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DeFi: i nuovi orizzonti della finanza aperta

03 Aprile 2019 13:00
Tempo di lettura: 10 min.
03 Aprile 2019 13:00
Giuseppe Brogna

Cosa è la DeFi?

La DeFi, ossia “decentralized finance”, ha portato una ventata di novità negli ultimi mesi, a seguito del gran numero di piattaforme e prodotti che offrono servizi DeFi.

Maker DAO, di cui si è ampiamente discusso su EtherEvolution, è salita alla ribalta grazie all’impressionante adozione della stablecoin Dai. Si tratta soltanto di un esempio, parte di un sottogruppo di un ecosistema in continua crescita, che spinge in avanti la finanza “inarrestabile”.

Il panorama DeFi si sta rivelando uno degli ambienti applicativi più intensi di Ethereum. I protocolli di lending, i security token, i derivati, gli exchange decentralizzati e tanto altro, sono solo alcune categorie di un settore in forte fermento.

La finanza decentralizzata è il movimento che sfrutta i software open source e le reti decentralizzate, per trasformare i tradizionali prodotti finanziari in protocolli trasparenti e trustless che operano senza intermediari superflui.

In questo nuovo sistema, gli utenti saranno in grado di accedere a servizi finanziari resistenti alla censura, pur mantenendo il pieno controllo della loro ricchezza e dei dati personali. Questi strumenti finanziari saranno aperti e permissionless. Una connessione a Internet sarà l’unico prerequisito per accedervi.

Gli utenti godranno anche di un livello senza precedenti di trasparenza per quanto riguarda gli accordi finanziari, conoscendo i termini di ogni contratto prima di aderirvi. Gli accordi finanziari saranno regolati da smart contract, che si eseguono sempre in base all’originaria pianificazione, eliminando il rischio di controparte.

Usiamo i pagamenti transfrontalieri come esempio. Quando una persona invia denaro a un’altra con sede in un altro paese, un istituto finanziario contribuise alla buona riuscita della transazione in cambio di una commissione. Le applicazioni DeFi possono disintermediare l’intero processo, facendo in modo che una persona trasferisca denaro digitale dal proprio wallet senza l’ausilio di un intermediario finanziario.

Quali problemi risolve

L’industria dei servizi finanziari costituisce il punto cruciale delle funzioni economiche. Ciononostante, i servizi finanziari centralizzati sono pieni zeppi di lacune.

Molti di questi problemi derivano dal fatto che i servizi finanziari sono controllati e forniti da un soggetto centrale. In questo sistema, una singola entità può decidere in che misura fornire servizi finanziari e a chi. Si tratta di un’influenza sproporzionata su chi può accedere a strumenti di base. In molti casi le persone non possono disporre di servizi finanziari essenziali a causa del luogo in cui vivono.

Coloro senza accesso – o con accesso limitato – ai servizi finanziari sono indicati come “unbanked”. Le applicazioni DeFi mirano ad abbattere questo muro, facendo sì che non ci siano barriere all’utilizzo dei servizi basati sulle applicazioni decentralizzate. Tutto ciò di cui una persona ha bisogno sono uno smartphone e una connessione a Internet.

Sono diversi miliardi le persone in tutto il mondo che non dispongono di un conto in banca o dell’accesso a un istituto finanziario. In regioni come l’Africa, il Medio Oriente e parti dell’Asia, le banche di solito non hanno convenienza a servire la popolazione, a causa dei bassi livelli di reddito, della mancanza di competenze finanziarie e di un mercato complessivamente ridotto.

Le persone colpite da questo fenomeno non sono in grado di accumulare ricchezza, inviare denaro e costruirsi una reputazione finanziaria. L’effetto è dato da stagnazione diffusa nello sviluppo economico e nel progresso della società.

Le entità finanziarie centralizzate, peraltro, sono anche inclini alla censura.

Si tratta di quei casi in cui i governi, le istituzioni finanziarie o gli intermediari chiudono un conto individuale o aziendale, oppure limitano la capacità di effettuare transazioni per uno specifico affare. Se un governo vuole limitare l’accesso finanziario a una società che pubblicamente non condivide le proprie politiche, può mettere a tacere l’azienda impedendo l’accesso ai servizi finanziari di base.

Poiché le applicazioni DeFi sono decentralizzate by design, non esiste un metodo per censurare finanziariamente chi le utilizza.

Un caso emblematico è quello di WikiLeaks, in cui Visa, Mastercard e Paypal hanno bloccato la possibilità dell’organizzazione di ricevere donazioni, costringendola “per fortuna” ad accettare pagamenti in bitcoin.

