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L’aggiornamento Constantinople arriva a gennaio: le novità introdotte

09 Dicembre 2018 20:00
Tempo di lettura: 5 min.
09 Dicembre 2018 20:00
Giuseppe Brogna

Una data per Constantinople

Constantinople è il prossimo, tanto atteso, aggiornamento che sarà implementato sulla blockchain di Ethereum.

Lo sviluppatore Péter Szilágyi, membro del principale team di sviluppo su Ethereum, ha annunciato l’altezza del blocco in cui avrà luogo l’hard fork Constantinople.

Szilágyi ha pubblicato un tweet nel quale ha affermato che Constantinople è stato programmato per il blocco numero 7.080.000. Secondo le stime, questo blocco dovrebbe essere minato intorno al 16 gennaio 2019.

L’implementazione di Constantinople sulla mainnet di Ethereum, era in origine pianificata per il mese di novembre di quest’anno.

Tuttavia, in ottobre, si è deciso di posticipare l’hard fork: durante i test sulla testnet di Ropsten, sono stati rilevati alcuni errori di codice.

La decisione di rimandare l’aggiornamento è stata adottata in una riunione degli sviluppatori di Ethereum, il 19 ottobre, nella quale si è ritenuto opportuno di rinviare l’hard fork fino alla fine di gennaio.

Va notato che Constantinople avrebbe inizialmente raggiunto la testnet di Ethereum all’inizio di ottobre, all’altezza del blocco 4.200.000.

Qualche giorno prima, l’hard fork su Ropsten è stato posticipato al blocco 4.230.000. Il motivo risiedeva nel rilevamento di una vulnerabilità nella Ethereum Virtual Machine, in particolare un vettore di attacco DoS.

Finalmente, il 13 ottobre, all’altezza del blocco 4.230.000, Constantinople è stato attivato sulla rete di Ropsten. Dopo la sua attivazione, sono emersi problemi di funzionamento, così gli sviluppatori hanno chiesto di utilizzare altre reti di test fino a nuovo avviso.

Ora che l’approdo di Constantinople sulla mainnet è finalmente pianificato, vediamo quali sono le vovità che saranno introdotte.

Le novità apportate da Constantinople

Constantinople, per certi versi, può essere considerato un aggiornamento minore.

La maggior parte delle migliorie non saranno notate dall’utente medio, inteso come colui che non svolge attività di sviluppo e test, ma si limita a effettuare transazioni e a interagire con le dApps.

Constantinople è principalmente un aggiornamento di “manutenzione” e ottimizzazione della rete.

Con Constantinople verranno implementate diverse Ethereum improvement proposal (EIP).

Le EIP programmate apporteranno piccoli miglioramenti, ma altamente tecnici, all’efficienza della rete e alla struttura delle fee, oltre a preparare il terreno per la roadmap di scaling di Ethereum.

Le novità che potrebbero catturare l’interesse della maggior parte delle persone, sono quelle riguardanti il cambiamento del tasso di emissione di nuovi ether e la posticipazione della cosiddetta difficulty bomb.

Dal punto di vista del miglioramento dell’efficienza, viene innanzitutto introdotto “bitwise shifting”.

Bitwise shifting, sostanzialmente, è un metodo più efficiente di elaborazione delle informazioni sulla Ethereum Virtual Machine (per approfondire i dettagli tecnici, vedi EIP 145).

Sempre nell’ottica dell’ottimizzazione dell’efficienza, grazie a EIP 1052, nell’esecuzione di uno smart contract saranno controllati solo i dati essenziali del codice del contratto, invece che la totalità del codice stesso, risparmiando tempi e costi di elaborazione, specialmente per gli smart contract molto lunghi, eseguiti su migliaia di righe di codice.

Dal punto di vista dello storage dei dati, l’implementazione di EIP 1283 consentirà agli sviluppatori di creare smart contract in modo più economico.

EIP 1283 implementa una migliore analisi dei costi per gli smart contract. In sintesi, introduce un risparmio in termini di gas per gli aggiornamenti che non consumano effettive risorse impattando sulla blockchain.

Gli aggiornamenti apportati da Constantinople, come anticipato, pongono anche delle basi per la roadmap di scaling di Ethereum.

EIP 1014 ha lo scopo di facilitare la soluzione di scaling basata sugli state channels.

Gli state channels sono delle interazioni esterne alla blockchain, che determinano le stesse alterazioni di stato che possono verificarsi on-chain. Lo scopo degli state channels è quello di ridurre il carico di operazioni e dati che impattano sulla blockchain.

L’esempio più semplice di state channels sono i canali di pagamento, come Raiden.

I canali di pagamento consentono lo scambio di (potenzialmente infinite) transazioni al di fuori della blockchain, utilizzando la blockchain solo come layer di convalida del saldo finale dei canali.

La riduzione dell’inflazione

EIP 1234, verosimilmente, è la novità che interessa alla maggior parte degli utenti.

L’implementazione di EIP 1234 comporta la posticipazione della difficulty bomb e la riduzione, da 3 a 2, del numero di ether emessi per blocco.

La difficulty bomb è il meccanismo di incremento esponenziale della difficoltà di mining, allo scopo di incentivare la migrazione al futuro algoritmo di consenso Casper.

I piani per l’implementazione della Proof of Stake (PoS) hanno subito diversi cambiamenti, pertanto si è reso necessario rinviare ancora la cosiddetta Ice Age, cioè lo stato in cui la produzione dei blocchi rallenta fino a un completo arresto.

I maggiori tempi di attesa per Casper, e il conseguente rinvio della difficulty bomb, hanno sucistato l’esigenza di intervenire sulla riduzione della supply di ether.

In passato, Vitalik aveva dichiarato che la supply di ether non avrebbe mai oltrepassato i 100 milioni. Ciò malgrado, al momento della scrittura gli ether in circolazione sono ben oltre i 103 milioni.

La PoS ridurrebbe drasticamente il tasso di inflazione di ether. Però, i tempi di attesa sono più lunghi del previsto, dal che l’esigenza di ridurre il tasso di produzione di nuovi ether.

EIP 1234 ha avuto la meglio sull’altra principale EIP avente ad oggetto la modifica del tasso di emissione di ether: EIP 858. Quest’ultima prevedeva la riduzione del reward per blocco a solo 1 ether.

La riduzione dell’inflazione di Ethereum è certamente una notizia positiva, se non fosse però che il prezzo di ether è calato di circa il 95% rispetto ai suoi massimi storici.

La riduzione del reward per blocco, unitamente al prezzo più basso di ether, semplicemente, rende il mining meno profittevole.

I miner più piccoli vengono tagliati fuori, a vantaggio di chi, per ragioni di economie di scala, riesce a minare a costi medi inferiori.

Un aiuto, però, potrebbe arrivare proprio dal mercato.

Quando è stata annunciata la riduzione del tasso di inflazione di Ethereum, a fine agosto, il prezzo è rimasto sostanzialmente inerte.

Tuttavia, dinanzi all’effettiva riduzione del tasso di crescita della supply di ether, il mercato potrebbe iniziare a prezzare maggiormente ogni unità di ether, innescando un circolo virtuoso che renderà il mining più profittevole e la rete più sicura.



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Codice e sviluppoHard fork Ethereum


Giuseppe Brogna

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Stimolato dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT; matura particolari interessi nella nuova finanza hitech legata alle tecnologie del ledger distribuito.


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