Home » Blockchain » Quello che non vogliono farti capire delle criptovalute

Quello che non vogliono farti capire delle criptovalute

Tempo di lettura: 9 min.
10 luglio 2018 20:30
Giuseppe Brogna

Condividi

Le criptovalute hanno il pregio di raggiungere continuamente nuovi “all time highs”. No, non ci si riferisce al prezzo, per il quale la strada è più tortuosa.

Il discorso è rivolto al costante aumento del numero di detrattori.

Haters gonna hate

I c.d. haters, con le loro dichiarazioni sfornite di argomentazioni, ma corroborate unicamente dalla presunta autorevolezza di chi si pronuncia, non fanno altro che fuorviare la massa.

Molti danno per assolutamente scontato ciò che ascoltano, perché.. “tanto l’ha detto Bill Gates, Warren Buffet ecc.

Di recente, anche Jordan Belfort – meglio noto come “The Wolf of Wall Street” – ci è andato giù pesante contro le criptovalute, in particolare bitcoin.

Egli parla de “la più grande teoria degli sciocchi” (Great Fools Theory).

In altre parole, il prezzo delle criptovalute non crescerebbe in ragione del loro valore intrinseco, bensì solo per via delle credenze e aspettative irrazionali del mercato.

Beh, d’altronde lo afferma uno del mestiere, colui che ha truffato migliaia di persone ingannandole sul reale valore delle azioni vendute, nonché sul livello di rischio degli investimenti riguardanti le misere penny stock.

Ma Belfort non è il solo. Sono noti i meno recenti interventi sul tema da parte di Bill Gates, Warren Buffet e altri.

Gli argomenti denigratori sono sempre gli stessi. Si afferma che le criptovalute “non producono nulla“, oppure che “non hanno alcun valore intrinseco“.

In poche parole, il messaggio che si vuol far passare è “questa sorta di gettoni virtuali non si basano su nulla, quindi sbarazzatevene perché non c’è alcun motivo al mondo per cui dovrebbero acquisire valore.”

Per non parlare di PhD e professoroni universitari, secondo i quali è errato percepire i problemi del denaro stesso come causa delle economie malate.

In altre parole, i cicliMovimenti dei prezzi composti da un rialzo (fase iniziale) e da un ribasso (fase finale). Alla la fine di un ciclo ne inizia un altro composto dalle solite 2 fasi. di espansioni e frenate sarebbero eventi del tutto naturali, e l’attuale sistema finanziario sarebbe il migliore dei sistemi possibili.

Dinanzi a certe prese di posizione, ciò che fa adirare non è la (neppure tanto) velata intenzione di difendere lo status quo, bensì di farlo ignorando o travisando le caratteristiche fondamentali delle criptovalute.

Ora, si può comprendere che i tecnicismi che sottendono il funzionamento del Peer- to-Peer Electronic Cash System non siano di agevole comprensione, ma la sua ispirazione lo è.

Vediamolo più nel dettaglio.

Mancanza di valore intrinseco

Come già anticipato, una delle critiche più ricorrenti è quella riguardante la “mancanza di valore intrinseco”.

La verità è che nulla a questo mondo ha valore intrinseco, se non quello che gli attribuiamo noi soggettivamente (valore intrinseco soggettivo).

Di valore intrinseco si potrebbe parlare con riguardo a un’entità divina, che avrebbe valore in quanto tale, indipendentemente dalle leggi di mercato.

Ma con riguardo a un bene, il valore è determinato unicamente sul mercato attraverso l’incontro tra domanda e offerta.

Ciò nonostante, se proprio si volesse attribuire un valore alle criptovalute, queste ultime presentano una caratteristica fondamentale, che non è riscontrabile nella valuta a corso legale.

Il riferimento è a tutta la potenza di calcolo (l’energia elettrica) impiegata per mantenere la sicurezza della rete. Il valore di una criptovaluta risiede nella forza della matematica e nell’immutabilità della sua blockchainUna blockchain è un registro condiviso in cui le transazioni vengono registrate in modo permanente mediante l’aggiunta di elementi alla catena di blocchi. La blockchain funge da record storico di tutte le transazioni che si sono verificate, dal blocco di genesi all’ultimo blocco, da cui il nome blockchain (catena di blocchi)..

