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Polkadot e Ethereum a confrontoTempo di lettura: 8 min.

Gavin Wood ha contributo alla realizzazione di Ethereum e poi ha partorito l'idea di Polkadot. Stesso padre, idee diverse: cosa è Polkadot e in cosa differisce da Ethereum?

Il tanto atteso progetto Polkadot è approdato finalmente sulla mainnet (la rete principale, diversa da quella di test) qualche giorno fa.

Spesso è stato indicato e descritto come “concorrente di Ethereum”.

A tale riguardo, è utile un’analisi comparativa per individuare le similitudini e le diversità dei due progetti, sia negli obiettivi che sul piano architetturale.

Che il fondatore di Polkadot sia Gavin Wood, non è proprio un dettaglio.

Il programmatore britannico Gavin Wood è anche co-fondatore di Ethereumm, nonché autore del Yellow Paper (le specifiche tecniche del protocollo Ethereum).

Ha poi fondato Parity Technologies, per sviluppare l’infrastruttura blockchain di base per Ethereum e altre reti Web3.

Nel tempo l’attenzione di Gavin Wood è andata oltre le semplici criptovalute. Si è focalizzato principalmente sull’infrastruttura blockchain per decentralizzare il web.

Nel corso dello sviluppo del client Parity, in attesa del rilascio di una nuova specifica di Ethereum che includesse lo sharding, Gavin Wood ha iniziato a meditare sull’idea di Polkatot per rendere interoperabili le blockchain.

Dopo mesi di elaborazione, il protocollo Polkadot è stato presentato nel 2017 con l’obiettivo di decentralizzare il web e dar vita a un “Internet consensuale”.

Ma nella sostanza, cos’è Polkadot?

Visioni e finalità differenti

Polkadot è una blockchain di tipo “sharded”, il che significa che collega diverse chain in una rete unificata, consentendo loro di eseguire transazioni in parallelo e di scambiarsi i dati quando necessario.

Polkadot e Ethereum sono progetti che ad alto livello si sovrappongono solo parzialmente.

Ethereum è una piattaforma per l’operatività di smart contract, o pezzi di codice che eseguono logiche e aggiornano di conseguenza lo stato dell’unica blockchain Ethereum.

Polkadot mira a fornire agli sviluppatori un framework per la creazione della propria specifica blockchain, con la possibilità di collegarla con le altre blockchain dell’ecosistema.

Sia Ethereum che Polkadot mirano a creare un ambiente in cui gli sviluppatori possano realizzare applicazioni decentralizzate. Entrambe le piattaforme includono funzionalità di smart contract, basate su Solidity per Ethereum e Ink! per Polkadot.

Ma la principale differenza tra Polkadot e Ethereum risiede negli obiettivi per cui sono progettati.

Ethereum mira a essere una piattaforma per la finanza decentralizzata e l’esecuzione di smart contract. Polkadot si prefigge l’obiettivo di facilitare gli sviluppatori nel costruire intere blockchain e integrarle tra loro.

Differenze di design

Se si guarda all’architettura blockchain, emergono evidenti diversità tra Polkadot e l’attuale blockchain Ethereum 1.x.

Ethereum 1.x è una blockchain singola, che consente agli sviluppatori di estendere le sue funzionalità tramite il deploy di pezzi di codice chiamati smart contract.

Polkadot, come descritto nel whitepaper, è una rete blockchain completamente espandibile e scalabile, che fornisce sicurezza e interoperabilità attraverso la condivisione dello stato.

Su Ethereum, gli sviluppatori scrivono smart contract che si eseguono su una singola virtual machine. Con Polkadot gli sviluppatori scrivono la loro logica in singole blockchain, in cui l’interfaccia è parte della funzione di transizione di stato della blockchain stessa.

L’ambizione di Ethereum è di evolvere in una nuova blockchain per favorire la scalabilità. A quel punto, sia Polkadot che Ethereum 2.0 saranno protocolli blockchain basati su sharding.

Utilizzare sharding vuol dire offrire scalabilità eseguendo transazioni attraverso chain separate (dette shard), fornendo un protocollo per inviare messaggi tra gli shard.

Gli shard di Ethereum 2.0 avranno tutti la stessa funzione di transizione dello stato, le regole che governano come la blockchain può cambiare stato con ogni blocco.

Gli smart contract esisteranno su un singolo shard (potranno inviare messaggi asincroni tra shards) e otterranno scalabilità grazie all’esecuzione degli shards in parallelo.

Allo stesso modo, in Polkadot, ogni shard ospita la logica di base, gli shards vengono eseguiti in parallelo e Polkadot può inviare messaggi asincroni tra gli shards.

Ma ogni shard nel protocollo ha la sua propria funzione di transizione di stato.

