LE NEWS SU ETHEREUM IN ITALIA

Menu
Home » Progetti su Ethereum » La killer app che farà (ri)esplodere il prezzo di Ethereum: ce l’hai sotto gli occhi

La killer app che farà (ri)esplodere il prezzo di Ethereum: ce l’hai sotto gli occhi

27 settembre 2018 13:15
Tempo di lettura: 12 min.
27 settembre 2018 13:15
Giuseppe Brogna

Dopo la sbornia delle , ti sei chiesto da dove arriverà la prossima enorme richiesta di Ether? Quale sarà, quindi, la nuova “killer app” in grado di far esplodere il prezzo di Ether?

È proprio quello di cui ho intenzione di parlarti.

La forza della versatilità

In seguito alle esorbitanze del 2017, in molti ritengono che non ci siano ragioni plausibili per cui il prezzo di Ether possa ripetere una cavalcata simile a quella dell’anno passato.

Ethereum è morto? O c’è qualcosa che bolle in pentola?

In questo articolo intendo discutere della barriera di adozione che deve essere valicata dalle criptovalute, e del perché Ethereum sarà la colonna portante di questo processo.

Attenzione! Non si tratta di sterili ragionamenti generici. C’è un’applicazione specifica per cui la domanda di Ether rischia di assumere dimensioni sproporzionate.

È vero che, nel più lungo termine, il successo di Ethereum passerà per la sua adozione ed utilizzabilità. Sarà come l’Apple Store, che ha decretato l’affermazione della Apple.

Ma, prima di giungere all’ultimo stadio, c’è una fase transitoria in cui Ether assumerà il ruolo di asset prezioso, in un sistema che renderà più docile l’approccio delle masse all’ambiente delle criptovalute.

Nel 2017 le ICO hanno raccolto quasi 6 miliardi di dollari. Direi un numero a dir poco significativo per far esplodere il prezzo di Ether, sperimentando una crescita di oltre il 20.000% in poco più di un anno.

Le ICO hanno rappresentato il primo trampolino di lancio per Ethereum. Come si suol dire, hanno costituito la killer app di Ethereum.

L’enorme richiesta di Ether, da parte degli “investitori” (speculatori) che volevano partecipare alle ICO, ha letteralmente lanciato nello spazio il prezzo di Ether.

Almeno per ora, il fenomeno ICO sembra aver esaurito il carburante. Ma occhio, le potenzialità di Ethereum non sono circoscritte al crowdfunding decentralizzato.

Ciò premesso, facciamo un passo indietro. Analizziamo l’attuale barriera di ingresso al sistema criptovalutario.

La paura è il muro più alto

Le criptovalute mancano ancora della vitale diffusione tra il pubblico più disparato.

Uno dei motivi, è la carenza di consapevolezza tra le persone di cosa sia una criptovaluta e come poterla utilizzare.

Fortunatamente, l’anoressia cognitiva è sempre più contrastata con il trascorrere del tempo. Oggigiorno il materiale per informarsi e apprendere largheggia, a differenza di qualche anno fa.

Oltrepassata la barriera informativa, però, subentra l’intoppo mentale e pratico più rilevante: la volatilità.

Non c’è bisogno di conoscere l’intera storia del mercato di cui si tratta. È sufficiente avere riguardo ai movimenti del solo 2018. Nell’anno corrente si sono registrate discese anche di oltre l’80%.

Gli speculatori amano queste montagne russe. Maggiore volatilità equivale a maggiori opportunità di guadagno. Ma ci sono altre categorie, di potenziali utenti, che restano impietriti dinanzi a simili oscillazioni di prezzo.

Non tutti nascono o diventano speculatori. Ci sono anche coloro a cui piace l’idea delle criptovalute e tutti i vantaggi della , ma non intendono avere a che fare con la volatilità.

Alcune persone sono attratte dalla volatilità. Sanno che le criptovalute potrebbero perdere valore. Ma è un rischio che sono disposti ad assumere, in quanto consapevoli del potenziale premio. A rischio elevato corrisponde maggiore potenziale di guadagno.

