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Hard fork Istanbul: Ethereum si aggiorna

03 Dicembre 2019 13:00
Tempo di lettura: 3 min.
03 Dicembre 2019 13:00
Giuseppe Brogna

Ethereum è sul punto di approdare a “Istanbul”.

Non è un viaggio, bensì l’ultimo hard fork in programma per la blockchain di Ethereum.

L’hard fork è altrimenti noto come upgrade della blockchain. Si tratta di un aggiornamento il cui scopo è quello di migliorare le performance della rete e di aggiungere nuove feature.

Questo aggiornamento è tecnicamente un hard fork, poiché introduce regole di protocollo non compatibili con le precedenti. I nodi devono quindi aggiornare i propri client, al fine di evitare di seguire una catena diversa da quella canonica.

Istanbul è l’ultimo di una serie di aggiornamenti: Frontier nel 2015, Homestead nel 2016, Byzantium nel 2017 e Constantinople nel 2019.

Cosa cambia con Istanbul?

Le novità introdotte con Istanbul sono altamente tecniche. Probabilmente interesseranno poco all’utente medio. Sono finalizzate a fornire alla rete maggiore scalabilità, sicurezza e interoperabilità.

In particolare, gli aggiornamenti apportati da Istanbul:

  • allineano i costi degli opcode con i loro costi computazionali e migliorano la resistenza agli attacchi di tipo Denial of Service;
  • rendono più performanti le soluzioni di layer 2 basate su SNARK e STARK;
  • favoriscono l’interoperabilità tra Ethereum e ZCash;
  • consentono ai contratti di introdurre funzioni più creative.

Con Istanbul verranno implementate sei EIP.

Le EIP (Ethereum Improvement Proposal) sono proposte di miglioramento del protocollo, che vengono discusse prima di ogni hard fork di Ethereum. Chiunque può scrivere una EIP e proporla, ma verranno implementate soltanto quelle accettate.

Per un’ampia descrizione dei dettagli delle EIP che saranno introdotte con Istanbul, ti rimando all’apposita sezione di GitHub. In breve, le EIP sono le seguenti:

  1. EIP 152: rende più efficiente la funzione hash BLAKE2b (e altre varianti) sulla EVM, per favorire l’interoperabilità tra Ethereum e ZCash, nonché con altre criptovalute basate sullo stesso algoritmo di mining di Ethereum (Equihash).
  2. EIP 1108: riduce i costi del gas per la tecnologia zk-SNARK, al fine di spianare la strada a una serie di soluzioni di scaling e per la privacy su Ethereum.
  3. EIP 1344: aggiunge l’opcode ChainID, per prevenire i replay attack tra diverse catene e per facilitare la ricerca della chain canonica a uno smart contract off chain.
  4. EIP 1844: eleva il gas per alcuni opcodes, per essere diventati troppo dispendiosi di risorse computazionali a causa dell’incremento nel tempo dello stato di Ethereum.
  5. EIP 2028: riduce il costo del gas per la funzione Calldata, migliorando la scalabilità on chain (poiché più dati potranno rientrare in un singolo blocco) e anche delle soluzioni layer 2.
  6. EIP 2200: nuova metrica di misurazione del gas per l’opcode SSTORE.

Le azioni da compiere

L’aggiornamento vedrà la luce al blocco 9.069.000, pertanto la data prevista per l’hard fork è venerdì 6 dicembre 2019.

La maggior parte degli utenti dovrà solo attendere e non fare nulla. In particolare, non devi compiere alcuna azione se:

  • hai le tue criptovalute su un exchange (come Bitfinex, Coinbase o Kraken);
  • usi un wallet che si rivolge a un full node, come MetaMask o MyEtherWallet;
  • disponi di un hardware wallet (come Ledger o Trezor);
  • utilizzi Infura.

Chiunque stia attualmente eseguendo un nodo di Ethereum, dovrà aggiornare il proprio software a una versione del client di Ethereum che sia pronta per il fork.

L’aggiornamento deve essere portato a termine il prima possibile. Se non riesci ad aggiornare il tuo software in tempo, non avrai più una visione accurata della fonte dei dati della blockchain.

Dopo Istanbul…

Nei mesi successivi a Istanbul verranno implementati altri hard fork, gia programnati, come set di upgrade per Ethereum 1.x, ossia l’attuale blockchain PoW utilizzata per l’adozione di Ethereum nel breve termine.

La prima fase di Ethereum 2.0, invece, sarà contrassegnata dal lancio della Beacon Chain nei primi mesi del 2020. La Beacon Chain segnerà l’inizio del lungo processo di transito dalla Proof of Work alla Proof of Stake.

Questa nuova chain full PoS opererà per tempo indefinito in parallelo all’originale blockchain PoW, assicurando che non vi siano interruzioni nella continuità delle catene.

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Codice e sviluppoHard fork Ethereum


Giuseppe Brogna

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Stimolato dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT; matura particolari interessi nella nuova finanza decentralizzata legata alle tecnologie del ledger distribuito.


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