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Futures su Ethereum e BGCI Index: cresce l’interesse degli istituzionali

13 maggio 2018 23:35
Tempo di lettura: 3 min.
13 maggio 2018 23:35
Giuseppe Brogna

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L’11 maggio alle 16:00 (ora di Londra), i primi contratti futures su Ether sono stati quotati sulla piattaforma Crypto Facilities, una società di trading per criptovalute con sede nel Regno Unito.

Innanzitutto, i futures sono dei contratti standardizzati, in quanto quotati in Borsa, che permettono all’acquirente di acquistare una quantità predeterminata di un bene sottostante ad un determinato prezzo e ad una scadenza prefissata.

Possono avere come sottostante qualsiasi tipo di asset, quindi anche le criptovalute.

Vengono tipicamente utilizzati per fini di copertura da fondi di investimento e banche d’affari ma, ovviamente, possono avere anche una funzione speculativa.

Secondo il comunicato stampa di Crypto Facilities, i futures riguardanti Ethereum consentono agli investitori di assumere posizioni short e long.

Si tratta del primo future su Ether (ETHSigla di riferimeto della criptovaluta Ether.) – la criptovaluta di Ethereum – ad essere offerto da una società regolamenta, nel caso di specie da parte delle autorità del Regno Unito.

Secondo la società, questo strumento consente agli investitori di proteggersi dall’esposizione alla volatilità del cripto-mercato o di diversificare il proprio portafoglio.

L’offerta di questi strumenti finanziari consentirà alla società di attirare nuovi investitori, espandendo la propria linea di prodotti.

Crypto facilities offre attualmente contratti futures sia per bitcoin che per Ripple. E lo sbarco anche su Ether non è un caso.

Ether è la seconda criptovaluta più liquida dopo bitcoin, con migliaia di dollari di negoziazioni al giorno, mentre la rete Ethereum è il fiore all’occhiello per gli smart contract nel mondo blockchainUna blockchain è un registro condiviso in cui le transazioni vengono registrate in modo permanente mediante l’aggiunta di elementi alla catena di blocchi. La blockchain funge da record storico di tutte le transazioni che si sono verificate, dal blocco di genesi all’ultimo blocco, da cui il nome blockchain (catena di blocchi)..

Tenendo conto della grande popolarità conseguita da Ethereum durante lo scorso anno, l’interesse non potrà che essere significativo, con nuovi investitori attratti da questo strumento di trading che porterà più liquidità al mercato.

È, quindi, probabile l’offerta di contratti futures anche per altre criptovalute nei prossimi mesi.

Crypto Facilities lavorerà in collaborazione con Akuna Capital e B2C2, che forniranno liquidità per questo nuovo servizio.

Va ricordato che ci sono altre società che offrono contratti futures su criptovalute. Le prime entità finanziarie che hanno offerto questo servizio sono CBOE (Chicago Board Options Exchange) e CME Group (Chicago Mercantile Exchange), con i loro futures su bitcoin lanciati lo scorso dicembre.

D’altronde, Crypto Facilities fornisce al CME Group il tasso di cambio di bitcoin utilizzato nei suoi contratti futures.

A dicembre, l’uscita dei primi futures su bitcoin è stata ricevuta molto positivamente dal mercato, influenzando la sua irrazionale ascesa.

Sennonché, anche in base a una recente indagine della Federal Reserve Bank di San Francisco, proprio il lancio di questi derivati è stato additato come causa del successivo calo dei prezzi.

Dato l’interesse crescente da parte degli istituzionali per il mercato delle criptovalute, Bloomberg, leader mondiale tra i fornitori di dati di mercato, ha lanciato il Bloomberg Galaxy Crypto Index (BGCI), che è progettato per tracciare le prestazioni della porzione più liquida del mercato criptovalutario.

Il BGCI è un indice ponderato in base alla capitalizzazioneE' il valore di mercato delle azioni di una società. E’ ottenuto moltiplicando il numero delle azioni per il loro prezzo di mercato. di mercato, il che implica che le criptovalute con un market cap più elevato avranno un peso maggiore nell’indice.

Il BGCI sarà composto da un massimo di 12 criptovalute negoziate in dollari USA. Al momento del lancio sono presenti 10 criptovalute, tra cui bitcoin, Ether, Monero, Ripple e Zcash.

I componenti dell’indice coprono varie aree del mercato delle criptovalute: store of value e mezzi di scambio (ad esempio, bitcoin), criptovalute platform-based (Ethereum) e criptovalute orientate alla privacy (Monero).

Sarà ribilanciato e ricostituito mensilmente, e ogni peso costituente sarà compreso tra il massimo del 30% e il minimo dell’1%.

L’indice inizia con un valore base di 1.000 a partire dalla data di inizio del 3 maggio 2018.

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Trading Ethereum


Giuseppe Brogna

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, ma da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Stimolato dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT; matura particolari interessi nella nuova finanza hitech legata alle tecnologie del ledger distribuito.


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