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Il prezzo in valuta fiat è un abile illusionista

20 novembre 2018 07:15
Tempo di lettura: 10 min.
20 novembre 2018 07:15
Giuseppe Brogna

I prezzi delle criptovalute calano. È successo, succede ora e accadrà anche in futuro. Il sentimento che avverte chi ha minato, “investito” o speculato è di rabbia, frustrazione e scoraggiamento.

Esempio: Avevo 10 unità di bitcoin e/o 10 unità di ether, il loro prezzo si è ridotto del 50%. Il prezzo di mercato sugli exchange ha subito una variazione al ribasso, il timore è di aver perso dei soldi. Ma il prezzo espresso in dollari (parlo di dollari in quanto emblema delle valute) ha davvero rilevanza assoluta? Perché le criptovalute devono essere guardate solo alla stregua di asset speculativi?

Il mercato delle criptovalute è inusuale. Gode di gioventù, il che ne fa un’occasione, ma è come un cavallo selvaggio. È terreno fertile, ma con meno di dieci anni di vita. Anzi, la maggior parte dei token/criptovalute sono stati quotati negli ultimi due anni.

Quello delle criptovalute è un mercato acerbo e sotto-capitalizzato. Se il valore di una criptovaluta viene ragguagliato esclusivamente all’immensa massa di valuta esistente, rispetto alla quale viene definito un prezzo, non c’è da spaventarsi se poi ci si trova a dover fare i conti con le oramai note montagne russe.

Chi ne esce con le ossa rotte, sono sicuramente gli opportunisti di breve termine. Chi pensa di arricchirsi velocemente, magari azzardando con la leva, in preda a uno stato di trance speculatuva, è colui sul quale ricadono le maggiori probabilità di essere annientato. La sua unica speranza di successo è il valore espresso in termini di prezzo. Se il prezzo scende al di sotto di una determinata soglia, il margine viene intaccato, e la posizione è liquidata. Ha perso le criptovalute.

Ricordi quando giocavi ai videogames in sala giochi? Quando perdevi appariva il messaggio “GAME OVER, insert coins to continue”. Se vuoi continuare a giocare, ricarica il conto. È così che funziona anche sugli exchange.

Non è un manifesto contro l’utilizzo della leva finanziaria. La leva, se utilizzata appropriatamente, può generare rendimenti significativi, negli investimenti di qualunque tipo. Il parallelismo è utile nel descrivere le dinamiche di questo “nuovo mondo”. Non si può ritenere che il valore di una criptovaluta sia dato esclusivamente dal prezzo in dollari espresso su un exchange.

Se il prezzo scende, ad esempio del 50%, e in precedenza avevo 10 bitcoin e/o 10 ether, continuerò a possedere sempre 10 bitcoin e/o 10 ether, anche dopo il calo. Il prezzo scende, ma non si erodono le quantità di criptovaluta in possesso.

Il prezzo può essere bugiardo, sia in un senso (troppo alto) che nell’altro (troppo basso). Sì perché se si considerano le criptovalute come asset speculativi prezzati in dollari, il prezzo è agevolmente manipolabile. Non rispecchia l’effettivo valore che le persone attribuiscono, o attribuirebbero, a una criptovaluta e alla sua missione.

La massa di valuta in circolazione è immensa. Nuova valuta può essere creata con un click, senza un limite predeterminato. Se quindi si calcola il valore di una criptovaluta esclusivamente in ragione del suo prezzo espresso in dollari, il risultato diviene fuorviante.

Prendere una grossa quantità di valuta, creata dal nulla, per shortare criptovalute su una piattaforma di scambio, peraltro poco liquida (come sono gli exchange di criptovalute), è banale. Per dare un’idea: negli Stati Uniti, il solo M1 ha raggiunto un massimo storico di 3738.40 miliardi nell’ottobre 2018 (fonte: TradingEconomics).

C’è da essere maggiormente timorosi quando si è dinanzi al prezzo di una criptovaluta in crescita esponenziale, che non è tuttavia supportato da effettiva utilità, sviluppo e adozione.

Al contrario, se intorno a una criptovaluta evolve un ecosistema fiorente, accompagnato da uno sviluppo effettivo, e da crescente presa di coscienza da parte delle persone, è irrilevante la riduzione nel breve-medio termine del suo prezzo espresso in dollari, che risponde a dinamiche differenti.

È un ragionamento non peregrino, suffragato da quello che è accaduto nel biennio 2017-2018. Quanti token/criptovalute truffaldini, nei momenti di follia, hanno espresso performance in dollari anche superiori a quelle di bitcoin e/o ether?

Molte shitcoin ora hanno subito cali di prezzo anche del 99%. Progetti che non hanno mai avuto le gambe, non risaliranno più di prezzo. Laddove la crescita esponenziale è dipesa esclusivamente da liquidità iniettata solo per speculazione di breve termine, le persone non riconosceranno mai valore non dipendente da un’impennata del prezzo espresso in dollari.