Ma non tutti hanno il tempo o la voglia di analizzare i grafici per capire quando comprare e vendere. A molti interessano le criptovalute lato tecnologia e utilizzabilità. Al più, desiderano un investimento relativamente facile da gestire per loro.

Ad esempio, una persona potrebbe vendere merci in cambio di criptovalute, solo per scoprire qualche minuto dopo che i prezzi sono calati vertiginosamente.

D’altra parte, un utente potrebbe spendere bitcoin, Ether, o altre criptovalute, per acquistare qualcosa. Poche ore dopo, scopre che il prezzo della criptomoneta di cui si è privato è salito alle stelle. Sarebbe frustrante!

Quindi, meglio restare alle valute a corso legale, come il dollaro o l’euro? Non direi. Qui emerge un’altra subdola complicazione.

Ad esempio, il dollaro è la valuta più forte e più utilizzata al mondo. È persino conservata nelle banche centrali del mondo, come una delle loro riserve più importanti.

Ciò malgrado, sta lentamente – ma sicuramente – svalutando nel tempo, dissipando il suo potere d’acquisto.

Uno degli scopi più importanti della creazione del denaro da parte delle autorità centrali, sarebbe la conservazione del valore. Però, attraverso i secoli passati, l’esperienza ha rivelato che tali autorità (governi, banche centrali ecc.) hanno fallito nel loro intento dichiarato.

Quindi, la massa delle persone desidera utilizzare una moneta che non li esponga ai rischi della volatilità, a differenza di quanto accade ora con bitcoin ed Ether.

Ma, allo stesso tempo, desidera che tale moneta conservi nel tempo il suo potere d’acquisto, diversamente del dollaro o dell’euro.

Una trincea contro la volatilità

Se una persona spende 100 unità di moneta per acquistare delle merci, non vuole che poche ore dopo si verifichi un consistente apprezzamento delle stesse. Parimenti, vuole che con quel numero di monete potrà acquistare più o meno la stessa quantità di merci dopo dieci anni.

Allo stato attuale, la risposta più soddisfacente può essere data dalle “stablecoins”. Sono progettate proprio per venire incontro a queste esigenze.

Le stablecoins sono delle criptovalute che si caratterizzano per mantenere un prezzo relativamente stabile rispetto a un indice, che normalmente è il dollaro USA.

Esistono diverse tipologie di stablecoins.

Alcune di esse utilizzano un sistema di collateralizzazione attraverso la valuta a corso legale. Ciò implica l’esistenza di un’entità centrale che le sostenga, assicurandone la stabilità.

Un’altra tipologia, è data dalle stablecoins aventi come collaterale le criptovalute. Non sono centralizzate e mantengono il valore relativamente stabile grazie all’impiego di smart contracts e meccanismi di incentivi economici.

La più popolare tra le stablecoins – centralizzata – è Tether (USDT). Ma il suo successo è stato accompagnato anche da polemiche sulla carenza di trasparenza circa l’effettiva esistenza delle riserve.

Lo scorso anno si sono verificati improvvisi cambiamenti nella supply di Tether.

Ciò ha portato molti a ritenere che stessero cercando di manipolare il prezzo, principalmente perché l’aumento della supply si era avuto negli stessi tempi in cui bitcoin continuava a registrare nuovi massimi storici.

Un passo in avanti rispetto alla “giungla” di Tether è stato compiuto attraverso le stablecoins regolamentate.

Di recente, il Dipartimento dei servizi finanziari di New York ha approvato la proposta presentata da Gemini Trust di emettere una stablecoin regolamentata.

Con Gemini Dollar (GUSD) si tenta di infrangere la barriera della diffidenza degli utenti, attraverso una stablecoin regolamentata dalle autorità statunitensi.

Secondo i proponenti, è una stablecoin con la quale si combina la solvibilità e la stabilità di prezzo del dollaro statunitense, con i vantaggi di una criptovaluta.