Nel caso di una valuta a corso legale non si ha controllo di niente, né certezza di immutabilità. Con una criptovaluta non bisogna fidarsi di nessuno, è sufficiente verificare.

Don’t trust, verify! È questa la sua vera forza.

Creazione dal nulla

Un’altra, dura, critica mossa alle criptovalute è quella riguardante la “creazione dal nulla”.

Invero, è la valuta a corso legale a essere creata dal nulla, laddove non può dirsi lo stesso, quantomeno negli stessi termini, per una criptovaluta.

Innanzitutto, la creazione avviene in seguito all’attività di mining – esecuzione della proof of work (la prova del lavoro) -, sulla base di regole “hard coded” conosciute a priori.

Ma, inoltre, una criptovaluta come bitcoin è già ampiamente accettata come mezzo di scambio per beni e servizi, sia online che fisicamente in giro per il mondo. È di fatto una moneta.

Inoltre, l’energia, le capacità di codifica, le risorse e il tempo speso per lo sviluppo e la produzione di software e hardware, sono solo alcuni dei componenti necessari per eseguire e mantenere la rete.

E, a tal riguardo, una criptovaluta è supportata da una rete di utenti, distribuiti globalmente, che accettano di agire secondo le regole della rete, a proprio vantaggio.

Maggiore è il numero di utenti della rete, maggiore sarà il valore della criptovaluta di riferimento.

Mancanza di elasticità

Per quanto riguarda la “mancanza di elasticità” nell’offerta di moneta, si fa spesso riferimento ai presunti problemi avuti con il “gold standard”: l’insufficienza di moneta per supportare la crescente economia e popolazione.

Qui la critica è, in particolare, rivolta all’offerta limitata di bitcoin. Ne verranno minati non oltre 21 milioni, con l’ultima frazione che verrà “estratta” entro il 2140.

In realtà, il problema non è mai stato l’oro in sé e per sé, bensì la corruzione dell’oro, e quindi la distorsione del valore.

Ad esempio, molti studiosi ritengono che sia stata la “tosatura” delle monete d’oro a causare in gran parte la caduta dell’Impero Romano. E la storia si ripete sempre.

Ma nel caso delle criptovalute, il registro pubblico, verificabile e immutabile, garantisce che alcun tipo di manomissione possa avvenire, a differenza della valuta a corso legale.

Inoltre, a differenza dell’oro, un bitcoin è semplicemente il nome di un’unità digitale. Ciò lo rende altamente divisibile.

Di fatto, l’unità più piccola possibile è il cento milionesimo di un singolo bitcoin (0,00000001 BTC) – chiamato “satoshi” – che consente di inviare minuscole frazioni di un centesimo.

Si tratta di un’azione che non può essere compiuta nemmeno con la valuta a corso legale di tipo digitale, per non parlare del contante fisico o delle monete metalliche.

Pertanto, la critica sulla mancanza di elasticità è priva di fondamento. Il bitcoin è la forma di denaro più elastica mai creata, con 21 milioni di unità digitali equivalenti a circa 2.099.999.997.690.000 (oltre 2 quadrilioni) di satoshi.

“Problema” della deflazione

Un altro peccato originale di cui si macchierebbe bitcoin – e altre – è il suo essere deflazioniatico, ciò che spingerebbe all’accumulo e non alla spesa.

L’argomento della “spirale deflazionistica” contro la moneta sana è una teoria perpetuata dagli economisti keynesiani.

La verità è che se non c’è risparmio non c’è capitale, e non può quindi esserci capitalismo.

Al di là del fatto che in un sistema basato esclusivamente su una moneta che non si inflaziona la spesa sarebbe la naturale conseguenza del dover far fronte ai propri bisogni, alcuni sostengono che il risparmio porti comunque a un maggiore consumo nel lungo periodo.

In altre parole, una società che rinvia costantemente i consumi, in realtà, finirà per essere una società che consuma di più nel lungo periodo, rispetto a una società a basso risparmio.

