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Il Giappone divulga le linee guida per legalizzare le ICO

05 Aprile 2018 23:18
Tempo di lettura: 3 min.
05 Aprile 2018 23:18
Giuseppe Brogna

Mentre Paesi come gli Stati Uniti e la Cina mirano a limitare le Initial Coin Offering (ICO), il Giappone è fermamente sulla via della legalizzazione del popolare, ma anche controverso, metodo di raccolta dei fondi.

Delle linee guida FINMA per la Svizzera ne avevamo già parlato, ora il Giappone sta gettando le basi per regolare in modo efficace le Initial Coin Offering. Lo scopo finale è quello di garantire una crescita sostenibile dell’ecosistema criptovalute e, nel contempo, una protezione degli investitori.

Secondo un rapporto redatto dall’ICO Business Research Group, appoggiato dal governo, e pubblicato dalla Tama University e dal Centro per le strategie di regolamentazione, “la posizione legale delle ICO non è chiara e restano questioni fiscali e contabili relative alle ICO su vasta scala. In alcuni casi, le misure per la tutela degli investitori non sono sufficienti. Tali questioni sono considerate problematiche in tutto il mondo.”

In sostanza, dal rapporto si desume che le ICO rappresentano un fenomeno ancora nella sua infanzia, privo tuttora di un effettivo utilizzo su larga scala in svariati settori di business. Pertanto, devono essere stabilite regole adeguate per consentire alle ICO di ottenere la fiducia del pubblico e di espandersi come metodo di finanziamento solido e affidabile.

Per queste ragioni, sono state proposte linee guida per una regolamentazione volta a facilitare pratiche di sicurezza nell’ambiente ICO.

Innanzitutto, il Gruppo propone “due principi sull’emissione dei token“, che si focalizzano sulla protezione degli investitori:

  1. Gli emittenti dovrebbero definire e divulgare le condizioni per la fornitura di vantaggi, come supporto e regole sulla distribuzione dei fondi, degli utili, oltre che degli asset residui, agli investitori di token, azionisti e obbligazionisti;
  2. Gli emittenti dovrebbero definire e divulgare uno strumento per monitorare lo stato di avanzamento dei white paper.

Il Gruppo ha inoltre definito linee guida per le operazioni pratiche:

  • Le ICO dovrebbero essere progettate per essere accettabili dagli azionisti e obbligazionisti esistenti;
  • Le ICO non dovrebbero diventare uno strumento di elusione degli esistenti metodi di finanziamento, come la vendita di azioni.

Inoltre, il Gruppo propone cinque principi per garantire la protezione degli investitori nell’attività di acquisto e vendita dei token:

  1. I venditori dei token dovrebbero confermare l’identità (Know Your Customer: KYC) e l’idoneità dei clienti;
  2. Le società amministrative che supportano l’emissione dei token dovrebbero confermare i KYC degli emittenti;
  3. Gli exchange di criptovalute dovrebbero definire e adottare uno standard minimo a livello di settore sul listing dei token;
  4. Dopo aver listato i token, è necessario limitare le pratiche commerciali sleali legate a tali token, come l’insider trading;
  5. I soggetti legati alla negoziazione dei token, come gli emittenti, società amministrative e gli exchange, dovrebbero impegnarsi a garantire la sicurezza informatica.

Il rapporto segue, in particolare, un insieme analogo di linee guida per l’emissione di token digitali proposte dal Ministero russo delle Telecomunicazioni e delle comunicazioni di massa (MinComSvyaz), che posiziona la valuta nazionale russa, il rublo, come parte integrante del procedimento di ICO.

Le proposte e le linee guida delineate dalla relazione del Gruppo, dovrebbero dare ulteriore spinta al Paese del sol levante nel guidare il mondo verso una regolamentazione efficace delle criptovalute.

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Giuseppe Brogna

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Stimolato dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT; matura particolari interessi nella nuova finanza hitech legata alle tecnologie del ledger distribuito.


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