Ma, in particolare, e a differenza di Tether, è sottoposta a cadenzati e rigorosi audit, a prova dell’eistenza della necessaria riserva di dollari.

Una stablecoin regolamentata rappresenta, in ogni caso, un salto di qualità rispetto ai potenziali soprusi di una stablecoin gestita nel più totale arbitrio.

Ciò malgrado, una stablecoin regolamentata cozza con l’essenza stessa del sistema criptovalute e blockchain. Le stablecoins aventi come collaterale la valuta a corso legale non sono affatto decentralizzate.

Anche se regolamentate, con garanzie di audit e riserva di valuta, consentirebbero comunque ai governi di poterle annientare facilmente, semplicemente bloccando i loro conti bancari.

Quindi, la stablecoin che meglio si identifica con la missione del modello criptovalutario, è quella decentralizzata.

La domanda di Ether che non t’immagini

L’esempio paradigmatico di stablecoin decentralizzata è Dai (DAI).

Se non lo conosci, Dai è un token il cui prezzo è ancorato a 1 dollaro USA.

Non c’è un’autorità centralizzata, come Tether, che ne garantisce il suo valore, così come nessuna banca tradizionale che garantisce ciascun Dai con un vero dollaro USA.

Non esistendo nessuna autorità centralizzata sulla quale fare affidamento, nessun processo potrà mai essere bloccato.

Dai sarà il nuovo trampolino di lancio del prezzo di Ether. Ti spiego perché.

Dai è creato all’aumentare della domanda, ed è distrutto in caso di diminuzione della stessa. Ma come è possibile distruggere le monete precedentemente create?

Dai è creato come debito, contraendo un prestito quando il suo prezzo tende ad essere superiore rispetto al valore di 1 dollaro.

Poiché c’è un debito, a un certo punto questo deve essere saldato. È possibile, quindi, distruggere i Dai creati in precedenza, regolando il prestito quando il prezzo di Dai tende ad essere inferiore rispetto al valore di 1 dollaro.

Il debito di Dai può essere contratto sulla base di un collaterale posto a garanzia. Il collaterale è dato proprio da Ether.

In altre parole, per prendere in prestito Dai, è necessario vincolare degli Ether per garantire il saldo del debito.

Ma, poiché il collaterale è molto volatile, trattandosi di una criptovaluta, è necessario depositare il doppio o il triplo del collaterale rispetto all’originario valore del prestito.

È una forte misura contro l’instabilità del prezzo delle criptovalute. Ma due o tre volte più collaterale, vuol dire possibile aumento esponenziale della domanda di Ether da comprare e vincolare per la creazione di Dai.

Quindi, per ogni Dai che vale 1 dollaro, c’è un equivalente di 2 o 3 dollari di Ether vincolati a garanzia di quel Dai. Pertanto, ad esempio, una crescita di 1 miliardo nel mercato della stablecoin, genera una nuova domanda di 2 miliardi sul mercato della criptovaluta che viene utilizzata a garanzia di Dai.

Questo meccanismo di garanzia va anche a limitare il circolante di Ether, innescando di fatto una funzione deflativa nel suo sistema.

Sappiamo che quello dell’inflazione è un argomento molto dibattuto nella comunità di Ethereum.

Personalmente, ho sempre sostenuto che il successo di Ethereum, anche da un ottica di solo prezzo, non è funzione della sua inflazione/deflazione.

La scarsità fine a se stessa è sviante.

Il prezzo di Ether può raggiungere livelli inimmaginabili, se la sua blockchain riuscirà ad esprimere tutte le potenzialità per le quali è stata ideata.

Peraltro, Ethereum si basa comunque su un sistema ad inflazione programmata, il cui tasso tende asintoticamente allo 0% nel tempo. È un meccanismo che già lo distingue da un modello di valuta a inflazione arbitraria.

Tuttavia, le istanze deflazionistiche sono appagate da Dai, che riesce a giocare un ruolo fondamentale in questo senso. Anzi, è un effetto deflativo da adozione, che si riverbera sul prezzo, a differenza di una deflazione “artificiale” determinata da una riga di codice.

