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Le 3 categorie di token secondo le linee guide della FINMA

04 Marzo 2018 12:30
Tempo di lettura: 6 min.
04 Marzo 2018 12:30
Giuseppe Brogna

Il 16 febbraio, l’Autorità di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) ha pubblicato una guida pratica che spiega come tratta le domande inerenti all’assoggettamento in riferimento alle initial coin offering (ICO).

Tale intervento rappresenta la risposta alla continua crescita del numero di ICO lanciate da emittenti aventi sede in Svizzera, con sempre più partecipanti al mercato che si rivolgono alla FINMA con domande riguardanti l’applicabilità del diritto dei mercati finanziari e l’esistenza di obblighi di autorizzazione.

I fattori decisivi per la ramificazione del fenomeno delle ICO, risiedono nel forte know-how sviluppato dal Paese d’oltralpe in materia di smart contract, nel quadro normativo svizzero e nell’atteggiamento favorevole da parte delle autorità federali, come ulteriormente dimostrato dalle recenti linee guida che tentano di rendere più chiaro e semplice l’approccio al mercato dei finanziamenti mediante ICO.

Una ICO consente la raccolta di capitale pubblico in forma digitale sulla base della tecnologia blockchain, in particolare a fini imprenditoriali.

In una ICO gli investitori solitamente trasmettono criptovalute – principalmente ether e bitcoin – agli organizzatori della ICO stessa, e ricevono in cambio i c.d. token (in italiano: gettoni).

Considerate “le dinamiche particolari del mercato e la forte domanda in questo settore“, mutuando le stesse parole della FINMA, quest’ultima, lo scorso 16 febbraio, ha pubblicato una guida pratica esplicativa delle modalità di gestione delle domande di assoggettamento relative a questo settore, chiarendo in tal modo la sua precedente comunicazione sulla sorveglianza 04/2017 in materia di ICO.

Muovendo dal presupposto della sussistenza di diverse questioni giuridiche, con riguardo alle quali non esiste né una giurisprudenza pertinente né una dottrina giuridica univoca, in aggiunta alla eterogeneità strutturale dei token e delle ICO, si è ritenuto di non poter fornire valutazioni conclusive di tipo generico-astratte in relazione al diritto applicabile in materia di mercati finanziari.

Pertanto, il metodo da adottarsi è di tipo case-by-case, prendendo in considerazione tutte le circostanze del singolo caso.

In assenza di una classificazione generalmente riconosciuta delle ICO, nonché dei token emessi contestualmente a esse, né in Svizzera né in altri Paesi, la FINMA, sulla scorta di un approccio orientato alla funzione economica, ha individuato tre categorie di token:

  1. token di pagamento (semplici criptovalute);
  2. token di utilizzo (utility token);
  3. token di investimento (security token).
  • TOKEN DI PAGAMENTO:

Secondo la guida pratica della FINMA, le “semplici criptovalute” (o “token di pagamento”) includono i token che sono accettati come mezzo di pagamento per l’acquisto di beni o servizi, in fatto o secondo l’intenzione dell’organizzatore, o che devono essere utilizzati per la trasmissione di fondi e valori.

Pertanto, le “semplici criptovalute”, per essere considerate tali, non devono conferire diritti nei confronti dell’emittente.

In altre parole, sono semplicemente un mezzo di pagamento o di scambio (digitale), sicché l’esempio paradigmatico di “token di pagamento” non può che essere bitcoin (BTC).

La FINMA ha confermato che non tratta questi “token di pagamento” come security, a differenza di altre giurisdizioni e in conformità, in particolare, con la relazione del Consiglio federale del 25 giugno 2014 sulle valute virtuali.

La ragione risiede nel fatto che i “token di pagamento” sono concepiti come mezzi di pagamento, e che per la loro funzione economica non presentano analogie con i valori mobiliari tradizionali, salvo una futura diversa classificazione in termini di valori mobiliari da parte della giurisprudenza o del legislatore.

Sennonché la loro emissione dalla Svizzera o il loro scambio su base professionale – da una piattaforma gestita dalla Svizzera -, sottopone rispettivamente l’emittente e il gestore della piattaforma ai requisiti della Legge sul riciclaggio di denaro (LRD).

Infatti, nel momento in cui i token possono essere trasferiti tecnicamente su un’infrastruttura blockchain, una ICO di “token di pagamento” costituisce un’emissione di mezzi di pagamento sottoposta all’obbligo di assoggettamento.