La chain principale di Ethereum 2.0 si chiama Beacon Chain. Svolgerà principalmente la funzione di generazione di numeri casuali per il PoS e di attestazione sulla disponibilità dei dati degli shards.

Ogni shard in Ethereum 2.0 è semplicemente una blockchain con l’interfaccia eWasm. Lo shard invia dei “crosslink” alla Beacon Chain, che contengono le informazioni per finalizzare i dati dello shard.

Anche Polkadot ha una chain principale, chiamata Relay Chain, nonché una serie di shards che assumono il nome di parachains.

Le parachains non sono limitate a un’unica interfaccia, come eWasm.

Possono definire la propria logica e la propria interfaccia, purché forniscano la propria funzione di transizione di stato ai validatori della Relay Chain che devono eseguirla.

Gli shards in Ethereum 2.0 avranno accesso ai rispettivi stati tramite i crosslinks e le prove di stato.

Gli shard pubblicano un crosslink sulla Beacon Chain per ogni blocco, il che significa che gli shards potrebbero contenere una logica che venga eseguita sulla base di una prova di una transazione su un altro shard.

Polkadot utilizza un protocollo (XCMP) per consentire alle parachains di scambiarsi messaggi arbitrari.

Se le due parachain hanno dei full node in comune, possono parlarsi tramite i full node. In caso contrario, i validatori della Relay Chain gestiranno la consegna dei messaggi.

Per quanto riguarda la governance, per prendere decisioni sul protocollo, Ethereum sfrutta procedure di governance informale off-chain, come discussioni su Github, chiamate tra i core developers ed Ethereum Magicians.

Polkadot utilizza la governance on-chain, con un sistema multicamerale.

Esistono diverse modalità per far passare le proposte, ad esempio attraverso il Consiglio on-chain, un Comitato Tecnico o attraverso il pubblico.

Conclusioni

Il punto di forza di Ethereum è il suo ampio e consolidato ecosistema di sviluppatori, utenti e business, compreso il suo ricco set di strumenti per sviluppatori, tutorial, ecc.

Ethereum gode già di un significativo effetto network dall’ecosistema che si è creato, che lo rende di fatto la piattaforma per smart contract su cui sviluppare.

Gli standard di Ethereum in molti casi diventano standard di settore, come ERC20.

Il valore della rete Ethereum è altrettanto significativo, avendo acquisito un elevato grado di sicurezza economica basata sul valore del token nativo ether.

La DeFi, che è uno dei settori della blockchain con maggiore attrazione per gli sviluppatori, è in gran parte costruita su Ethereum.

Sfrutta la “componibilità” tra i diversi smart contract di Ethereum, che possono chiamarsi l’un l’altro nella singola virtual machine che muove Ethereum.

Il grande ostacolo per Ethereum resta la scalabilità.

Qualche anno fa, la dApp CryptoKitties ha dimostrato che il successo virale di una singola applicazione può letteralmente bloccare la rete.

Ethereum 2.0 punta a risolvere i limiti di performance, ma sulla base di una lunga roadmap pluriennale e con tutti i rischi connessi a una complessa e profonda azione di “ristrutturazione”.

L’aspetto interessante di Polkadot risiede nella sua adattabilità. Utilizza Substrate, che è un framework di sviluppo per la creazione di blockchain compatibili con Polkadot.

Offre diversi livelli di astrazione in base alle esigenze degli sviluppatori, riducendo drasticamente il tempo, l’energia e i soldi necessari per creare una nuova blockchain.

Si attribuisce agli sviluppatori di nuove blockchain pieno controllo sul consenso, gli aspetti economici, le regole di transizione dello stato della blockchain, aspetti che generalmente non è possibile modificare su una piattaforma per smart contract standard.

Ma la grande montagna che Polkadot è tenuto a scalare si chiama adozione.

Ethereum ricopre una posizione dominante e dispone della più grande comunità di sviluppatori di qualsiasi piattaforma orientata agli sviluppatori.

Ci sono tra l’altro molte nuove piattaforme in arrivo sul mercato, che stanno cercando di competere con Ethereum e accaparrarsi gli sviluppatori blockchain.

Siamo in una situazione paradossale, in cui esistono più piattaforme per sviluppatori di quanti sviluppatori ci siano per supportarle e sviluppare su di esse.

La vera sfida per Polkadot è di riuscire a ottenere popolarità e costruire un ecosistema e una comunità di sviluppatori sufficientemente grandi, in modo che possa iniziare a diffondersi l’effetto network della sua architettura.

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Giuseppe Brogna

Giuseppe Brogna

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Stimolato dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT; matura particolari interessi nella nuova finanza decentralizzata legata alle tecnologie del ledger distribuito.

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Giuseppe Brogna

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Stimolato dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT; matura particolari interessi nella nuova finanza decentralizzata legata alle tecnologie del ledger distribuito.

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