Anche se un’ipotetica CoinXYZ saliva repentinamente di prezzo, facendo parlare di sé nei momenti di follia, l’avresti mai accettata come corrispettivo di beni e servizi in un tuo eventuale business?

Bitcoin (con la lettera grande) e Ethereum sono innanzitutto protocolli, non asset speculativi. Se si muove da questa prospetttiva, con le assunzioni corrette, si è sulla strada giusta per porre le criptovalute in un contesto appropriato, permettendo di formulare idee razionali sul tipo di valore che può essere percepito al di fuori di un exchange.

Bitcoin è stato ideato per il trasferimento di valore in maniera trustless, cioè senza doversi affidare a un’entità terza per il settlement delle transazioni. Il protocollo è stato pensato in modo da prevenire il c.d. double spend delle monete. La doppia spesa è impedita dai complessi meccanismi di funzionamento della rete, ma finalmente in maniera trustless.

Qual è il prezzo attuale di 1 bitcoin? Bitcoin è utile? Qual è il suo grado di accettazione ora, e in futuro? Quanti beni e servizi si potranno comprare con 1 bitcoin, in ragione della sua offerta limitata e del livello di adozione che si appresta a raggiungere?

Ethereum è il “computer mondiale”, la piattaforma su cui si eseguono gli smart contracts e le applicazioni di nuova generazione (dApps).

I processi su Ethereum non possono essere alterati, bloccati o censurati, grazie al “codice decentralizzato”. Il codice decentralizzato è il codice ospitato in migliaia di computer ed eseguito in parallelo su tutti questi. È il codice che non dipende dall’esecuzione di un singolo computer. Se un nodo della rete si disconnette, o si rifiuta di eseguire il codice, il codice è eseguito su tutti gli altri computer (nodi) della rete.

Qual è il prezzo attuale di 1 ether? Ethereum sta diventando uno standard di riferimento mondiale per lo sviluppo di smart contracts e applicazioni decentralizzate? Se oggi dispongo di 1 ether, quale sia il suo attuale prezzo in dollari, potrò utilizzarlo su una piattaforma general purpose che si appresta a rivoluzionare il mondo?

La maggior parte dei cervelloni del mondo, interessati allo sviluppo di smart contracts e dApps, convergono su Ethereum. Vogliono imparare a utilizzarlo. Anche chi vuole fare business legato al mondo delle criptovalute e delle applicazioni decentralizzate, preferisce farlo nell’ecosistema più vasto e dinamico del settore.

Nel periodo del boom delle stablecoins regolamentate, banche e istituzioni eleggono Ethereum come piattaforma per ospitare le loro criptovalute legate al valore del dollaro. Anche il processo di tokenizzazione di strumenti finanziari di vario genere sta prendendo piede su Ethereum.

Anche se ether è stato ideato come “merce di scambio” della piattaforma Ethereum, per pagare il gas consumato dalle transazioni, nulla esclude che possa avere anche una funzione monetaria più generale, alla stessa stregua di bitcoin. È il mercato a deciderlo. Gia oggi chi accetta criptovalute come corrispettivo per beni e servizi, quasi sempre accetta anche ether.

I casi d’uso, sia effettivi che potenziali, aumentano. L’adozione, anche se non ancora diffusa, si appresta a salire sul trampolino di lancio. Il prezzo in dollari, invece, scende? Se gli indizi di carattere fondamentale ci suggeriscono un determinato esito, cosa potrà mai significare uno short su exchange attuato con valuta creabile dal nulla!

Il prezzo espresso in dollari può mentire, ma le bugie hanno le gambe corte.

Il paradigma delle criptovalute richiede un nuovo modo di pensare, quando si tratta di sviluppare idee che si basano sulle sue potenzialità. Allo stesso modo in cui la diffusione di Internet è stata accompagnata da diffidenza sulla sua reale utilità, è necessario un approccio nuovo e adeguato per il modello criptovalute, in modo che raggiunga il suo pieno potenziale e diventi onnipresente.

Prendiamo in considerazione Bitcoin, in quanto “capostipite” della famiglia delle criptovalute. Bitcoin, che trasforma il modo in cui si trasferisce denaro, deve essere compreso nei suoi termini appropriati. Se Bitcoin è un protocollo per lo scambio di denaro, allora l’istituzione di exchange che imitano gli scambi di valute, azioni e commodity, non è il modo pià appropriato per scoprirne il valore.

La vera natura di Bitcoin è quella di essere un meccanismo trustless di pagamento, in qualsiasi parte del mondo. Non è un investimento! È una metamorfosi. Certo, nulla impedisce di holdare una criptovaluta nella speranza di veder crescere il suo prezzo in dollari. Ma è necessario avere sangue freddo, per resistere alle violente ondate di vendite e acquisti, nel lento processo di transizione a un’economia basata prevalentemente/esclusivamente su criptovalute.

