Home » Blockchain » Il “mistero” dell’indirizzo di genesi di Ethereum: perché contiene oltre $500 milioni di token?

Il “mistero” dell’indirizzo di genesi di Ethereum: perché contiene oltre $500 milioni di token?

Tempo di lettura: 3 min.
08 marzo 2018 12:30
Giuseppe Brogna

Condividi

È uno dei più facoltosi indirizzi di Ethereum esistenti – in parte volutamente, in parte per sbaglio.

È un indirizzo ricco, che contiene precisamente $547,311,316.09 di token ERC20, al momento in cui è stato scritto l’articolo.

Nell’account, circa $6 milioni sono ether, mentre il resto sono altcoin.

L’indirizzo è 0x0000000000000000000000000000000000000000, il primo indirizzo di Ethereum, e ci sono diverse ragioni per cui i fondi confluiscono in esso, sia di carattere intenzionale che accidentale.

Solo il proprietario dell’indirizzo potrebbe restituirli, e sembra che non ce ne sia uno. Ciò significa che, per quanto se ne sappia, i token che giungono a questo indirizzo non torneranno mai indietro.

Motivi di carattere intenzionale

Non è possibile dire con certezza in che misura il valore incluso in questo account sia stato inviato lì appositamente e quanto sia stato inviato per errore. Ma il grosso di esso potrebbe essere stato inviato lì deliberatamente. Ci sono due ragioni principali per cui qualcuno potrebbe farlo.

La prima ragione è data dalla distruzione dei token (c.d. burning). Questo si verifica quando un sistema brucia deliberatamente i propri token per eliminarli dalla circolazione.

Ciò potrebbe essere compiuto per costruire un sistema deflazionistico, per assicurare alla comunità di esso dedizione o per stabilizzare i prezzi attraverso la rimozione, permanente e dimostrabile, dei token dalla circolazione.

La Binance Coin (BNB), ad esempio, è impostata per burn regolari, volti a rimuovere i token dalla circolazione nel tempo, con il 20% della supply pubblica totale che viene riacquistata, se necessario, e distrutta nel corso di cinque anni.

Bruciare i token inviandoli all’indirizzo di genesi di Ethereum rappresenta una scelta popolare, perché può essere facilmente realizzato, facilmente provato e porta un pò di valore simbolico.

Il valore simbolico è un’altra ragione per cui le persone potrebbero inviare i loro token all’indirizzo.

La stessa cosa sta accadendo all’indirizzo Bitcoin originario di Satoshi. Nel corso degli anni, il suo valore è passato da 50 bitcoin a circa 67 bitcoin, per lo più sotto forma di oltre un migliaio di piccole donazioni.

Proprio come l’indirizzo genesi di Ethereum, le monete inviate qui non potranno più essere spostate, a meno che il misterioso proprietario del wallet decida di farlo.

Si pensa che le persone stiano bruciando piccole quantità dei propri bitcoin e ethereum, inviandole agli indirizzi di genesi, come forma di tributo.

Motivi di carattere accidentale

Un sacco di monete finiscono anche lì per caso.

Il motivo principale potrebbe essere dovuto al fatto che alcuni wallet sono impostati su questo indirizzo, se le transazioni vengono inviate senza alcun destinatario specificato.

Nel luglio 2016, qualcuno ha detto di aver spedito accidentalmente a quell’indirizzo i propri risparmi in criptovalute, di 1493.00 ether, che ora valgono circa 1,25 milioni di dollari.

E grazie alla magia della blockchain, si può confermare la verità di quanto affermato.

Tali utenti non sono gli unici a farlo, e nel corso degli anni questo indirizzo ha accumulato molti fondi, derivanti da tanti utenti sconcertati.

A meno che il proprietario dell’indirizzo salti fuori, l’unico modo per recuperare i fondi risiede nell’accettazione da parte della community di cambiare il network stesso. Ma le probabilità che ciò accada sono praticamente pari a zero.

Il problema dell’errore umano che causa la perdita permanente dei fondi, è una questione di lunga durata in Ethereum, ma l’approccio più vicino ad una soluzione, finora, è dato dalla gente che si dice a vicenda di essere più cauti.

Fonte: finder

Clicca qui per accedere alla guida gratuita su come comprare, vendere, trasferire e conservare in sicurezza gli Ether.

Condividi
  • 12
    Shares

CATEGORIE:

Blockchain


Giuseppe Brogna

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, ma da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Attratto dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT per poi sposarne pienamente la causa.


  1. ha commentato:

    la prima regola dell’informatica recita : Merd-In , Merd-Out …
    ovvero metti merda in Input e troverai merda in Output…
    per quel che mi riguarda buttare soldi veri e sudati risparmi in un computer che non si sa dove si trova né da chi è gestito chi c’è dietro e con una complessità gestionale dietro che non è esattamente alla portata di tutti perché non mi direte che un articolo come questo è comprensibile alla maggioranza delle persone che pur armate di buona volontà come me se lo sono letti fino in fondo… ebbene a mio modesto parere buttare sudati risparmi di una vita in un marchingegno del genere con tutto quel che c’è da sapere e i rischi che ci stanno dietro è semplicemente una roba da malati di mente!
    Se proprio volete buttare soldi dalla finestra ci sono ancora i Casinò le Escort e molti altri vizi dove se non altro almeno ti diverti un po’ …. farsi fottere soldi senza nemmeno sapere il perché e dove li hai buttati non lo trovo uno sport molto attraente.
    Cordiali Saluti

    • ha commentato

      A cosa ti riferisci?

    • ha commentato:

      Ciao Virginio, quando scrivi

      “per quel che mi riguarda buttare soldi veri e sudati risparmi in un computer che non si sa dove si trova né da chi è gestito chi c’è dietro”

      palesi una totale disinformazione riguardo il mondo delle blockchain. Anch’io ti consiglio di non investire, non tanto perché sia una tecnologia che sparirà, quanto – piuttosto – perché è molto rischioso mettere soldi in qualcosa che non si studia e/o capisce.

      In bocca al lupo,
      Emanuele

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi questo articolo

Invia questo articolo ad un amico