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Plasma Cash: l’asso nella manica di Vitalik per la scalabilità e la sicurezza

12 marzo 2018 00:03
Tempo di lettura: 5 min.
12 marzo 2018 00:03
Giuseppe Brogna

Plasma Cash è una brillante idea introdotta in questi giorni da Vitalik Buterin, che potrebbe migliorare sensibilmente sia la scalabilità che la sicurezza della blockchain.

Il progetto da poco presentato, consiste in un aggiornamento di quello che a sua volta è un upgrade di Ethereum: Plasma.

Plasma è stato ideato per migliorare la scalabilità di Ethereum, tant’è che dai test effettuati ha consentito di stimare la fattibilità di circa 5000 transazioni al secondo, rispetto alle attuali 30 TPS che la blockchain di Ethereum riesce a sostenere.

Tuttavia, per come originariamente pensato, Plasma presenta degli inconvenienti dal punto di vista della gestibilità da parte degli utenti.

Nell’agosto 2017 è stata pubblicato un draft, riguardante l’upgrade di cui si discorre, con il titolo “Plasma: Scalable Autonomous Smart Contract“.

È stato pubblicato da Buterin e Joseph Poon, lo sviluppatore di Lightning Network. Per certi versi, Plasma è simile a Lightning Network.

Tale tecnologia consente di effettuare transazioni off-chain, utilizzando la blockchain solo come settlement layer, quindi per garantire un ultimo grado di sicurezza.

Si tratta di un sistema di blockchainfiglie“, create attraverso una serie di smart contract, subordinate alla blockchain principale (c.d. root blockchain).

La scalabilità attraverso l’utilizzo di blockchain figlie, nonché la riduzione dei costi di transazione, è dovuta al fatto che le operazioni compiute non devono essere replicate sulla blockchain principale.

Le blockchain Plasma non condividono i dati delle transazioni con la chain principale, solo l’hash creato da molte transazioni pre-raccolte. Se è presentato un blocco fraudolento, viene restituito dalla blockchain radice, con penalizzazione del creatore del blocco.

In questo modo una quantità incredibilmente elevata di transazioni può essere affidata alla chain Plasma, con dati minimi che impattano sulla blockchain principale.

Tuttavia, il limite di Plasma è che apre le porte a una scalabilità comunque limitata. Ricordiamo che Ethereum si prefigge l’obiettivo di diventare “the world computer“, il framework di base sul quale faranno perno tutte le attività – sociali, economiche, politiche ecc. – decentralizzate in forma digitale.

Un altro inconveniente risiede nel fatto che gli utenti dovrebbero scaricare tutti i blocchi di Plasma, un ulteriore spreco di risorse e tempo.

Pertanto, durante il suo speech alla Ethereum Community Conference (ECC) a Parigi, venerdì 9 marzo, Vitalik ha introdotto Plasma Cash, sviluppato da lui stesso, insieme a Dona Robinson e Karl Floersch. Plasma Cash potrebbe rappresentare l’espediente per far fronte ai suesposti problemi, secondo Vitalik.

L’idea portata sul piatto da Vitalik, consiste in un programma in cui ogni deposito crea una nuova moneta con un ID univoco. La moneta sarà unica, rappresenterà l’importo del deposito e non sarà fungibile.

L’esempio preso in considerazione da Vitalik per spiegare il modello Plasma Cash, è quello di un utente che deposita una certa quantità di ether in un exchange di criptovalute, o qualche altro servizio di terze parti. In quel momento verrebbe generata anche una moneta Plasma, del medesimo valore di ether e con un ID unico, impossibile da sommare o suddividere.

Quella moneta sarà anche identificata dalla sua posizione nella chain, in modo che qualsiasi attività che riguarda una specifica moneta possa apparire solo in quel punto del programma.

Quindi, il vantaggio principale è in termini di riduzione dei dati che i client devono scaricare: non sarà più necessario il download di tutti i blocchi Plasma, ma sarà sufficiente avere riguardo solo alla posizione della specifica moneta che è rilevante in quel momento per un determinato client, con conseguente alleggerimento dell’attività di elaborazione.

Gli utenti saranno dispensati dal conoscere le migliaia di transazioni che avvengono, in ogni momento, nella blockchain. Dovranno tener conto solo della loro transazione e della storia dei token coinvolti in ciò che intendono fare.

L’unico elemento che gli utenti dovranno avere Con Plasma Cash, saranno i dati di prova della cronologia delle loro monete nel Merkle tree, e nulla più.

In termini di sicurezza, il fatto che ogni moneta sia per definizione correlata a un utente specifico, può costituire un antidoto ai consueti eventi di furto che incancreniscono il sistema delle criptovalute.

Infatti, i tentativi di rubare monete sono tentativi di prendere denaro da individui specifici, laddove quella persona specifica ha l’abilità e, soprattutto, la necessità e voglia di reclamare le sue monete.

Vitalik ha preso in considerazione una serie di possibili modi di truffare il sistema, dimostrando che l’uscita dal sistema con una moneta che non si possiede, è vanificata dal fatto che è nell’interesse del legittimo proprietario di quella moneta impedire che ciò accada. Il proprietario della moneta disporrà della prova della cronologia della moneta, che potrà essere usata per arrestare l’uscita.

E, la cosa più importante, gli utenti saranno in grado di uscire con i loro soldi, non importa dove siano: indipendentemente da ciò che accade nell’exchange, gli utenti possono gestire i loro soldi attraverso la procedura di uscita di Plasma, che consente di riottenerne il possesso.

La visione di Vitalik è che, piuttosto che avere a che fare direttamente con i fondi degli utenti, gli exchange potrebbero fornire funzionalità di order book e assicurare le perdite attraverso i contratti Plasma.

L’idea di Plasma Cash deve ancora essere sottoposta a test. Comunque, secondo Vitalik, questo sistema potrebbe avere una serie di importanti casi d’uso, come appunto la protezione degli exchange da hack su larga scala.

Alla Ethereum Community Conference di Parigi, EtherEvolution era presente per testimoniare in prima persona gli ultimi sviluppi di quella che è la più grande rivoluzione dei nostri tempi.

Ciò che è emerso, ancora una volta, è l’incredibile dinamismo e la capacità adattiva dei principali attori di Ethereum, che stanno rendendo tale blockchain quella più prossima a un reale utilizzo di massa.

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Codice e sviluppo


Giuseppe Brogna

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Stimolato dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT; matura particolari interessi nella nuova finanza hitech legata alle tecnologie del ledger distribuito.


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