Elemento portante di un processo in corso

Il successo di Ether, in un più breve-medio termine, dipenderà anche dalla dimensione che assumerà il mercato delle stablecoins.

Delle ragioni del potenziale ampliamento del mercato delle stablecoins, ne ho già ampiamente parlato in premessa.

Gli speculatori/investitori che spremono il mercato delle criptovalute come leva per moltiplicare il proprio patrimonio, non rappresentano la maggioranza.

Lì fuori c’è un oceano di persone che sarebbero interessate ad acquisire dimestichezza con i meccanismi della blockchain. Però vogliono stare alla larga dalla volatilità.

Ma le stablecoins non rappresentano un vantaggio solo per coloro che intendono iniziare a familiarizzare con le criptovalute.

In generale, se una criptovaluta è relativamente stabile, molte più aziende saranno disposte ad accettare quella forma di pagamento digitale.

Infatti, tante aziende che avevano iniziato ad accettare pagamenti in bitcoin, hanno deciso poi di rinunciare per via degli eccessivi spostamenti di prezzo.

Con una stablecoin decentralizzata, invece, è possibile godere degli stessi vantaggi di una criptovauta su blockchain, ma al netto degli inconvenienti legati alla volatilità.

Una stablecoin decentralizzata può essere utilizzata per il settore del credito, nel mercato azionario, per gli investimenti immobiliari, e una serie di altre aree.

Come puoi capire, esiste un potenziale enorme nell’ampliamento del mercato delle stablecoins. Probabilmente rappresentano lo strumento più efficace per coinvolgere le masse nell’utilizzo delle criptovalute.

In questo processo, Ether è assimilabile all’oro posto a garanzia della valuta circolante. Può sembrarti grottesco parlare di oro con riguardo a Ether. Infatti, il ruolo di oro digitale è da sempre ascritto a bitcoin.

Eppure le stablecoins, siano esse centralizzate o decentralizzate, operano sulla blockchain di Ethereum. Anche Tether, originariamente lanciato con il protocollo Omni Layer, ha creato una versione ERC20 per Ethereum.

Ma perché tutte eleggono Ethereum come piattaforma di riferimento? La risposta è nella sua infrastruttura ed ecosistema.

Ethereum consente lo sviluppo di un sistema di applicazioni decentralizzate, che possono essere utilizzate per memorizzare e trasferire valore in base a condizioni predeterminate.

Inoltre, dispone di uno standard tecnico per i token – lo standard ERC20 – che ha conosciuto un’adozione diffusa e globale.

Di conseguenza, esiste già abbondanza di software e servizi che supportano token compatibili con ERC20, fornendo accesso e usabilità per gli utenti finali.

Ma c’è anche un’altra ragione (economica) per cui Ethereum è la piattaforma ideale per ospitare le stablecoins decentralizzate.

Come detto in precedenza, l’emissione di una stablecoin decentralizzata richiede l’esistenza di un certo ammontare di criptovaluta a garanzia del prestito contratto.

Sebbene volatile, la criptovaluta posta a garanzia deve esulare da meccanismi manipolatori di pump e dump. È pacifico che se il prezzo del collaterale può essere ribassato a piacimento, tutto il sistema rischia di crollare come un castello di carte.

Quindi, la maggiore di Ethereum rispetto alle altre criptovalute, rappresenta un ulteriore elemento di garanzia per la buona tenuta del sistema.

Già so cosa stai per dire. Stai per dire che bitcoin presenta una capitalizzazione più elevata. Inoltre, ha dimostrato di essere molto più stabile rispetto a Ether nei mesi passati.

È esattamente così. Tuttavia non è una piattaforma adeguata per sviluppare stablecoins, in quanto non può ospitare complessi smart contracts.

Terra di nuove libertà economiche

Ethereum, in generale, per tutto ciò che si intende realizzare, è l’approccio più semplice.

È esattamente la ragione per cui Ethereum è stato ideato, cioè essere una piattaforma per consentire alla grande comunità degli sviluppatori di implementare qualsiasi cosa nel modo più semplice possibile.

