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Ether ti fa penare? C’è un tempo per comprare e un tempo per pensare

07 settembre 2018 19:00
Tempo di lettura: 6 min.
07 settembre 2018 19:00
Giuseppe Brogna

Non importa che tu abbia acquistato Ether a 1400 dollari o a pochi centesimi.

Questa discesa è frustrante per te!

Nel primo caso perché il tuo investimento ha perso l’85% circa del suo valore.

Forse stai pensando: “averli tenuti in banca sarebbe stato meglio! L’erosione da inflazione almeno non è così veemente”.

Nel secondo caso perché hai accarezzato l’ebrezza di essere multimilionario.

È durata poco, vero. Ma d’altronde questo mercato è così: un giorno costruisce sogni e l’altro li infrange, o li tramuta addirittura in incubi.

È il fascino di un fenomeno “tenebroso”: le criptovalute.

La verità è che stiamo navigando in acque sconosciute. Non lo realizziamo pienamente, ma ci dirigiamo verso l’ignoto.

Esatto, è un nuovo paradigma. La storia mai aveva avuto occasione di condurci dinanzi a un modello così sovversivo nel suo contesto: un denaro decentralizzato e programmabile, ma non solo..

I grandi boom economici si sono sempre plasmati in seguito alla cessazione di conflitti e all’avvento di cambiamenti dirompenti per l’umanità, siano essi culturali, tecnologici ecc.

Criptovalute e blockchain – o, più in generale, “distributed ledger technologies” – potrebbero davvero rappresentare l’essenza della metamorfosi verso cui la società odierna va incontro.

Rivoluzione richiama opportunità. Ma non è così semplice.

I mercati finanziari costituiscono sistemi aperti, complessi e non trasparenti. Non tutte le loro dinamiche sono inquadrabili in termini statistici.

Spesso ci si basa sulla regolarità dell’andamento di un asset nel breve e medio termine. I suoi risvolti sono apparentemente evidenti.

Ma tutto d’un tratto la molla si rompe e si verificano variazioni brusche al ribasso. Possono essere bolle di diversi ordini di magnitudine.

C’è un detto che dice: “Financial genius is a rising stock market”. È talmente eloquente che la traduzione ne svilirebbe il senso.

Cerco sempre di tenerlo in mente nei momenti in cui avverto il rischio di peccare in termini di presunzione. E lo faccio per tutti i settori in cui sono coinvolto, non solo quello delle criptovalute o dei mercati in generale.

Nel 2017 ci siamo sentiti tutti un po’ Warren Buffet. Sono stato il primo a commettere degli errori.

È stata la trappola dell’irrazionalità. L’atteggiamento psicologico durante l’evoluzione di un mercato si sposta da un estremo all’altro: da pessimismo e paura a fiducia e avidità.

Per le masse il senso di fiducia si sviluppa in un periodo di prezzi crescenti. L’ottimismo raggiunge il suo estremo nello stesso momento in cui il mercato sta raggiungendo il suo massimo.

Vale lo stesso ragionamento per il mercato inverso, quello ribassista.

Sono osservazioni valide sia per i cicli secolari che per quelli più brevi. Semplicemente, il grado di intensità delle emozioni sarà diverso.

A fine 2017 venivano fatte proiezioni assurde: 5.000, 10.000, 100.000.

È nei punti di svolta che la maggioranza sbaglia. E le community di criptovalute, sebbene risicate, rappresentano delle masse.

Il problema sorge nel momento in cui un concetto diviene un dogma, da tutti accettato ed epurato da qualsivoglia considerazione critica.

Tale dogma era: “le criptovalute possono solo continuare a crescere di prezzo”.

È esattamente il momento in cui quell’ideale è stato pesantemente scontato o fattorizzato nel prezzo. L’asset, sia esso una criptovaluta o altro, è considerevolmente sopravvalutato.

È una questione di irrazionalità delle masse. I gruppi sono soggetti a istinti che non verrebbero seguiti da individui che agiscono in modo autonomo.

Quindi, ora che hanno tutti paura è il momento di comprare?

