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MyEtherWallet si divide e nasce MyCrypto: ma cos’è successo?

10 febbraio 2018 15:15
Giuseppe

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Ieri è accaduto qualcosa di strano, sorprendente, che ha riguardato il popolare wallet di Ethereum MyEtherWallet (MEW).

MyEtherWallet ha cambiato il proprio nome in MyCrypto, di punto in bianco, senza preavviso.

Va innanzitutto ricordato che Myetherwallet ha due co-founder: Taylor Monahan e Kosala Kvhnuke.

Ebbene, MyCrypto è proprio il prodotto di Taylor Monahan, uno dei co-founder di MyEtherWallet, nonché persona molto rispettata nell’ecosistema delle criptovalute, che ha portato con sé i 77.000 follower del vecchio account Twitter.

Infatti, nonostante Taylor disponga di un proprio account Twitter, ha affermato che ha sempre trattato l’account Twitter di MyEtherWallet come un suo account personale. Sennonché, è palese che l’account MyEtherWallet di Twitter è sempre stato piuttosto brandizzato.

Entrambi i co-founder hanno dichiarato che Myetherwallet è un progetto che continuerà ad esistere. Infatti, sebbene la restante parte del team segua Taylor, Kvhnuke mantiene il controllo del repository Github MEW, del dominio MEW e degli account dei social media MyEtherWallet, ad eccezione di quello Twitter, come è stato rilevato poc’anzi.

Le modalità di gestione della transizione e dell’annuncio si sono rivelate a dir poco strane, portando molti a speculare sulla possibilità di un potenziale hack.

Infatti, l’annuncio pubblico di MyCrypto è stato improvviso, senza neppure alcun accenno preventivo, in modo da rivelarsi allarmante per molti utenti di MyEtherWallet .

Probabilmente avevano deciso di farlo in punta di piedi, considerando che MyEtherWallet è un progetto che funziona ancora, con tutti i wallet intatti e sicuri.

È possibile che il team di MyCrypto volesse solo lavorare su un nuovo wallet, e si è scelto di andare cauti per non scuotere gli utenti di Myetherwallet e indurli a cambiare piattaforma di riferimento.

Però, per adesso, sembra che MyCrypto sia un perfetto clone di MyEtherWallet. Resta da vedere in che modo MyCrypto si differenzierà in futuro da MyEtherWallet.

Per quanto riguarda le ragioni del divorzio, Taylor parla di esigenze di scaling.

In sintesi, ha detto che MyEtherWallet è iniziato come un progetto divertente, senza alcuna intenzione di diventare uno dei wallet di Ethereum più popolari e affidabili, un must per l’intero ecosistema.

In pratica, i co-founder avevano un lavoro normale e aggiornavano MEW nel loro tempo libero. Ma una volta che le cose hanno cominciato a diventare serie l’anno scorso, hanno avvertito l’esigenza di scalare.

Sebbene le ragioni reali del conflitto non siano certe, sembra che Kvhnuke volesse l’originale MyEtherWallet (proprietario del Github), mentre Taylor voleva creare qualcosa di più grande e più scalabile, con una società a scopo di lucro.

È possibile che tra i due co-founder si sia creato attrito sulla questione delle quote, con Taylor che potrebbe aver sostenuto di dover ottenere di più in ragione del suo maggior contributo.

Come si rileva da questa immagine, pubblicata su GitHub, il team guidato da Taylor ha apportato maggior contributo al progetto.

Ora, mettendo da parte il tema delle ipotesi della divisione, che potrebbero essere mere illazioni lontane dalla verità, da questa vicenda si sviscera una interessante questione: i diritti delle parti nei progetti open source.

Ci si riferisce, ovviamente, a ciò che riguarda gli aspetti centralizzati, come account Twitter, domini e anche i sub-reddit.

Si è visto che in questo caso Kvhnuke mantiene il controllo del repository Github MEW, del dominio MEW e degli account dei social media MyEtherWallet, mentre Taylor continua a controllare l’account Twitter (rebrandizzato) con 70.000 follower, dichiarando di averlo sempre trattato come una cosa personale.

Quindi, in caso di scissione, ci si interroga sul chi dovrebbe prenderli, sul come devono essere distribuiti, sul se non si applica affatto una legge, o sul se rileva semplicemente lo stato di fatto del possesso.

Però, a questo punto, bisognerebbe ulteriormente interrogarsi se sia corretto considerare i progetti open source come qualcosa di più rispetto a una semplice cosa in comune, pubblica.

Si tratta di domande che non hanno una risposta semplice, e che non sono nemmeno nuove al mondo delle criptovalute: a seguito della divisione di Bitcoin, ad esempio, è sorta una guerra riguardante il brand, i nomi e il resto.

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  1. ha commentato:

    Grazie per l’articolo….io avrei una cosa da chiederti ( il team di Mew è da mesi che non mi risponde…e adesso capisco il perché) : quando cerco di inviare ( con ledger) il mio token viene caricato nel menù a tendina sulla sx sotto la scritta ETH e fin qui tutto ok…ma quando lo digito non me lo sostituisce con eth per cui sono da 2 mesi che Mew é diventata la prigione dei miei token. Qualche consiglio ? Grazie. Ciao

    • ha commentato:

      Ciao Roberto, non è chiarissimo cosa tenti di fare. Qual è la tua intenzione?

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