Ma quanto è rilevante rapportare una criptomoneta a una valuta che è nei suoi ultimi anni di egemonia?

Oggi il valore delle criptovalute viene prevalentemente misurato sulla valuta di riserva del mondo, la più liquida, la più distribuita e consolidata valuta di tutti i tempi. Il valore delle criptovalute è confrontato col dollaro, anche perché sono entrambe considerate come valute. Ma il valore di una criptovaluta va oltre. La funzione monetaria è solo la prima applicazione di alcune criptovalute, come bitcoin.

Il “valore” del dollaro, a questo punto, risiede solo nella sua liquidità, nella sua storia e nella capacità degli Stati Uniti di imporne l’uso ai paesi più piccoli per mezzo della forza. Il dollaro americano è sulla via di un crollo di proporzioni epiche, secondo molti esperti. La “Grande Recessione” del 2008-2009 ha costituito solo una piccola avvisaglia.

Lo status di valuta di riserva mondiale dura in media 65-70 anni. Il dollaro americano è ‘in carica” da oltre 70 anni. Prima o poi arriverà al suo “vero valore”, cioè ZERO. Lo dice la storia e le statistiche, fai le tue ricerche.

Le criptovalute potrebbero effettivamente “assorbire”, in tutto o prevalentemente, le valute del mondo, man mano che la blockchain e gli strumenti di utilizzo si diffonderanno. Le giurisdizioni che apriranno alle aziende che facilitano questa metamorfosi, saranno i nuovi centri finanziari del ventunesimo secolo.

I business che oggi accettano criptovalute sono preoccupati per il prezzo: il loro modello è ancora basato su una valutazione in dollari. Se operassero già nel “circuito chiuso” delle criptovalute, non dovrebbero assolutamente curarsi di una misura data dal prezzo in dollari.

Le criptovalute che contano, con le loro idee alla base, sono qui per restare. Il numero di persone che scaricheranno e utilizzeranno gli appositi software aumenterà sempre più, alla fine raggiungendo una massa critica per la diffusione esponenziale attraverso Internet.

Ok, il processo non si perfeziona da un giorno all’altro. Vent’anni fa, quando Internet stava appena iniziando a prendere slancio, era in uno stato di sviluppo simile a quello in cui versano le criptovalute. Il Web stava sostituendo metodi di comunicazione vecchi, come macchine da scrivere e posta ordinaria, a un ritmo lento, ma in costante crescita. Questi strumenti non sarebbero stati immediatamente sostituiti, ma sarebbero divenuti un giorno irrilevanti.

In futuro, pochissime persone speculeranno sul prezzo in dollari delle criptovalute. Anche se ciò potrebbe essere possibile, e persino proficuo, magari ci saranno maggiori possibilità di fare soldi rendendo servizi che consentono di usufruire facilmente di Bitcoin ed Ethereum.

In un’economia in cui la valuta a corso legale sarà esclusa o relegata al margine, beni e servizi saranno valutati in criptovalute. Non ci sarà più volatilità.

In questo momento, rispetto alla massa di valuta fiat nel mondo, il prezzo delle criptovalute può espandersi e contrarsi molto rapidamente. Le criptovalute presentano un volume ridotto. L’espansione può giungere a quello che per molti è un prezzo inimmaginabilmente alto, e poi ridursi drasticamente. Man mano che il volume diventa più grande, e accumula più massa (il suo prezzo espresso in fiat), queste fluttuazioni diventeranno sempre più piccole.

Intanto il prezzo scende. Avevo 10 bitcoin e/o 10 ether. Dopo un netto crollo del prezzo, continuo ad avere 10 bitcoin e/o 10 ether. La vera domanda da porsi è: ci sono i presupposti affinché le persone riconosceranno valore a questi protocolli, non percepito in base al prezzo espresso su un exchange? Se la risposta è affermativa, che il prezzo continui pure a fare il suo futile gioco da illusionista.

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Giuseppe Brogna

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Stimolato dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT; matura particolari interessi nella nuova finanza hitech legata alle tecnologie del ledger distribuito.


  1. ha commentato:

    Grazie questo è l’articolo più illuminante che ho letto negli ultimi tempi dove tutti sono in presa alla disperazione per il crollo di mercato. Io ho ether e bitcoin e me li tengo.

  2. ha commentato:

    Ecco, finalmente un punto di vista logico e illuminante! Siamo tutti propensi a farci prendere dalle emozioni …siano esse positive, ma soprattutto negative…la paura è il mostro che ha il sopravvento nelle situazioni come quelle attuali. Se ci soffermassimo a comprendere quanto hai così chiaramente esposto in questo articolo, la fiducia tornerebbe ad essere sovrana. Grazie.

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