Ricollegato alle stablecoins, queste possono seriamente costituire il primo passo per spingere la massa ad abbandonare un modello atavico, e planare su un nuovo, libero, territorio economico.

È un territorio – quello di Ethereum – regolato dallo “stato di diritto”, con gli smart contracts che definiscono l’essenza e il funzionamento di una moneta.

Non esiste il diktat di un despota. Ognuno può proporre la propria politica monetaria attraverso un sistema di smart contracts. Tanto, la parola ultima spetta al mercato, con la possibilità di scelta a segnare finalmente un punto di svolta.

Il processo di adozione delle stablecoins avverrà gradualmente. Al momento, poche persone sanno cosa sono e come funzionano le stablecoins.

Ma non ci vorrà un’immensità. Viviamo in un’era in cui l’informazione corre alla velocità della luce. È potenzialmente alla portata di tutti. Ma solo chi riesce a filtrare l’informazione virtuosa ha la chiave della ricchezza in mano.

***

Non perderti i nostri aggiornamenti e approfondimenti su Ethereum e il mondo criptovalute. Compila il form qui sotto! Riceverai i video sulla compravendita e messa in sicurezza degli Ether, e tutte le nostre nuove guide e ricerche sul tema blockchain. È gratis!

ACCEDI ORA AI VIDEO GRATUITI














SPUNTA il checkbox qui a lato PER OTTENERE la GUIDA GRATUITA.
In più, ti invieremo successivamente delle email contenenti il frutto delle nostre ricerche più avanzate su ethereum e criptovalute e dettagli sui nostri servizi legati alle criptovalute. Tratteremo i tuoi dati personali con la massima cura e in conformità della normativa privacy GDPR UE2016/679. Se lo vorrai potrai disiscriverti in qualsiasi momento e con un semplice click. La tua preparazione sugli investimenti in ether e criptovalute sta per prendere il volo.

Condividi
  • 23
    Shares

Articoli che potrebbero interessarti

2 ottobre 2018

[Guida] Creare Dai (DAI): 3 modi per guadagnare con la stablecoin decentralizzata

La guida completa per creare (DAI): 3 modi per guadagnare con...

Leggi tutto

CATEGORIE:

Progetti su EthereumTrading Ethereum


Giuseppe Brogna

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, ma da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Stimolato dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT; matura particolari interessi nella nuova finanza hitech legata alle tecnologie del ledger distribuito.


  1. ha commentato:

    Un articolo ben scritto ! Complimenti Giuseppe.

  2. ha commentato:

    Il futuro sono le criptovalute una fra tutte con tutte le caratteristiche che deve avere una criptovaluta è la LIRACOIN.COM.Se volete info conttatatemi su akille2012@yahoo.com

  3. ha commentato:

    bellissimo ARTICOLO COMPLIMENTI !!!!

  4. ha commentato:

    Ottimo articolo ma u a domanda sorte spontanea, non ci sono altri progetti come Eos ad esempio(comunque a larga capitalizzazione) ” che consentono la creazione di stablecoin sulla sua piattaforma???

    • ha commentato

      Ciao Renato.

      Le funzionalità della piattaforma di EOS lo consentono. In linea di principio è possibile.

      So di un una stablecoin (Havven) che, entro la fine dell’anno, intende lanciare la sua versione su EOS. Come puoi immaginare, anche per questa stablecoin, esiste già un token ERC20 su Ethereum (dallo scorso gennaio).

      L’intenzione della startup Havven non è di sradicare la sua stablecoin da Ethereum, ma solo di creare una versione compatibile anche su EOS. Quando, e se andrà in porto, avremo quindi una versione per Ethereum e una per EOS.

      Diciamo che è il tentativo – giusto – di mettere le uova in più panieri.

