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Draghi: le banche europee potrebbero presto detenere bitcoin

08 febbraio 2018 19:00
Tempo di lettura: 2 min.
08 febbraio 2018 19:00
Giuseppe Brogna

Il Presidente della Banca centrale europea, ha dichiarato pubblicamente che le banche europee potrebbero detenere posizioni in bitcoin a seguito di una serie di eventi, come le quotazioni di contratti futures bitcoin da parte delle borse statunitensi.

Nel consegnare la dichiarazione di apertura e le osservazioni conclusive in una riunione del Parlamento Europeo di questa settimana, il Presidente della Banca centrale europea (BCE), Mario Draghi, ha affrontato il tema delle criptovalute riferendosi alle discussioni di altri speaker durante l’incontro.

Il capo della BCE ha rivelato che l’autorità non aveva osservato alcuna tendenza attuale delle banche europee nel detenere criptovalute. Più esplicitamente, le istituzioni finanziarie nell’Unione Europea “stanno mostrando un limitato interesse per le valute digitali come bitcoin“, ha detto, aggiungendo che “questo è attualmente il caso nonostante un maggiore interesse e appetito pubblico per le criptovalute”.

Questa tendenza potrebbe cambiare con l’avvento delle criptovalute che penetrano nella finanza tradizionale, ha ammesso il banchiere centrale.

Draghi ha dichiarato:

“Tuttavia, gli sviluppi recenti, come la quotazione dei contratti future su bitcoin da parte delle borse statunitensi, potrebbero portare anche le banche europee a prendere posizioni su bitcoin, e quindi certamente lo terremo in considerazione.”

È una dichiarazione degna di nota da parte di Draghi, nonostante abbia seguito l’osservazione ritenendo bitcoin e le criptovalute “non regolamentate” come “attività molto rischiose” in cui le banche dovrebbero considerare proattivamente i rischi se decidono di includerle all’interno del proprio portafoglio.

In spregio del disdegno di molte banche di Wall Street, la più grande borsa di derivati del mondo – il gruppo CME, ha quotato i contratti futures bitcoin a metà dicembre, dopo che il CBOE aveva aperto la strada attraverso il suo listing una settimana prima.

Il capo delle banche centrali dell’UE ha, inoltre, accennato a un’imminente supervisione uniforme attraverso un ‘Single Supervisory Mechanism”, per sorvegliare i rischi delle attività digitali verso istituzioni controllate o banche.

Draghi aveva precedentemente affermato che la BCE non ha l’autorità per regolamentare bitcoin, ma le sue osservazioni di questa settimana suggeriscono un approccio più prudenziale – non di regolamentazione – a bitcoin e alle criptovalute, adottate o consentite tra le banche dell’UE e possibilmente gli Stati.

In modo piuttosto contraddittorio, Draghi aveva anche suggerito – più tardi nello stesso mese di ottobre 2016 – che le criptovalute non erano maturate a sufficienza affinché la BCE potesse prendere in considerazione la regolamentazione.

A novembre Draghi ha aggiunto che il bitcoin, e l’impatto del più ampio settore delle criptovalute, era “piuttosto limitato” e non poneva alcun rischio per le banche centrali, in qualità di valute decentralizzate che fondamentalmente rifiutano il controllo dell’offerta di moneta da parte delle istituzioni.

Di CCN.

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Giuseppe Brogna

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, ma da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Stimolato dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT; matura particolari interessi nella nuova finanza hitech legata alle tecnologie del ledger distribuito.


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