Non è proprio così. Non nel senso che non bisogna assolutamente comprare, ma che non è sufficiente avere riguardo al sentimento delle masse.

Ci sono tante altre cose da conoscere, analizzare e testare nel tempo. È l’esperienza che conta. Non è sufficiente studiare, la vera palestra di vita è data dalla pratica e dall’esperienza.

“Ora compro perché è basso”, è un altra frase ricorrente nell’ambiente delle criptovalute.

Da gennaio a oggi, quante volte hai “comprato perché è basso”? Il bello è che quel basso è divenuto sempre più basso, in una parabola discendente che non sembra voler arrivare a una fine.

Comprare perché è basso è una affermazione fine a se stessa, se non hai una visione a 360 gradi di quello che sta accadendo e dello stato in cui versa il mercato.

Si chiama FOMO (fear of missing out), e nel nostro contesto è la preoccupazione di dover comprare a tutti i costi, in ogni momento.

Si sottovaluta però l’opportunità di mettersi comodamente in “Sidelines”.

Nei momenti di tempesta – o, in generale, di confusione – in cui non sai cosa fare, non necessariamente bisogna scendere in campo.

Prendere i pop corn e godersi lo spettacolo potrebbe essere la scelta migliore. Quando la nebbia sarà svanita, potresti avere le idee molto più chiare su come agire.

In DM Cripto viene adottata anche questa strategia. Non bisogna essere sempre sul mercato.

È come un serpente che osserva con pazienza la preda per ore e giorni. Resta in silenzio mimetizzato nell’erba, è apparentemente innocuo. Ma al momento opportuno, di calma piatta, sferra l’attacco letale.

È questo lo spirito della DM Cripto: afferrare le occasioni, non farsi mangiare dalle emozioni.

Il 4 settembre 2018 è stato rilasciato l’ultimo report bisettimanale riservato agli iscritti.

Può sembrare incredibile, ma è stato pubblicato esattamente un giorno prima del nuovo minimo stampato da Ether.

Ti estraggo qualche breve passaggio del lungo report:

“In questa fase di rialzo c’è stata una netta differenza fra le varie criptovalute, con alcune che hanno trainato il rialzo (vedi Eos, Iota, Btc), e altre che hanno generato un timido rimbalzo (vedi Eth). Nonostante il recente rialzo, sono ancora scettico sulla ripartenza di lungo termine dell’intero mondo cripto e rilevo ampie possibilità per il mercato di andare a scendere con forza in un momento che va da qui ad ottobre.

Su ether è indicativo il prosieguo del ribasso contro bitcoin. Ethereum continua a perdere forza, è un segnale che preferirei non vedere in un mercato cripto veramente al rialzo.

Anche se dovesse esserci una accelerazione al rialzo nei prossimi giorni, a meno di segnali particolarmente interessanti, è improbabile che decida di mettermi al rialzo di ether. Preferisco entrare sulla prossima fase ribassista.

Ho una chiara idea di dove andare a cercare questo grande punto di acquisto. Ti porterò le date precise nei prossimi report, quando ci avvicineremo al punto cruciale.”

Come già detto, queste parole sono state messe nero su bianco il giorno prima che Ether generasse la furiosa scarica al ribasso del 5 settembre.

Non vuol dire che ogni analisi o proiezione debba assurgere a dogma. Qui non c’è da fare previsioni con la palla di cristallo.

La strategia è sempre in funzione delle indicazioni offerte dal mercato stesso. Può mutare da un momento all’altro, in base ad innumerevoli variabili.

Non tutti sono disposti a dedicare la loro vita ad approfondire certi argomenti e tecniche. Non è sufficiente qualche settimana o mese.

Ed è giusto che sia così. Ognuno segue il suo percorso, in base alle proprie passioni e inclinazioni.

Ciò malgrado, non bisogna rinunciare alle opportunità che la vita ci riserva.

Lo so, vuoi essere sul treno delle criptovalute al momento giusto. Ma ricorda, c’è un tempo per comprare e un tempo per pensare..

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Giuseppe Brogna

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, ma da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Stimolato dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT; matura particolari interessi nella nuova finanza hitech legata alle tecnologie del ledger distribuito.


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