      Pensa che Tether, inizialmente, aveva solo la sua versione per il protocollo Omni Layer su Bitcoin. La scorsa primavera ha però lanciato anche la sua versione per Ethereum. Di recente, Gemini ha introdotto la sua Gemini Dollar (GUSD) su Ethereum. Nei giorni scorsi, anche Circle lo ha fatto con la sua USD Coin, sempre su Ethereum.

      È una questione di ecosistema ed effetto network. Se tu avessi in pugno il tuo progetto di business vincente, lo andresti a lanciare in capo al mondo, oppure in un’area che presenta un tessuto imprenditoriale florido e in continua espansione?

  5. ha commentato:

    Ottimo articolo e complimenti Giuseppe. Sono in questo mondo da un paio di anni e nell’ultimo anno ho vissuto ogni tipo di sentimento ed emozione possibile. La nascita di 1000 criptomonete, ma le piú importanti nascite di AltCoin mi hanno sempre tenuto incollato a Ethereum in modo entusiasmante. So che ci vorrá tempo, ma sono convinto che partirá..Interessante e chiaro il tuo articolo a riguardo. La stessa cosa quindi si potrebbe dire di EOS dal momento che é il diretto “concorrente” di Ethereum. Di conseguenza, se il mondo “Smart Contract” dovesse davvero iniziare il suo corso, le 2 dominatrici assolute sarebbero ETH e EOS.
    Ragionamento corretto?

    • ha commentato

      Grazie Lucas :). Sai cosa mi chiedo sempre? Se ci sarà un futuro con 1 sola criptovaluta, come alcuni sostengono, oppure con più criptovalute concorrenti.

      Credo fortemente nel libero mercato, a maggior ragione nell’ambiente delle cripto. Quindi sì, ci saranno più cripto e diverse piattaforme contendenti.

      Qualora te lo stessi chiedendo, ti dico che non sono un fanatico di questa o quella criptovaluta. In questo ambiente non c’è spazio per gli affetti. Il bias può giocare brutti scherzi. Sono cinico, mi baso esclusivamente su analisi obiettive.

      Ho pure degli EOS, anche se non riesco a seguirne da vicino lo sviluppo.

      Ripeto, in un territorio libero, può esserci spazio per qualsiasi proposta. Dipende dalle applicazioni. Dove non vedo EOS come piattaforma ideale? Per sistemi che necessitano di essere totalmente trustless.

      Solo 2 su 3 dei seguenti attributi possono essere ottenuti in una blockchain:

      Sicurezza;

      Scalabilità;

      Decentralizzazione.

      E, infatti, la scalabilità vantata da EOS sacrifica il terzo aspetto. In un sistema DPoS i delegati sono eletti dagli holder. Ma se pochi dispongono delle “partecipazioni di controllo”, capisci che la decentralizzazione diventa una chimera.

      Ma, al di là della specificità delle applicazioni, in generale, noto sempre più cervelli e investimenti in movimento verso Ethereum. Sarà un caso?

      Ah, proprio ieri l’Austria ha emesso 1,15 miliardi di titoli di stato, utilizzando la blockchain di Ethereum per gestire le procedure di notarizzazione. Perché proprio Ethereum, se ci sono altre piattaforme per perseguire lo stesso scopo?

      Se nel settore delle dApps e smart contract ci sarà solo Ethereum? In ogni storia c’è un protagonista e un antagonista.

      Ci sarà spazio anche per EOS, sebbene non sia l’unica (vedi Cardano ad esempio).

      Ma l’ambiente che si sta formando intorno a Ethereum, non riesco a scorgerlo neppure lontanamente sulle altre. Almeno per ora. Ecco quindi che vedo un protagonista.

      Ebbene sì, ci saranno anche degli antagonisti. Ma nel lungo termine dovranno sopravvivere alla prova del mercato.

      La realtà dei fatti – non gli slogan – mi comunica questo, ad oggi (settembre 2018). Voglio puntare sul cavallo più forte. Se le cose dovessero mutare da qui in avanti, sarei pronto a cambiare idea e strategia. Non ci saranno sentimenti a frenarmi. Non so cosa siano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi questo articolo

Invia questo articolo ad un amico