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Nuovo scenario per Mt.Gox: riabilitazione civile

22 Giugno 2018 23:41
Tempo di lettura: 2 min.
22 Giugno 2018 23:41
Giuseppe Brogna

Secondo una recente decisione dell’autorità giudiziaria, i creditori della piattaforma di scambio Mt.Gox avranno la possibilità di recuperare i loro fondi in bitcoin a metà del 2019, esattamente come era loro consentito prima che la piattaforma venisse hackerata.

In un articolo pubblicato sul suo sito web, è stato annunciato che la Corte Distrettuale di Tokyo avrebbe approvato una richiesta di ritirare l’accusa di bancarotta con rilevanza penale e ammettere la riabilitazione civile.

È anche segnalato che la continuazione del processo è prevista per l’inizio del 2019.

Nel 2014 Mt.Gox ha subito un hack della sua piattaforma, con sottrazione di criptovalute per oltre 473 milioni di dollari di controvalore dell’epoca. Si è trattato del più grande furto mai subito sino ad ora da un exchange.

A seguito dell’attacco, la società non rivelò immediatamente di aver subito la sottrazione di criptovalute, gestendo la propria attività in regime di riserva frazionaria.

L’exchange divenne presto insolvente, e costretto a dichiarare bancarotta dinanzi alle autorità del Giappone (Paese della sede legale).

La società era stata in bancarotta penale, ciò che avrebbe comportato il rimborso dei creditori attraverso moneta fiat in ragione del cambio del momento.

Tuttavia, grazie agli sforzi delle autorità, è stato possibile recuperare 200.000 bitcoin, che sono stati poi affidati all’amministratore fiduciario Nobuaki Kobayashi.

Quindi, fino ad oggi, e considerando il rapporto di cambio dell’epoca che era di circa 480 milioni di dollari, le attività si sono notevolmente apprezzate, malgrado le ultime cadute che il mercato ha avuto.

In particolare, l’ex amministratore delegato, Mark Karpeles, è stato anche accusato di appropriazione indebita e manipolazione di dati, ma avrebbe ricevuto i fondi rimanenti, lasciandolo con una considerevole somma di denaro a seguito dell’apprezzamento del prezzo di bitcoin.

Nonostante questo, nelle sue dichiarazioni ha chiarito che non si aspettava di ricevere alcun tipo di fondi attraverso il fallimento, e che farà in modo che ciò non accada.

Con l’approvazione della richiesta di gestione del caso dinanzi al giudice civile, v’è una maggiore gamma di possibilità di risarcimento per gli utenti vittime dell’insolvenza, i quali dovranno parimenti presentare la domanda di reclamo entro il 22 ottobre.

Questa situazione lascia aperte le porte ai creditori per ricevere i loro fondi direttamente in criptovalute.

Tuttavia, sarà necessario attendere il tipo di piano di riabilitazione che verrà stabilito durante il prossimo iter giudiziario.

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Giuseppe Brogna

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Stimolato dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT; matura particolari interessi nella nuova finanza decentralizzata legata alle tecnologie del ledger distribuito.


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