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Gli ether per un nodo di staking ora sono accessibili quasi a tutti

23 novembre 2018 12:00
Tempo di lettura: 4 min.
23 novembre 2018 12:00
Giuseppe Brogna

Chi l’ha detto che un treno passa solo una volta nella vita? Ether a gennaio 2018 ha toccato un massimo storico di quasi 1.500 euro.

In tanti consideravano ether oramai troppo “caro”. Non solo per comprare una o più unità con finalità di investimento, ma anche in vista della partecipazione al futuro meccanismo di consenso della Proof of Stake (PoS).

Attualmente, Ethereum si basa ancora su un algoritmo di consenso Proof of Work (PoW).

La PoW implica l’utilizzo di appositi apparecchi (GPU, ASICs) per l’esecuzione dei calcoli matematici necessari a risolvere un particolare puzzle crittografico, che attribuisce il diritto a chiudere il blocco e propagarlo alla rete.

L’attività di mining, oggi, è quasi preclusa agli utenti normali. Ragioni legate alla specializzazione degli apparecchi da mining e alle economie di scala, hanno relegato i piccoli utenti a un ruolo praticamente passivo.

Se l’installazione di una rig di mining comporta costi (legati alla manutenzione degli apparecchi e all’energia elettrica) maggiori dei guadagni, rinunci a minare.

L’utente che non mina è relegato a un ruolo quasi passivo. È “quasi” passivo, poiché l’esecuzione di un full node consente comunque di validare le transazioni e trasmetterle agli altri peers, in vista dell’inclusione in un blocco.

Nella community di Ethereum, ricorrono da tempo accese discussioni sull’implementazione di algoritmi di mining “ASICs resistance”, cioè algoritmi che provano a rendere inefficiente l’utilizzo di hardware specializzato. Dopo mesi di discussione, non è stato ancora definito un piano preciso.

Sarà che il problema è considerato relativo, poiché la migrazione a un algoritmo di consenso Proof of Stake (PoS) costituisce la pietra miliare della roadmap di Ethereum.

Senza addentrarci nei dettagli tecnici, è sufficiente sapere che nel modello PoS non bisogna eseguire una funzione di hash in vista della creazione del blocco. Piuttosto, bisogna vincolare degli ether a garanzia: un meccanismo di randomizzazione seleziona il nodo che in un dato momento può creare il blocco da proporre alla rete.

Nella PoS, l’incentivo a comportarsi secondo le regole di protocollo risiede nel rischio di perdere gli ether posti in garanzia.

L’abbandono della PoW, è accolto con favore da chi vorrebbe partecipare attivamente ai meccanismi di consenso. Anche solo in vista del conseguimento del reward e delle fee.

La PoS, in effetti, mitigherà l’impatto delle economie di scala, dando possibilità a chiunque di svolgere l’attività di validazione dei blocchi. Nella PoS 100 ether valgono sempre 100 ether, che tu sia un normale utente italiano o una grossa azienda in Cina.

Il problema, però, è avere gli ether necessari per fare staking, quindi i soldi per comprarsi lo stake minimo per diventare nodo validatore.

Lo scorso aprile, erano state rivelate le specifiche di Casper FFG, la versione ibrida PoW-PoS di Casper (il nostro articolo). L’ammontare minimo per fare staking, era stato individuato in ben 1.500 ether.

Agli inizi di maggio 2018, il prezzo di ether aveva registrato un massimo decrescente di 690 euro. Se in quel momento qualcuno avesse voluto comprare 1.500 ether in vista dello staking, avrebbe dovuto sborsare oltre 1 milione di euro.

A queste condizioni lo staking sarebbe stato precluso ai più, restando ad appannaggio di chi ha partecipato alla pre-sale del 2014 e di chi ha fatto man bassa quando Ethereum era ancora un progetto semi-sconosciuto.

Però, a giugno 2018, gli sviluppatori hanno deciso di bypassare la versione ibrida di Casper (il nostro articolo), unificando l’implementazione di Sharding e Casper su un’unica infrastruttura: la chain full PoS denominata Beacon Chain.

Ethereum 2.0 (Serenity) è stato meglio descritto al recente Devcon4 tenutosi a Praga.

In estrema sintesi, sarà una piattaforma multi-layers. La Beacon Chain avrà principalmente una funzione di randomizzazione del sistema. Al di sotto della Beacon Chain ci saranno le Shard Chains e un ultimo layer di esecuzione.

Ciò che interessa ai fini della PoS, è che l’implementazione congiunta di Casper e Sharding ha reso l’attività di staking più accessibile. Non sono necessari più 1.500 ether, ne sono sufficienti solo 32.

Se qualcuno avesse voluto comprare 32 euro al momento del massimo storico di ether (1497 euro del 13 gennaio 2017), avrebbe comunque dovuto spendere la considerevole cifra di 48.000 euro.

Meno di un anno più tardi, il prezzo di ether, insieme all’intero comparto, ha fatto un notevole passo indietro. Al momento della scrittura 1 ether prezza circa 112 euro.

32 ether, necessari per partecipare all’attività di staking, non costituiscono più una quantità proibitiva, per chi non era riuscito a leggere in anticipo le potenzialità di Ethereum. 32 ether possono essere racimolati con circa 3.500 euro.

Considerando che con lo staking si potrà ottenere un rendimento annuo fino al 5% degli ether vincolati, se ether dovesse ritornare al massimo storico dello scorso gennaio, si potrebbe recuperare passivamente il valore dei 3.500 euro investiti, facendo staking per un paio di anni.

Ok, sono calcoli approssimativi e, soprattutto, basati su mere ipotesi. Lasciano il tempo che trovano.

Ma chi analizza rigorosamente gli aspetti fondamentali, e crede nella definitiva affermazione della blockchain di Ethereum, può guardare al bicchiere mezzo pieno del duro mercato orso che ha caratterizzato il 2018.

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Giuseppe Brogna

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Stimolato dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT; matura particolari interessi nella nuova finanza hitech legata alle tecnologie del ledger distribuito.


  1. ha commentato:

    Buongiorno, come si può aprire un nodo di staking con un PC casalingo, con quale software… conviene?
    Grazie

    • ha commentato

      Un Raspberry sarà ideale per eseguire un nodo da mantenere costantemente online. Comunqunque ora è presto, la prima implementazione della POS arriverà nel 2019. Quando sarà possibile fare staking, sicuramente realizzeremo una guida su come mettere su un nodo.

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