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C’è la mano di EOS dietro il congestionamento di Ethereum?

16 Luglio 2018 20:48
Tempo di lettura: 2 min.
16 Luglio 2018 20:48
Giuseppe Brogna

Secondo un post pubblicato su Reddit, la recente crescita dei prezzi delle fee sulla rete Ethereum potrebbe essere collegata a bot finanziati da EOS.

Quanto accaduto, viene definenito un possibile caso di attacco alla rete.

Il post suggerisce che un token ERC20 utilizza i bot per aumentare artificialmente i volumi e spammare sulla blockchain di Ethereum. EOS, tuttavia, ha negato con veemenza queste accuse.

Secondo il post su Reddit, almeno il 40% della rete Ethereum è stata utilizzata da un solo contratto. Questo contratto appartiene a “IFishYunYu”. 

Si tratta di un token ERC20 che, secondo l’autore del post, è privo di qualsiasi funzionalità, se non l’essere lo strumento per mettere in atto l’operazione.

Svariati account “unici” avrebbero gonfiato i volumi del token, spendendo quasi 50 Ether di gas all’ora.

L’attività è stata notata per oltre 24 ore prima dell’orario di pubblicazione del post. I token venivano impiegati per trasferimenti all’exchange Fcoin.

Il post ha anche indicato un link di Etherscan, allo scopo di dimostrare che il creatore del contratto ha coniato circa 5 miliardi del token Ifish all’inizio di questo mese.

L’account con il quale sono stati coniati è: 0x45f64a7148d1cfeded427dd4380b458877e7ce56.

I token sono stati ulteriormente suddivisi in dieci account. Ognuno di questi dieci account ha distribuito quindi i token a 500-600 account ciascuno. Questi account hanno spammato sulla blockchain di Ethereum.

Nel post si afferma testualmente:

I misteriosi account “unici” che stanno spammando sulla rete di Ethereum. Quindi sì, è un ragazzo, è il creatore del token. Lo stava facendo anche durante la precedente gara dell’exchange Fcoin. Gestisce uno schema multi-lato; ha persino dei robot che eseguono account di “lavaggio”.

Si afferma che i token vengono distribuiti a centinaia di account, per poi tornare al grande account principale. Tutto ciò per simulare il volume sul token stesso.

Il post suggerisce un legame tra EOS e l’attacco spam a Ethereum, ciò che ha destato più scalpore.

Si riferisce agli account utilizzati per ricevere migliaia di monete EOS, che vengono vendute per Ether.

Una volta fatto, vengono distribuiti sulla rete di Ethereum tramite centinaia di account, possibilmente da una sola persona.

Si afferma anche che tali attacchi sono diventati molto ricorrenti sulla rete di Ethereum.

Dal proprio canto, Dan Larimer, il fondatore di EOS, ha negato ogni accusa sollevata a carico di EOS.

In particolare, ha affermato di non ritenersi tanto stupidi da spendere le loro risorse per attaccare Ethereum, quando “tutto ciò che serve sono i CryptoKitties“.

Secondo Larimer, esistono modi molto più intelligenti ed economicamente effiicienti per far crollare Ethereum, se questo fosse l’obiettivo.

Ancora una volta, tra le community di Ethereum ed EOS non corre buon sangue, considerando le svariate diatribe che si sono verificate in passato.

In particolare, accese discussioni hanno riguardato la questione della decentralizzazione, nonché quella della vendita massiva da parte di EOS degli Ether conseguiti durante la ICO.

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Giuseppe Brogna

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Stimolato dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT; matura particolari interessi nella nuova finanza hitech legata alle tecnologie del ledger distribuito.


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