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L’alba del “Supercomputer su blockchain”: Golem

Tempo di lettura: 3 min.
12 aprile 2018 11:12
Giuseppe Brogna

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L’introduzione dei computer ha, senza mezzi termini, rivoluzionato la scienza. La possibilità di creare dei modelli realistici che mimano la realtà a livelli molto diversi, ha dato la possibilità di effettuare indagini che anni fa sarebbero apparse folli e sognanti. Perché Golem?

Perché questi modelli ricalchino in modo più realistico possibile la realtà è, però, necessaria tanta potenza di calcolo.

Il “Supercomputer” Golem

Golem, uno dei primi progetti ideati per essere finanziato attraverso una Initial Coin Offering (ICOAcronimo che sta per Initial Coin Offering ed è la nuova formula di finanziamento per le startup. In pratica una ICO vede la startup che la applica offrire una percentuale della criptovaluta ai primi acquirenti interessati in cambio di valuta tradizionale o di altre criptovalute.), è stato finalmente lanciato sulla rete di Ethereum. Il suo sviluppo ha richiesto circa due anni e, in base alle informazioni pubblicate sul suo sito Web, la versione Beta è già disponibile.

Il progetto in questione è stato pubblicizzato come una sorta di Airbnb per i computer. Però, la proposta di Golem consiste nel creare un mercato per commercializzare la potenza di calcolo non utilizzata.

Le parti interessate possono noleggiare o concedere in affitto la potenza computazionale non utilizzata dal computer. I rapporti di scambio sono regolati attraverso il token della rete Golem (GNT).

La proposta in sé è molto innovativa, dato che Golem agevolerebbe l’accesso a qualsiasi operazione che richieda una grande potenza di calcolo. Si pensi ai calcoli scientifici, CGI, processi di intelligenza artificiale e elaborazione dati.

Durante le fasi iniziali, la proposta di Golem fu enunciata come “Supercomputer su blockchainUna blockchain è un registro condiviso in cui le transazioni vengono registrate in modo permanente mediante l’aggiunta di elementi alla catena di blocchi. La blockchain funge da record storico di tutte le transazioni che si sono verificate, dal blocco di genesi all’ultimo blocco, da cui il nome blockchain (catena di blocchi).“.

In combinazione con altre tecnologie, questa iniziativa potrebbe sostituire gli enormi data center che supportano Internet e diventare un fornitore decentralizzato di potenza di calcolo. Il vantaggio consisterebbe nell’assenza di monopolizzazione, con maggiori garanzie di sicurezza a tutto ciò che opera sulla rete.

Un lungo percorso

L’11 novembre 2016, gli sviluppatori di Golem erano riusciti a raccogliere 820.000 ETH in appena 30 minuti. Il valore stimato, a quel tempo, si avvicinava a 8 milioni di dollari. Questo traguardo aveva evidenziato il forte interesse della community per questa iniziativa.

In relazione a quanto sopra, gli sviluppatori del progetto hanno orgogliosamente riportato di aver fatto molta strada. Sono uno dei primi progetti finanziati dalle campagne di raccolta ICO, in grado di superare le sfide emerse durante il viaggio in un territorio completamente sconosciuto.

Ora è giunto il momento di fare il grande passo con il lancio della mainnet.

Poiché ogni progetto deve progredire gradualmente, per ora l’unico caso d’uso per la versione Beta di Golem è la rappresentazione grafica in 3D. L’utente può, quindi, distribuire l’elaborazione CGI di qualsiasi scenario Blender e/o LuxRender attraverso la rete Golem.

Il team di sviluppo ha riferito che questa versione Beta comporta anche alcuni rischi, mettendo gli utenti in allerta prima dell’esecuzione di qualunque test.

A tale riguardo, gli sviluppatori hanno affermato che anche se questa nuova fase espone il progetto a determinati pericoli, non è possibile per nessuna iniziativa garantire che un prodotto sia già finalizzato in assenza di test condotti da utenti reali.

Sfide future

Nonostante i benefici e il carattere innovativo di questa proposta, sono molti gli interessati che si chiedono se la scalabilità rappresenti un potenziale problema per Golem.

Ciò in quanto, durante l’auge di CryptoKitties, la rete di Ethereum aveva sperimentato un aumento del volume di operazioni, che avevano generato ritardi e aumenti delle commissioni di transazione.

Questa prima versione, meglio conosciuta come Brass Golem, rappresenta la prima fase del progetto, come delineato dalla sua roadmap. Il passo successivo consisterà nel lancio di Clay Golem, seguito da Stone Golem, concludendo con Iron Golem.

Ogni nuova implementazione determina un aggiornamento della piattaforma, che comporterà l’aumento delle sue potenzialità man mano che lo sviluppo avanza. Pertanto, i suoi creatori ritengono che con il progredire dello roadmap sarà garantita una maggiore capacità operativa.

GNT tra alti e bassi

Il token digitale con cui questo progetto opererà, GNT, è stato ufficialmente lanciato sui mercati il ​​18 novembre 2016, scambiando a 0,015 dollari per unità.

Da allora, il suo prezzo è rimasto stabile fino all’inizio di maggio 2017, quando è aumentato per sperimentare il suo primo maggiore picco (0,68 dollari).

Successivamente, il prezzo ha iniziato a scendere, stabilizzandosi intorno a 0,25 dollari. Però, nel mese di dicembre 2017 il token ha iniziato a registrare un nuovo aumento, che l’ha condotto, nella metà di gennaio 2018, a segnare il suo massimo storico: circa 1,16 dollari.

 

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Giuseppe Brogna

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, ma da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Attratto dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT per poi sposarne pienamente la causa.


  1. ha commentato:

    Come si fa’ ad entrare in questo progetto che ritengo molto interessante

    • ha commentato

      Alberto vai su https://golem.network/ e trovi tutto quello che ti serve.
      Se ti riferisci all’acquisto del token GNT, lo trovi listato su diversi exchange, tra cui i più noti Poloniex e Bittrex.

  2. ha commentato:

    Chi, quali aziende ci sono dietro il progetto Golem?

    • ha commentato

      Dietro allo sviluppo o come semplici partnership?

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