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DAICO: il mix tra DAO e ICO

17 Gennaio 2018 13:31
Tempo di lettura: 3 min.
17 Gennaio 2018 13:31
Giuseppe Brogna

Vitalik Buterin, il creatore di Ethereum, ha recentemente proposto un nuovo metodo per la raccolta decentralizzata dei fondi, chiamato “DAICO”.

Mutuando elementi delle organizzazioni autonome decentralizzate, o DAO, il nuovo modello è progettato per ridurre al minimo la complessità e i rischi associati alle cosiddette ICO (Initial coin offering).

Buterin ha delineato il nuovo modello in un post sull'”Ethereum Research Forum”, intitolato “Spiegazione di DAICO“.

Nell’esposizione, il programmatore russo-canadese delinea un nuovo modello che integra le caratteristiche dei DAO nelle ICO, per creare un nuovo paradigma al quale si riferisce come “DAICO”.

Il post include un diagramma che analizza i vantaggi di portare gli elementi del DAO in una ICO, inclusa la capacità di sfruttare la “saggezza della folla”, la diffidenza nei confronti dei team centralizzati e la capacità di distribuire i finanziamenti nel tempo. Il prototipo DAICO incorpora anche l’approccio del singolo progetto del modello ICO, insieme alla mancanza del un rischio di 51% attack.

Migliorare il modello ICO

Il modello proposto da Buterin potrebbe migliorare notevolmente la struttura tradizionale di una ICO, eliminando il rischio di utilizzo inappropriato delle risorse, per guadagno personale, da parte dei promotori della ICO.

Il “DAO”, nel “DAOICO”, si riferisce a un’organizzazione autonoma decentralizzata che è governata da uno smart contract.

Sfruttando gli elementi positivi del modello DAO, Buterin sostiene che il costo di utilizzo di Ethereum potrebbe essere notevolmente ridotto, mettendo al contempo un’enfasi maggiore sui risultati degli sviluppatori:

Un DAICO contract è pubblicato da un singolo team di sviluppo che desidera raccogliere fondi per un progetto. Il contratto DAICO inizia in “modalità contributiva”, specificando un meccanismo con cui chiunque può contribuire con ETH e ottenere token in cambio. Potrebbe trattarsi di una capped sale, una uncapped sale, una Dutch auction, una interactive coin offering, una KYC sale con cap dinamico per persona, o qualsiasi altro meccanismo scelto dal team. Una volta terminato il periodo di finanziamento, la possibilità di contribuire con gli ETH viene meno e vengono collocati i balance iniziali dei token; da lì i token possono diventare tradabili.

Approccio di sicurezza della teoria dei giochi

Nel suo post, Buterin ammette che, in una certa misura, i voti di qualsiasi tipo sono suscettibili di manipolazione, ma sostiene che la fusione degli schemi delle ICO e dei DAO potrebbe ridurre drasticamente la minaccia di manipolazione.

Se un 51% attack dovesse aumentare il “tap” di un DAICO, gli sviluppatori dietro il progetto sarebbero semplicemente in grado di limitare di nuovo il “tap”.

Riferendosi agli sviluppatori che “spendono i fondi per le lambo invece che per il lavoro vero e proprio”, Buterin afferma che gli investitori sarebbero in grado di rifiutare collettivamente di aumentare il “tap”, o addirittura “votare per autodistruggersi”.

Il tap (unità: wei/sec) determina la quantità al secondo che il team di sviluppo può richiedere al contratto.

Il nuovo modello di Buterin è il sequel dei suoi recenti tweet, con i quali il fondatore di Ethereum ha manifestato tutta la sua frustrazione sull’attuale stato dell’ecosistema delle cryptocurrency, affermando che egli “lascerà” se l’immaturità e la mania continueranno a infestare la community di Ethereum.

Oltre a pubblicare il nuovo modello DAICO, Buterin ha annunciato sovvenzioni tra $ 50,000 e $ 1 milione per premiare ogni lavoro che contribuisca a risolvere il problema della scalabilità presente nell’ambiente delle cryptocurrency.

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Giuseppe Brogna

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Stimolato dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT; matura particolari interessi nella nuova finanza hitech legata alle tecnologie del ledger distribuito.


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