rimangono l’unica differenza di Ethereum sulle altre criptovalute.
        Vedremo cosa accadrà, ma al momento non investirei un euro in Ethereum, se devo scegliere una criptovaluta non scalabile, energeticamente dispendiosa e centralizzata, mi tengo l’originale Bitcoin o la sua evoluzione Bitcoin Gold.

  3. ha commentato:

    Fai bene a non investire in qualcosa in cui non credi.

  4. ha commentato:

    Mi chiedevo quali sono le differenze tra Il Pos di peercoin e quello che sara’ implementato con casper. Dato che saranno I soli con Pos potrebbe diventare per eth quello che LTC e’ per bitcoin ?

    • ha commentato

      Peercoin mi sembra abbia un Proof of Stake ibrido, generando quindi nuova moneta con il mining e il minting.

      La peculiarità del suo PoS risiede nel metodo di selezione basato sul criterio dell’anzianità.

      Le monete che non sono state spese per almeno 30 giorni competono per la creazione del blocco successivo, sempre però in base a una selezione randomica.

      Gli ammontari di monete più anziani e più grandi hanno una maggiore probabilità di firmare il blocco successivo, e in seguito alla firma assumono “anzianità zero”.

      Poi ci sono dei limiti temporali di rilevanza massima dell’anzianità, per impedire che somme di rilevante valore e molto anziane assumano il predominio della rete.

      PoS di Ethereum è ancora in fieri, non è nemmeno in testnet.

      Si dovrebbe iniziare – quando si inizierà – con un sistema ibrido, ove la Proof of Stake sarà usata come ‘checkpoint’ ogni 100 blocchi, e darà maggiore sicurezza circa il fatto che i blocchi abbiano memorizzato le transazioni corrette – quello che gli sviluppatori chiamano “finalità”.

      Credo che l’obiettivo sia quello poi di passare, in un secondo momento, a un sistema full PoS.

      Un punto critico riguarda il caso di disaccordo nel consenso, con una persona che potrebbe “votare” per entrambe le varianti (in caso di ramificazione della blockchain), perché ha delle poste in gioco in ciascuna delle varianti.

      Il protocollo suggerito da Ethereum- Slasher – consente agli utenti di “punire” un “imbroglione” che fa “mining” su più di una delle biforcazioni della blockchain.

      Peercoin utilizza un meccanismo di fatto centralizzato, trasmettendo checkpoint firmati dalla chiave privata dello sviluppatore. Una riorganizzazione della blockchain non è possibile sotto il livello dell’ultimo checkpoint conosciuto.

      Comunque, man mano che Casper sarà implementato, Etherevolution sicuramente pubblicherà nuovi articoli, con taglio più tecnico, che spiegheranno nei dettagli il funzionamento del PoS su Ethereum.

      -“Dato che saranno I soli con Pos potrebbe diventare per eth quello che LTC e’ per bitcoin?”-
      Credo tu ti riferisca all’essere una cavia di Ethereum. Boh non so, ma comunque non ha importanza. Anche perché non saranno i soli con PoS. Peercoin è stata la prima criptovaluta a utilizzare sin dal lancio il PoS, ma poi ne sono arrivate altre (BitShares, Navcoin, BlackCoin).

  5. ha commentato:

    Grazie molte per la risposta che mi ha chiarito le idee

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