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Le Liquidity Pool nella DeFiTempo di lettura: 6 min.

La finanza decentralizzata è un paradigma rivoluzionario dal quale stanno emergendo nuovi concetti, idee e modelli non sempre facili da comprendere. Tra gli strumenti di cui si sta facendo largo utilizzo, ci sono le Liquidity Pool...

La finanza decentralizzata è un ecosistema in costante sviluppo. Come ogni evoluzione porta con sé l’emergere di nuovi concetti, non sempre facili da comprendere per chi è agli inizi.

Uno dei termini più ricorrenti è quello Liquidity Pool, ovvero abbreviato in LP, o ancora italianizzato in pool di liquidità o riserva di liquidità.

Le liquidity pool costituiscono la colonna vertebrale di importanti protocolli come Uniswap o Compound.

Ma cosa è, e soprattutto, a cosa serve una liquidity pool?

Cosa è una liquidity pool?

Le liquidity pool (o riserve di liquidità) sono riserve di token mantenute in uno smart contract.

Lo strumento delle pool di liquidità è impiegato in varie categorie di progetti DeFi, come exchange decentralizzati o protocolli di prestito.

Le riserve di liquidità coinvolgono due tipologie di attori della finanza decentralizzata:

  • Fornitori di liquidità, o Liquidity Provider
  • Utenti della liquidità

Da un lato i fornitori di liquidità depositano i loro token nella liquidity pool in cambio di un premio (commissioni, interessi, ecc.).

D’altra parte, esistono gli utenti beneficiari di tale liquidità. Accedono ad essa per svolgere varie azioni, come scambi o prestiti.

Prima di capire più a fondo come funzionano le liquidity pool, soffermiamoci innanzitutto sulla ragione della loro esistenza. Quale problema risolvono?

A cosa serve una liquidity pool?

Come già anticipato, le liquidity pool sono ampiamente presenti nell’ambito del settore DeFi. Vengono utilizzate in un ampia gamma di protocolli, aventi anche funzioni completamente diverse.

Sono ad esempio presenti in protocolli di exchange decentralizzati (DEX), tipo Uniswap o Balancer, così come in protocolli di prestito, come Compound o Aave.

Sebbene siano diversi i protocolli di utilizzo, le liquidity pool soddisfano la stessa esigenza: assicurare la presenza di liquidità, in ogni momento, nel protocollo.

Le liquidity pool negli exchange decentralizzati

Il caso d’uso negli exchange decentralizzati sembra il più favorevole per comprendere l’utilità delle liquidity pool.

Probabilmente hai familiarità con servizi come Coinbase o Binance. Queste piattaforme di trading operano attraverso un meccanismo chiamato order book.

In questo modello, compratori e venditori si riuniscono per piazzare i rispettivi ordini. Affinché lo scambio possa perfezionarsi, il prezzo fissato dal compratore deve corrispondere a quello fissato dal venditore.

Per facilitare e rendere fluida l’attività di scambio, entrano in gioco attori chiamati market maker.

Sono individui, professionisti o aziende, che forniscono la loro liquidità per assicurare che ogni ordine venga completato. Guadagnano dallo spread (differenza tra il prezzo di vendita e di acquisto) su un determinato mercato.

Sono questi market maker che garantiscono la liquidità e l’usabilità di un exchange.

Questo meccanismo è estremamente complicato da applicare in maniera decentralizzata. L’attività del market maker richiede l’immissione permanente o il ritiro di ordini di vendita o acquisto.

Il problema è che le blockchain attuali funzionano male in termini di azioni che possono essere intraprese in un breve periodo di tempo.

In altre parole, soffrono di scarse prestazioni che rendono gli order book molto poco funzionali.

Inoltre, a differenza di Binance o Coinbase, ogni ordine in un order book sulla blockchain, sia esso immesso o revocato, deve far fronte con i costi del gas, sia esso completato o meno.

Di questo passo un market maker sulla blockchain potrebbe avere maggiori perdite dai costi del gas rispetto ai potenziali profitti derivanti dalla sua attività.

Da questi limiti discende l’esigenza di rinvenire una nuova soluzione, per consentire la realizzazione di scambi decentralizzati in maniera efficace e efficiente.

Si tratta dell’utilizzo delle liquidity pool e dei market maker automatizzati, conosciuti anche con l’abbreviazione di AMM.

Come funzionano le liquidity pool?

Il funzionamento delle liquidity pool è relativamente semplice.

I fornitori di liquidità mettono i loro token a disposizione del protocollo in cambio di una ricompensa. Successivamente, chiunque potrà usare quelle cripto a seconda della meccanica del protocollo.

Vediamo il caso di Uniswap.

Trattandosi del DEX più famoso nel panorama DeFi, analizziamo il funzionamento delle liquidity pool di Uniswap.

In Uniswap i fornitori di liquidità depositano una coppia di asset, ad esempio il pair DAI/ETH. Un rapporto di 50/50 è fissato dal protocollo, quindi quando un utente aggiunge 1 ETH a questo pair, deve necessariamente fornire il corrispondente valore in DAI.

Al fine di garantire che il protocollo abbia liquidità permanente, Uniswap utilizza la formula del market maker automatizzato.

Vuol dire che in occasione di uno scambio, l’importo corrisposto dipende dal rapporto tra i due token nella pool (nel nostro caso DAI/ETH).

Da tanto ne discende che, maggiore è l’ordine inoltrato in relazione alla dimensione della pool, peggiore sarà il rapporto di scambio man mano che il rapporto si sposta lungo la curva.

Questo fenomeno si chiama slippage.

Se non è molto chiaro puoi leggere questo articolo riguardante Uniswap. Si affrontano in maniera più approfondita le dinamiche alla sua base e i meccanismi di ribilanciamento delle liquidity pool.

Ovviamente altri protocolli possono usare formule diverse.

Balancer, ad esempio, consente di creare liquidity pool con rapporti diversi dal classico 50/50. Da parte loro, anche i protocolli di prestito utilizzano liquidity pool con un funzionamento relativamente simile.

***


In questo articolo abbiamo condotto una breve analisi sull’essenza e il funzionamento delle liquidity pool, uno degli strumenti più ricorrenti nel panorama DeFi.

Sebbene il concetto stesso non sia particolarmente complicato, nell’ambito della finanza decentralizzata questo modello sta diventando onnipresente e sempre più strutturato.

A partire dalla sua ideazione molti protocolli l’hanno adottato. Tra questi, Uniswap, Balancer, Compound, Pooltogether, Nexus Mutual e molti altri.

Futuri sviluppi porteranno probabilmente alla nascita di nuovi progetti e modalità innovative di utilizzo delle liquidity pool.

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Giuseppe Brogna

Giuseppe Brogna

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Stimolato dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT; matura particolari interessi nella nuova finanza decentralizzata legata alle tecnologie del ledger distribuito.

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Giuseppe Brogna

Giuseppe Brogna

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Stimolato dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT; matura particolari interessi nella nuova finanza decentralizzata legata alle tecnologie del ledger distribuito.

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