Lo stesso Julian Assange aveva affermato che le donazioni pervenute a WikiLeaks si erano apprezzate del 50.000%, aiutando l’organizzazione a sopravvivere e ad assumere più personale e finanziare iniziative in linea con la loro visione.

Affidarsi alle autorità centrali, inoltre, espone ogni transazione a una qualche forma di rischio di controparte, vale a dire il rischio che un istituto finanziario non sia in grado di onorare i suoi obblighi contrattuali.

Il rischio di controparte è particolarmente diffuso nei contratti di credito, poiché i creditori devono avere fiducia nella capacità dei mutuatari di restituire il capitale entro la scadenza del prestito. Il prestatore si assume sempre il rischio di insolvenza.

Un caso più diffuso risiede nel rischio che gli individui si assumono quando “depositano” i loro soldi in una banca. C’è sempre il rischio che la banca non possa adempiere alle proprie obbligazioni. È un rischio molto più ridotto nelle economie sviluppate, però mai pari a zero.

Infine, l’attuale sistema finanziario è estremamente opaco. Le istituzioni mascherano frequentemente le loro offerte ai consumatori attraverso l’espediente delle clausole minuscole, intraprendendo spesso pratiche aziendali ambigue a spese del consumatore. È il caso ad esempio dei mutui a tasso variabile.

La maggior parte di questi problemi ha raggiunto un punto critico durante la crisi finanziaria del 2008. Era la prima volta che all’opinione pubblica si palesava in modo chiaro il funzionamento del sistema tradizionale, gettando le basi per l’entrata in scena del primo modello di blockchain funzionante.

Bitcoin ha permesso ai suoi utenti di non dover riporre fiducia in un governo o un’entità centrale per conservare la ricchezza e trasmettere valore. Ethereum ha applicato principi simili al calcolo, consentendo a chiunque nel mondo di eseguire un’applicazione che non può andare fuori uso o essere censurata.

Le applicazioni DeFi sono un sottoinsieme di un nuovo tipo di applicazione, noto come applicazioni decentralizzate. Un’applicazione decentralizzata, o dApp, è un’applicazione che si esegue su una rete di computer peer to peer. Il vantaggio principale di questa architettura risiede nel fatto che gli utenti della rete non dipendono più da un computer centrale per inviare e ricevere informazioni.

Ethereum è utilizzato per scrivere smart contract. Sono pezzi di codice auto-eseguibili che codificano logiche di business di base, come l’emissione di asset e il trasferimento di valore. Gli smart contract funzionano sempre come pianificato, non affidandosi a terzi per l’esecuzione.

Gli smart contract sono particolarmente utili per rendere programmabili accordi finanziari di base. In Ethereum, il codice può stabilire in che modo il valore viene utilizzato dopo i trasferimenti peer to peer di base.

Funzioni come il finanziamento, l’assunzione di prestiti e l’acquisto di assicurazioni possono essere eseguite tramite smart contract, piuttosto che affidarsi a un’entità centrale.

È il caso di dare uno sguardo ai principali settori della finanza aperta su Ethereum.

I settori della finanza decentralizzata

Protocolli di prestito

Le applicazioni di prestito DeFi mirano a decentralizzare una funzione fondamentale di un’economia finanziaria.

Una persona, ad esempio, anziché recarsi in banca per ottenere un prestito per una casa, può accedere a un gruppo molto più ampio di prestatori volontari, grazie alle applicazioni di prestito DeFi che mirano a democratizzare l’intero processo.

I protocolli di prestito aperti sono quelli che di recente hanno ottenuto un’attenzione maggiore rispetto a qualsiasi altra categoria di DeFi su Ethereum. La ragione risiede nell’impressionante impennata nell’uso di Dai e di altre piattaforme simili.

I protocolli di prestito consentono di collateralizzare degli asset digitali e compiere attività di investimento o finanziamento. Non c’è nessun controllo preliminare, consentendo un accesso più ampio a persone che non sono ammesse ai servizi tradizionali.

I prestiti garantiti che utilizzano protocolli aperti, come Maker DAO, sono progettati per escludere la fiducia e il rischio di controparte, attraverso la regolamentazione istantanea delle transazioni e l’eliminazione dell’intermediario.

Mercati di pronostici decentralizzati

I mercati di pronistici decentralizzati sono una delle componenti più suggestive della finanza aperta.

Augur è stato lanciato lo scorso anno come primo mercato di pronostici resistente alla censura basato su Ethereum. Altre piattaforme con scopi simili, come Gnosis, sono sul punto di seguire.

I mercati di pronostici sono stati a lungo strumenti finanziari popolari, per coprirsi dai rischi e speculare su svariati eventi. I mercati di pronostici decentralizzati consentono le medesime attività, ma mediante le criptovalute e senza alcuna possibilità di censurare i mercati.

