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Petro ICO su Ethereum: una blockchain non decentralizzata

19 Gennaio 2018 07:30
Tempo di lettura: 2 min.
19 Gennaio 2018 07:30
Giuseppe Brogna

Secondo il draft del Petro (PTR), a cui Criptonoticias ha avuto accesso, la valuta digitale sostenuta dal governo venezuelano sarà emessa attraverso una Initial Coin Offering (ICO) utilizzando i token e gli smart contract di Ethereum, al fine di facilitare la sua implementazione.

Una volta superata la fase di raccolta, i token verranno fatti migrare su una blockchain, gestita dallo Stato venezuelano, che prenderà corpo da un hard fork dell’attuale criptovaluta Decred.

Il documento, nel quale sono dettagliate tutte le specifiche del progetto, riporta che il Petro sarà inizialmente un ERC-20 basato su Ethereum, per poi essere indirizzato verso una piattaforma blockchain Decred forkata, con futura integrazione con Counterparty.

Secondo il summenzionato draft, verrà creata la rete Petro per dare maggiore flessibilità alla criptovaluta e per governarla in una forma migliore: “Una rete particolare per il Petro attenua le barriere di implementazione e utilizzo rispetto a token come l’ERC20, consentendo sicurezza delle transazioni attraverso un modello permissioned“.

Il testo suggerisce anche che la rete di Petro sarà protetta e otterrà il consenso con un meccanismo di “Prueba de Participación” con nodi federati, molto simile a quello utilizzato dalla criptovaluta di Lisk. Quindi senza proof of work, come la blockchain di Bitcoin, cioè senza mining.

A tale proposito, il draft specifica che “La rete Petro sarà sviluppata partendo dal codice sorgente di una criptovaluta preesistente, con variazioni specifiche per rendere non necessario l’incentivo al mining (POW), ridurre le commissioni di transazione e aumentare la velocità di conferma.

La ragione per la quale il team svilupperà partendo da un hard fork del codice di Decred, per avviare la rete Petro, consiste nel fatto che tale blockchain consente di stabilire politiche di governance.

Per quanto riguarda la generazione dei blocchi, il testo afferma che “non sono minati attraverso il lavoro di elaborazione, ma sono firmati da una serie di nodi che regolano il flusso dei blocchi. Questi nodi sono chiamati nodi federati e sono responsabili della convalida delle transazioni e della generazione dei blocchi.”

Il progetto prevede, inoltre, che la rete Petro sia in grado di sviluppare token e smart contract sulla base di “una soluzione esistente chiamata Counterparty”, che permetterà la creazione di token per favorire la ricchezza venezuelana mediante la realizzazione di più strumenti garantiti, così come promuovere altre iniziative locali o di Paesi emergenti che desiderano partecipare a questo rivoluzionario sviluppo tecnologico “.

Il lancio della rete Petro dovrebbe essere programmato per aprile di quest’anno, mentre l’integrazione con Counterparty avverrà nel mese di luglio.

Fonte: Criptonoticias

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Giuseppe Brogna

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Stimolato dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT; matura particolari interessi nella nuova finanza hitech legata alle tecnologie del ledger distribuito.


  1. ha commentato:

    francamente non ci ho capito niente su questa ICO: la sottoscrizione è cominciata, comincerà in futuro o è già chiusa, come sembrerebbe da https://foundico.com/ico/petro.html

    • ha commentato

      Ciao. Purtroppo non ho informazioni su questi aspetti, poichè lo lo scopo dell’articolo non era quello di promuovere e farvi partecipare alla ICO.
      Si voleva porre l’accento sull’utilizzo (distorto) della blockchain per dar vita a una (pseudo)criptovaluta controllata e gestita da un regime.
      Dunque, nulla di cui possa interessarci nel merito.

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