LE NEWS SU ETHEREUM IN ITALIA

Menu
Home » Trading Ethereum » Criptovalute e stagionalità: cosa devi aspettarti da questo finale di anno

Criptovalute e stagionalità: cosa devi aspettarti da questo finale di anno

06 novembre 2018 13:05
Tempo di lettura: 7 min.
06 novembre 2018 13:05
Giuseppe Brogna

Conoscere i consueti movimenti stagionali delle criptovalute, è come sapere qual è il miglior periodo dell’anno per piantare un seme. Il seme, però, sono i tuoi soldi.

Anche le criptovalute alternano fasi negative ad altre di piena forma. Hai mai sentito parlare di stagionalità applicata alle criptovalute?

Negli investimenti finanziari, con il termine “stagionalità”, si fa riferimento alla ricorrenza periodica di fluttuazioni nei prezzi condizionate da eventi che si verificano nel corso dell’anno.

I prezzi sono determinati dall’incontro della domanda e dell’offerta. Sono quindi influenzati dalle decisioni delle persone. I comportamenti delle persone, a loro volta, sono condizionati da eventi che si ripetono di anno in anno (e.g. i periodi di vacanza, le scadenze fiscali, le feste religiose).

“Sell in May and go away”, è un detto diffuso nell’ambito del mercato azionario.

L’idea alla base è che le azioni tendono a salire di prezzo nei primi mesi dell’anno (come dimostrano le statistiche). Nel periodo estivo, invece, si raffredda l’interesse dei partecipanti al mercato azionario. Durante la stagione delle ferie, investitori e traders vanno in vacanza. Si riduce l’afflusso di nuovo denaro nel mercato. Di conseguenza i prezzi delle azioni tendono a scendere nei mesi di giugno, luglio e agosto.

Questo è solo un esempio di come viene analizzata la stagionalità nello stock market. Ma veniamo alle criptovalute.

Criptovalute e stagionalità

Il mercato azionario presenta una storia secolare. È possibile compiere valutazioni di stagionalità anche per il mercato delle criptovalute?

Il mercato delle criptovalute è giovanissimo. Parlare di stagionalità potrebbe, a ragione, far storcere il naso. In effetti il backtesting sulla stagionalità andrebbe condotto per ben oltre dieci anni addietro (almeno vent’anni?).

Il mercato delle criptovalute con maggiore storico è quello di bitcoin. La sua vita è comunque breve. Non si possono consultare dati anteriori a quelli di circa otto anni fa. Compiere un’analisi di stagionalità su Ether è impresa ancora più ardua. Il token nativo della blockchain di Ethereum offre uno storico di mercato di poco superiore ai tre anni.

Peraltro il mercato delle criptovalute si caratterizza per la ridotta capitalizzazione. L’elevata e improvvisa manifestazione di volatilità è di ostacolo alla formazione di movimenti armonici. Inoltre, eventi esterni potrebbero esercitare forti influenze sul prezzo, come decisioni politiche legate alla regolamentazione, oppure problemi nella tecnologia applicata.

Insomma, le criptovalute sono un “esemplare” diverso dagli asset azionari. Ciò malgrado, tenuto conto della carenza di dati, nonché delle possibili distorsioni, si possono comunque trarre degli interessanti indizi dai movimenti stagionali delle due maggiori criptovalute per capitalizzazione.

Nel corso dell’anno, ricorrono due periodi di particolare spessore, sia nel mercato azionario che in quello delle criptovalute: l’effetto gennaio (“January Effect”) e il rally di Natale (“Santa Claus Rally”). Esiste, però, una coincidenza soltanto parziale nei movimenti delle due diverse asset class.

Inizio con “le botte”

A differenza delle azioni, che tipicamente salgono a gennaio, bitcoin di solito subisce una battuta d’arresto nel primo mese dell’anno. Facendo un passo indietro di sei anni, scopriamo che il prezzo di bitcoin è sempre diminuito a gennaio nei seguenti anni: 2012, 2014, 2015, 2016 e 2018.

Il prezzo è sempre andato giù, con l’eccezione di annate (2013 e 2017) contraddistinte dalla presenza di un mercato toro sostenuto. Tale ultima circostanza è la riprova del fatto che la stagionalità è comunque influenzata dall’azione dei cicli sottostanti di più ampio termine (studiati in DM Cripto).

Si può quindi affermare che si verifica un “effetto gennaio inverso” per il mercato di bitcoin rispetto a quello azionario.

Spesso si è cercato di ricollegare la flessione di inizio anno all’arrivo del capodanno cinese, che ricorre tra gennaio e febbraio. Si ritiene che gli investitori cinesi, molto influenti in questo mercato, ritirino il capitale per le spese di vacanza e i regali. È stata l’idea sostenuta anche durante la forte discesa di gennaio-febbraio dell’anno in corso.

È praticamente impossibile trarre delle conclusioni sulle performance di Ether nello stesso periodo. Ether conta al suo attivo solo tre mesi di gennaio (2016, 2017 e 2018). Invero, il primo mese dell’anno è sempre stato positivo per il prezzo di Ether, con guadagni approssimativi del 150% (2016) e del 30% (2017 e 2018).

Estate: mille incertezze

Gennaio non è l’unico mese ostile al prezzo di bitcoin. Anche maggio, e settembre in particolare, sono contrassegnati dalla negatività.