Exchange decentralizzati e marketplace aperti

Gli exchange decentralizzati, o DEX, consentono scambi peer to peer di asset su Ethereum, in cui nessuna terza parte agisce come intermediario in una transazione, a differenza di Coinbase o altri exchange centralizzati.

I DEX, inoltre, utilizzano metodi altamente innovativi per lo scambio di token, come gli atomic swap e altri strumenti non custodiali per lo scambio di un asset con un altro, con tempi minimi di regolazione e senza rischi.

IDEX è uno degli exchange decentralizzati più conosciuti su Ethereum. Invero, molti “DEX” fanno affermazioni discutibili sul fatto che siano veramente decentralizzati o non custodiali. Il carattere ibrido comporta potenziali problemi legati alle politiche di KYC. Ne abbiamo parlato in questo articolo.

Altri tipi di mercati aperti enfatizzano lo scambio di token non fungibili (NFT), spesso indicati come crypto-collezionabili.

Piattaforme come OpenSea e Rarebits facilitano l’esplorazione, la scoperta e la compravendita di asset criptovalutari, che vanno dai NFT di giochi, come Cryptokitties, a lotti di terreno virtuali nel gioco Decentraland basato su Ethereum.

I mercati peer to peer su Ethereum recano un effettivo potenziale nel lungo termine. Potrebbero comprendere sia scambi di asset digitali nativi che di asset del mondo reale tokenizzati, come immobili o opere d’arte frazionate.

Stablecoin

Le stablecoin sono semplicemente token emessi sulla blockchain e progettati per mantenere un legame stabile con un asset esterno, che di solito è il dollaro americano, ma anche a volte l’oro o altri asset.

Le stablecoin collateralizzate dalla valuta fiat sono di gran lunga le più diffuse e conosciute. Includono monete conformi alle normative e controllate, come USDC e Gemini Dollars, oppure token meno trasparenti come Tether.

I modelli delle stablecoin con collaterale in fiat si basano semplicemente sul fatto che gli utenti devono fidarsi dell’emittente, il quale deve fornire audit trasparenti sull’esistenza di corrispondenti riserve in grado di sostenere il peg del prezzo.

Le stablecoin collateralizzate da criptovalute includono Dai, in cui l’asset sottostante (ad esempio ether) deve essere sovra-collateralizzato rispetto all’asset reso in prestito (Dai), in base al rapporto di garanzia definito dal protocollo.

Maker è composto solo da mutuatari, dal momento che il mutuante è il protocollo stesso, il quale conia e brucia il token Dai in base alla gestione delle CDP e ai parametri di governance. Dai è del tutto innovativo, perché è resistente alla censura e può offrire una leva decentralizzata.

Infine, le stablecoin non collateralizzate non sono né centralizzate né sovra-collateralizzate con asset criptovalutari. Si basano su algoritmi di contrazione ed espansione dell’offerta per mantenere un peg stabile.

Conclusioni

La finanza oggi opera attraverso una serie di potenti intermediari che ottengono rendite dalla fornitura di servizi che possono essere delegati al codice.

Imprenditori e sviluppatori hanno iniziato a costruire nuove infrastrutture finanziarie decentralizzate, destinate a erodere campo d’azione alla finanza tradizionale.

Gli utenti saranno in grado di conservare e trasferire ricchezza, nonché di contrarre prestiti senza la necessità di un intermediario. Analogamente, gli smart contract consentiranno agli utenti di accedere facilmente a strumenti finanziari complessi per creare e proteggere asset, oltre che per la gestione del rischio.

Le reti finanziarie decentralizzate rappresentano una corsia di uscita per gli utenti che nell’attuale sistema sono privati delle opportunità offerte dagli strumenti finanziari.

In futuro, gli utenti saranno in grado di emettere qualsiasi tipo di valore sotto forma di asset tokenizzato, che può essere acquistato e venduto liberamente su un mercato aperto e globale. Questo valore può essere legato a un bene fisico, come una casa, o a qualcosa di più intangibile, come un’espressione di arte digitale.

Gli utenti potranno quindi commerciare tali asset ininterrottamente, coprirsi contro qualsiasi volatilità dei prezzi, contrarre prestiti offrendo in garanzia asset tokenizzati, e compiere qualsiasi altra attività che gli sviluppatori possano creare, il tutto senza la necessità di un’entità centrale.

La modularità, la programmabilità e l’economicità di reti finanziarie che si svilupperanno su un modello multi layer, favoriranno il conseguimento di un livello di granularità finanziaria in precedenza impensabile.



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Giuseppe Brogna

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Stimolato dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT; matura particolari interessi nella nuova finanza hitech legata alle tecnologie del ledger distribuito.


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