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Decisione della SEC su Ethereum: fake news?

08 Maggio 2018 12:27
Tempo di lettura: 3 min.
08 Maggio 2018 12:27
Giuseppe Brogna

La decisione della SEC su Ethereum è una fake news, o comunque una notizia mal interpretata?

Tutti guardavamo spasmodicamente al tanto atteso gruppo di lavoro della SEC (Securities and Exchange Commission) e CFTC (Commodity Futures Trading Commission), che ieri, 7 maggio, avrebbe dovuto discutere sulla qualificazione di Ethereum in termini di security o meno.

Anche noi ne avevamo parlato nei giorni addietro, riponendo piena fiducia nell’autorevolezza della fonte: il Wall Street Journal.

Per chi ignorava la notizia, si rammenta che il WSJ aveva riportato l’attenzione da parte delle autorità competenti USA sulla riconducibilità di Ethereum alla categoria delle securities (prodotti finanziari).

A tal riguardo, era stato annunciato per ieri, 7 maggio, un gruppo di lavoro composto da alti funzionari della SEC e della CFTC.

Già nella mattinata di ieri ci si interrogava sull’esistenza o meno di una trasmissione dell’evento. Tuttavia, alcuno streaming era stato annunciato o trovato.

Dopo qualche ora di attesa, è comparso un thread su Reddit, subito divenuto virale, con il quale sono stati sollevati dubbi sulla veridicità della notizia.

In particolare, si è posto l’accento sulla totale assenza, nei rispettivi siti istituzionali della SEC e della CFTC, di qualsivoglia riferimento al presunto meeting.

Vi è chi ha fatto, giustamente, notare che l’aspetto bizzarro di questo presunto gruppo di lavoro, risiede nel suo improvviso annuncio, a distanza di pochi giorni. Normalmente, eventi formali di discussione di questo tipo vengono programmati con mesi in avanti.

Un gruppo di lavoro tra membri di due importanti Agenzie governative andrebbe fissato con largo anticipo e non, come simpaticamente ha affermato qualcuno, alla stregua di un barbecue domenicale organizzato due giorni prima.

C’è anche chi ha affermato di aver contattato telefonicamente la SEC per avere informazioni al riguardo. Dopo reiterati contatti da parte di più persone, la risposta sarebbe stata la medesima: “non è previsto alcun incontro.”

Tuttavia, c’è anche chi ritiene che non si tratti di una fake news. Più precisamente, si afferma che un gruppo di lavoro interno è, non a caso, interno.

In altre parole, non si tratterebbe di un evento da fissare sul calendario pubblico delle Agenzie coinvolte e, soprattutto, non dovrebbe necessariamente confluire in una qualche decisione formale o in un annuncio. Avrebbe, in buona sostanza, solo funzione consultiva.

Ora, non si hanno le risorse per poter asserire con certezza se si sia trattato di una fake news o meno. Ciò che invece è sicuro, è che la “faccenda” è stata gonfiata, giocando un bel po’ sulla speculazione.

Infatti, che ci siano in tutto il mondo discussioni istituzionali sulla qualificazione delle criptovalute (non solo Ethereum), sulle possibili implicazioni giuridiche, nonché sul loro impatto sociale ecc., è pacifico.

Così come è risaputo che negli Stati Uniti ci si interroga sulla qualificazione in termini di prodotti finanziari di molte criptovalute – tra cui Ethereum-, ma l’attesa per il 7 maggio di una deliberazione formale di una Agenzia o di un qualsivoglia organo competente, ha sviato un po’ tutti.

Ancora una volta, i rumors sono andati fuori controllo. L’ambiente delle criptovalute è particolarmente vulnerabile a questo tipo di situazioni.

Con una grande percentuale di investitori/speculatori inesperti che costituiscono la base, ogni evento o rumor si presta facilmente al c.d. FUD (Fear, Uncertainty and Doubt).

Se a ciò aggiungiamo l’alta volatilità che contraddistingue questo giovane mercato, ecco che la ricetta per i facili bagni di sangue è pronta.

Con le dovute misure, è quello che è successo questo fine settimana dopo che ether (ETH) ha rotto il livello di 800 dollari. Il FUD ha preso il sopravvento e le vendite hanno iniziato a spingere il prezzo giù di circa 100 dollari in un solo giorno.

Ovviamente, questo consistente storno ha impattato solo sui trader di breve termine, non sugli holder o sugli investitori di più lungo termine. Per chi ha un orizzonte temporale più lungo, questa congiuntura ha rappresentato una buona occasione di accumulo.

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Tasse e fisco su Ethereum


Giuseppe Brogna

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Stimolato dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT; matura particolari interessi nella nuova finanza hitech legata alle tecnologie del ledger distribuito.


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