Ether, però, nei suoi primi due mesi di maggio (2016 e 2017), ha registrato dei guadagni approssimativi del 60% (2016) e del 160% (2017). L’elevata crescita del maggio 2017 è da imputare al fiorente mercato ICO di quel momento. Nel 2018 Ether ha subito la sua prima perdita in maggio, di circa il 15%.

A settembre, invece, c’è sempre stata convergenza tra l’andamento negativo di bitcoin e quello di Ether. Ether, in tre occasioni su quattro (2015, 2017, 2018), è sempre calato di prezzo nel mese in cui culmina l’estate. Nell’anno in corso, tra agosto e settembre, Ether è stato vittima di uno dei più grossi crolli della sua storia (circa il 45%).

Se sei iscritto alla DM Cripto, ricorderai che era stato segnalato con ampio anticipo (giugno) un minimo da registrarsi in agosto. Le successive proiezioni cicliche ti avevano indicato un’ulteriore minimo decrescente in settembre, effettivamente stampato il 12 settembre.

Il rush finale

Se settembre si è storicamente rivelato un mese funesto, la parte finale dell’anno è foriera di guadagni per gli investitori in criptovalute. Dicembre è un mese particolarmente profittevole per bitcoin.

L’estate è andata via da un pò. La sbornia post-vacanze è stata smaltita. Le persone trascorrono più tempo davanti al computer, iniziando a realizzare proiezioni sul futuro. Vogliono far fruttare al meglio i propri soldi, una ventata di ottimismo è in arrivo.

Ma, come rilevato sopra, si sostiene che il capodanno cinese sia la causa di una flessione nei prezzi tra gennaio e febbraio. Perché allora le festività natalizie, insieme al capodanno del calendario gregoriano, non generano lo stesso effetto di sell off?

L’idea è che investitori e traders rimanderebbero la vendita dei loro asset a un momento successivo al primo gennaio. La ragione risiederebbe nell’intenzione di posticipare le plusvalenze all’anno successivo.

Potrebbe esserci anche un’altra spiegazione, quella che è chiamata “profezia che si autoavvera”. In altre parole, che il corso degli eventi sia vero o meno, se un numero elevato di investitori e traders sposano la narrativa della stagionalità, calibrando le decisioni intorno ad essa, i movimenti stagionali finiscono con l’autoavverarsi.

Negli ultimi tre anni, 2015, 2016 e 2017, bitcoin è sempre cresciuto di prezzo nei mesi di novembre e dicembre. Le performance sono state negative esclusivamente durante i mesi di novembre e dicembre del lungo mercato orso del 2014. È una dimostrazione di come i cicli sottostanti influenzano e distorcono i consueti pattern stagionali.

Ether, nel 2017, ha potuto beneficiare di consistenti guadagni nei mesi di novembre (40%) e dicembre (70%). Solo il dicembre del 2016 è stato all’insegna di una candela mensile rossa per Ether. C’è da dire, però, che all’epoca Ethereum cercava di venire fuori da una “crisi di sistema”.

Nell’estate del 2016, l’hack del “The DAO” diede adito a un’accesa controversia sui termini di governance della blockchain. Da quello scontro di vedute emerse un’altcoin (Ethereum Classic). Ethereum attraversò una sorta di periodo transitorio, prima di prendere definitivamente l’ascensore nell’ultima settimana del 2016 e catapultarsi nell’opulenza del mercato ICO del 2017.

Quest’evento è ulteriormente indicativo di come vicissitudini estranee alle consuete abitudini di investitori e traders, possano fortemente influenzare questo mercato da poco più di 200 miliardi di dollari.

Stagionalità: ma quanto è affidabile?

La stagionalità è un indicatore interessante, ma resta per l’appunto solo un indicatore. Deve essere analizzata unitamente all’esame di altri studi. Non puoi basarti solo su valutazioni legate alla stagionalità. Oltre alle influenze di fattori esogeni, come visto, la stagionalità è condizionata anche dall’azione dei più ampi cicli sottostanti.

Per l’anno in corso, ci avviamo verso quello che è oramai considerato il momento clou. Dopo un paio di mesi di evidente lateralizzazione, il mercato si appresta a compiere la sua prossima mossa.

Tuttavia, malgrado le tendenze rialziste degli anni passati, è opportuno procedere con cautela e non basarsi esclusivamente sulla stagionalità. La breve storia del mercato delle criptovalute potrebbe anche significare che le corse al rialzo di fine anno siano puramente coincidenziali.

Gli studi più ampi, unitamente ai pattern da osservare, le date di novembre da monitorare, e le criptovalute su cui focaliizarsi per ragioni di forza relativa, sono indicati nei report DM Cripto bisettimanali.

3 VIDEO GRATUITI DALLA DM CRIPTO












SPUNTA il checkbox qui a lato PER OTTENERE i video gratuiti.

In più, ti invieremo successivamente delle email contenenti il frutto delle nostre ricerche più avanzate su ethereum e criptovalute e dettagli sui nostri servizi legati alle criptovalute. Tratteremo i tuoi dati personali con la massima cura e in conformità della normativa privacy GDPR UE2016/679. Se lo vorrai potrai disiscriverti in qualsiasi momento e con un semplice click. La tua preparazione sugli investimenti in ether e criptovalute sta per prendere il volo.

Condividi
  • 25
    Shares

CATEGORIE:

Trading Ethereum


Giuseppe Brogna

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, ma da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Stimolato dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT; matura particolari interessi nella nuova finanza hitech legata alle tecnologie del ledger distribuito.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi questo articolo

Invia questo articolo ad un amico