Tuttavia, inoltre, nel caso di un “token di pagamento” che non esiste ancora, quindi nelle ipotesi c.d. di “prefinanziamento” o “prevendita”, la FINMA lo considera come una security, a condizione che i diritti valori siano standardizzati e idonei a essere negoziati su vasta scala.

  • TOKEN DI UTILIZZO:

Per quanto riguarda i “token di utilizzo”, la FINMA conferma che non li qualifica come security, a condizione che conferiscano solo un diritto di accesso a un utilizzo o servizio digitale su blockchain, e che possano essere utilizzati soltanto a questo scopo.

D’altra parte, in tutti i casi in cui la funzione economica di investimento sussiste, totalmente o parzialmente, la FINMA li tratta come security (“token ibrido”).

Ciò in quanto, in questo caso, l’adempimento materiale del diritto di accesso all’utilizzazione o al servizio digitale passa in secondo piano, e rileva il riferimento al mercato dei capitali tipico dei valori mobiliari.

Inoltre, alla stessa stregua dei “token di pagamento”, nel caso di “prefinanziamento” di un “token di utilizzo” che non esiste ancora, o “prevendita”, la FINMA ritiene che si tratta di una security, sempre a condizione che i diritti valori siano standardizzati e idonei a essere negoziati su vasta scala.

Un esempio di “token di utilizzo” potrebbe essere Golem (GNT), che serve per usufruire della piattaforma del “supercomputer” decentralizzato.

  • TOKEN DI INVESTIMENTO:

Per quanto riguarda i “token di investimento”, la FINMA li considera in tutta logica come security.

Si tratta di token rappresentativi di valori patrimoniali, come un credito ai sensi del diritto delle obbligazioni nei confronti dell’emittente, oppure un diritto sociale ai sensi del diritto societario: obbligazioni, azioni, strumenti finanziari derivati ecc.

Si pensi, ad esempio, al token di Bankera (BNK), molto simile a un titolo azionario, giacché darebbe ai suoi possessori una percentuale dei profitti di Bankera, in aggiunta alla possibilità di rivenderlo.

Con riguardo a questa categoria, la FINMA chiarisce quando una ICO può essere assimilata alle attività che richiedono l’assoggettamento agli obblighi di autorizzazione e vigilanza (come nel caso dei token assimilabili ai derivati finanziari), in aggiunta all’indicazione della possibilità dell’obbligo di pubblicazione di un prospetto, ai sensi del Codice delle obbligazioni, per l’emissione di azioni e obbligazioni.

In definitiva, la FINMA fornisce un elenco preciso delle informazioni minime da fornire come parte di una domanda di assoggettamento (o domanda di conferma di non assoggettamento) relativa alle ICO, allo scopo di valutare in via preventiva gli obblighi cui si è sottoposti e gli adempimenti da espletare.

La Svizzera è attualmente una delle giurisdizioni preferite dalle società che cercano di ottenere capitali tramite ICO, o emettere token per altri scopi.

Diverse associazioni e gruppi di lavoro sono stati recentemente costituiti a seguito di questo entusiasmo internazionale per la Svizzera da parte degli emittenti di token, tant’è che la FINMA ha affermato di sostenere il gruppo di lavoro sulla tecnologia blockchain e ICO della Confederazione.

Data la forte domanda in Svizzera relativa alle ICO, è stata accolta con favore la pubblicazione da parte della FINMA di una guida pratica sulle ICO, che è destinata a promuovere ulteriormente il fenomeno, e ad attrarre capitali in un Paese che si appresta ad affermarsi definitivamente come la Silicon Valley, rectius “Crypto Valley” del mondo blockchain.

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BlockchainNuove ICO


Giuseppe Brogna

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Stimolato dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT; matura particolari interessi nella nuova finanza hitech legata alle tecnologie del ledger distribuito.


  1. ha commentato:

    Buongiorno, rappresento una start up nel settore dell’energia, con brevetti e macchinari straordinariamente innovativi, per la quale devo curare il lancio di una ICO con cessione di security token. Qualche consiglio sulle professionalità individuali o società che forniscano un progetto adeguato?
    Inoltre si può progettare e lanciare un ICO dalla Svizzera, avendo sede legale in altro Paese europeo?
    Grazie

    • ha commentato

      Per lanciare ICO sottoposta a normativa svizzera, immagino che la società debba essere registrata in quel paese. In ambito di offerta di STO, in Svizzera si stanno muovendo e sono molto avanti rispetto al nostro paese.

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