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Ether rischierebbe il collasso per via della economic abstraction – Cos’è?

04 Settembre 2018 13:10
Tempo di lettura: 3 min.
04 Settembre 2018 13:10
Giuseppe Brogna

La quiete della giornata di ieri è stata improvvisamente infranta da un’affermazione che in poche ore ha fatto il giro del web:

Ether, inteso come il token nativo della blockchain Ethereum, si presterebbe a un inevitabile collasso.

Il polverone è stato sollevato da un report pubblicato su TechCrunch due giorni fa.

Il titolo è “The collapse of ETH is inevitable”, con la paternità da attribuirsi a Jeremy Rubin.

Quest’ultimo è un collaboratore di Bitcoin Core – il principale client Bitcoin – e consulente tecnico di Stellar (XLM).

Considerando le proverbiali rivalità di natura massimalista, si tratta di una figura non poco “biased”, come si suol dire nell’ambiente delle criptovalute.

Sennonché, riporta all’attenzione del lettore scenari astrattamente possibili per via della c.d. “economic abstraction”.

Economic abstraction

La maggior parte delle persone coinvolte nell’ambiente delle criptovalute ritiene che Ether, la seconda più grande criptovaluta per capitalizzazione di mercato, sia un token che sarà sempre necessario.

Tuttavia, ci sono sempre state teorie sulla possibilità di funzionamento della rete senza il suo token nativo, rendendolo di fatto obsoleto.

Rubin non parla di un fallimento della piattaforma Ethereum.

Anzi, ipotizza che questa potrà effettivamente raggiungere il successo cui ambisce, con la Ethereum Virtual Machine (EVM) utilizzata per eseguire le applicazioni decentralizzate (dApps).

Ma, allo stesso tempo, egli sostiene che i miners potrebbero scegliere di includere transazioni basate solo su token, evitando così la necessità di pagare per il gas attraverso Ether.

Pensa ad Ethereum come a un’automobile che può essere noleggiata.

Quando un contratto vuole essere condotto da qualche parte, l’auto consuma carburante. Deve, quindi, pagare il carburante all’autista.

Quanti soldi deve corrispondere per il carburante, dipende da quanto lontano deve essere condotto, e da quante risorse fa sprecare.

Ora, supponiamo che una persona stia costruendo una nuova moneta che segue un modello di token ERC-20.

Ogni transazione per la nuova moneta richiederà il pagamento del gas.

Però, invece di pagare il gas in Ether, si potrebbe fare ogni transazione depositando una piccola quantità del token ERC-20 direttamente all’indirizzo del miner del blocco.

Si parla di economic abstraction, cioè della possibilità di pagare per il gas attraverso un token diverso da quello nativo.

Ether potrà davvero non essere più necessario?

Vitalik, dal proprio canto, ha affermato che si tratta di considerazioni veritiere per via dell’attuale stato di Ethereum.

Ha dichiarato che se Ethereum non dovesse cambiare, tutte le parti dell’argomentazione di Rubin sarebbero corrette.

Però, ha parlato di due proposte che la community sta seriamente valutando, la cui approvazione sancirebbe la necessità di pagare il gas in Ether a livello di protocollo.

Riassumendo, ha spiegato che la economic abstraction può ancora operare a livello di utente.

Gli utenti potrebbero pagare in token Spankchain, ma i block proposer non potrebbero prescindere da Ether per pagare la c.d. “minfee”.

Si potrebbero anche utilizzare soluzioni intermedie, in cui terze parti creano quelle che Vitalik chiama “wrapper transactions”.

Le terze parti, per le operazioni compiute, ricevono le fee pagate dagli utenti in Spankchain, ma devono fornire Ether al block proposer.

Sono svariati gli argomenti avverso la economic abstraction. Per esigenze di brevità non possono essere approfonditi nel presente articolo.

Si pensi, ad esempio, alla mancanza di supporto software per l’economic abstraction, alla difficoltà di valutare le fee per l’eterogeneità dei token, all’esistenza di contratti non legati a token ecc.

Per ultimo, ma proprio per rilevanza, va ricordato che è ben definita la strada di Ethereum verso il nuovo protocollo di consenso che renderebbe Ether essenziale: la Proof of Stake.

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Codice e sviluppoMining Ethereum


Giuseppe Brogna

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Stimolato dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT; matura particolari interessi nella nuova finanza hitech legata alle tecnologie del ledger distribuito.


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