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La NASA strizza l’occhio a Ethereum per l’esplorazione dello spazio profondo

24 Aprile 2018 19:01
Tempo di lettura: 2 min.
24 Aprile 2018 19:01
Giuseppe Brogna

Il concetto di tecnologia blockchain è piuttosto chiaro da un punto di vista teorico. Ma, dopo una lunga fase di gestazione, è ora che vengano partorite applicazioni concrete in grado di dimostrare sul campo le ampie potenzialità di Ethereum. Ci ha pensato, tra gli altri, la NASA (Aeronautics and Space Administration), che ha progettato di avvalersi della tecnologia di Ethereum.

Ethereum per migliorare le ricerche spaziali della NASA

La NASA prevede di utilizzare la tecnologia blockchain di Ethereum per sviluppare e migliorare i propri programmi di esplorazione dello spazio profondo.

Siamo di fronte a una delle più innovative svolte tecnologiche del 21° secolo.

La NASA sta collaborando con gli scienziati dell’Università di Akron. L’agenzia spaziale ha commissionato una nuova ricerca finalizzata a individuare le migliori possibilità di incorporazione della tecnologia blockchain di Ethereum nei propri programmi.

In un articolo che descrive in dettaglio la portata del programma, risulta che Jin Kocsis della UA, un membro del dipartimento di Ingegneria elettronica e informatica, ha ricevuto un totale di 330.000 dollari per il suo incarico.

Secondo l’articolo, il suo lavoro sul “Resilient Networking and Computing Paradigm” (RNCP) aiuterà a far luce su come rendere l’esplorazione dello spazio altamente efficace.

Il piano della dott.ssa Kocsis è quello di sviluppare un’architettura percettiva usando la tecnologia blockchain di Ethereum. Si vuole facilitare l’indipendenza del veicolo spaziale rispetto agli scienziati sulla Terra.

Ciò aumenterà l’autogestione e la capacità del velivolo di rispondere a qualsiasi minaccia esterna, come i detriti spaziali. I detriti spaziali rappresentano un vero problema, sia per i veicoli spaziali che per noi sulla Terra.

Considerato il rischio di meteore vaganti che rasentano il nostro pianeta, la NASA cerca una soluzione al problema per proteggerci da eventuali oggetti spaziali transitanti.

Nella sua dichiarazione ufficiale, Kocsis ha affermato:

“Con questo progetto, sfrutteremo la potenza della tecnologia blockchain basata su Ethereum per sviluppare una rete decentralizzata, sicura e cognitiva, e un’infrastruttura informatica per l’esplorazione dello spazio profondo. I protocolli di consenso blockchain saranno ulteriormente analizzati per migliorare la resilienza dell’infrastruttura.”

Verso applicazioni future

Secondo Thomas Kacpura, direttore del programma di comunicazioni avanzate della NASA presso il Glenn Research Center, l’applicazione della tecnologia decentralizzata potrebbe condurre a “reti spaziali di prossima generazione“.

L’ufficiale dell’agenzia spaziale ha anche aggiunto che il progetto di ricerca potrebbe portare a “un’elaborazione decentralizzata tra i nodi della rete spaziale della NASA in modo sicuro”. Vale a dire, una rete più reattiva e resiliente, che è scalabile e che può anche integrare le reti odierne.

Si tratta di una notizia esemplare, che mostra come la tecnologia blockchain verrà applicata a nuove cause. Se le applicazioni sottostanti alla tecnologia blockchain possono sembrare ancora dormienti, la NASA ci svela come si sta già pensando di utilizzarle sul piano pratico. Ed è solo l’inizio!

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Progetti su EthereumSmart contract


Giuseppe Brogna

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Stimolato dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT; matura particolari interessi nella nuova finanza hitech legata alle tecnologie del ledger distribuito.


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