L’effetto sarà quello di investire di più, producendo così più reddito per i propri membri.

Il problema reale: l’inflazione

Per quanto riguarda l’inflazione, è una caratteristica propria della valuta a corso legale. È innegabile che il suo valore andrà a deprezzarsi nel tempo, man mano che nuova valuta verrà creata.

Con 1000 euro che hai in tasca oggi, pensi che potrai comprare la stessa quantità di beni tra 15 anni? Se la risposta è no, allora hai capito che il valore nominale è fuorviante.

Prima o poi, l’incentivo per i governi e banche centrali a emettere più valuta diventa irresistibile, a scapito della popolazione.

L’inflazione viene anche definita una “tassa nascosta” che, come è agevole comprendere, è molto più facile da imporre ai cittadini rispetto alla tassazione diretta.

Nel caso delle criptovalute, in particolare bitcoin, l’offerta di moneta non solo non è controllata, ma è completamente trasparente e nota a tutti.

Neppure l’offerta di oro può essere predetta con precisione. Invece i 21 milioni di unità digitali che saranno mai create, sono una proprietà chiave del protocollo Bitcoin, che cementa la sua scarsità digitale.

I milioni di persone in tutto il mondo che lo utilizzano sanno che l’offerta è limitata. Questo si traduce, quando il mercato avrà superato la normale fase di immaturità, in una più accurata scoperta dei prezzi per beni e servizi.

Comparativamente, sono le valute a corso legale che non forniscono sicurezza contro l’inflazione. In effetti, l’offerta di moneta è progettata per crescere indefinitamente, poiché il tasso di emissione è controllato da una manciata di banchieri attraverso l’impostazione artificiale dei tassi di interesse.

L’immaginazione è l’unica arma nella guerra contro la realtà

Alla luce di quanto detto, si palesa che le critiche che circondano le criptovalute rappresentano il fallimento delle capacità di argomentazione.

Ma non solo. Si tratta di prese di posizione incoerenti, che fingono di ignorare gli eventi che man mano si stratificano nella realtà.

Addirittura, Goldman Sachs si prepara a rompere il fronte delle grandi banche di Wall Street sulle criptovalute.

A maggio ha annunciato che il consiglio di amministrazione ha già dato il via libera per aprire una divisione operativa di trading per strumenti legati a bitcoin.

Ma, al di lá del mero aspetto “speculativo”, esistono già numerosi esempi di Paesi virtuosi che hanno iniziato a diffondere l’uso e la cultura criptovalutaria tra i propri cittadini.

Si pensi all’antesignana Svizzera, che ha già testato il voto su blockchain attraverso il sistema di identificazione digitale (eID) basato su Ethereum.

Ancora, lo scorso inverno sono state divulgate le linee guida FINMA per lo svolgimento delle ICOAcronimo che sta per Initial Coin Offering ed è la nuova formula di finanziamento per le startup. In pratica una ICO vede la startup che la applica offrire una percentuale della criptovaluta ai primi acquirenti interessati in cambio di valuta tradizionale o di altre criptovalute. sul territorio svizzero. Se questa non è apertura..

Di esempi potremmo presentarne innumerevoli, come il caso della legalizzazione da parte del Giappone di bitcoin come metodo di pagamento, a partire dall’1 aprile 2017. Se questa non è una notizia di rilievo..

Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire

Ma quindi, secondo chi legge, se quella delle criptovalute fosse stata solo una moda effimera, davvero imprenditori, grossi player, istituzioni, Paesi ecc. avrebbero investito su questo fenomeno per il lungo termine?!

Davvero ritieni che abbiano fatto un buco nell’acqua, o forse sotto c’è qualcosa di più?!

La verità è che con l’avvento delle criptovalute, per la prima volta nella storia, le persone hanno la possibilità di scegliersi il proprio denaro.

Questo è a dir poco rivoluzionario, dal momento che nel corso della storia c’è sempre stata un’autorità centrale – che si tratti dello stato, della chiesa o di un cartello bancario – a mantenere il monopolio sul denaro per decreto e, in definitiva, con la forza.

Per la prima volta le persone possono smettere di dover riporre fiducia in un’autorità centrale, e optare per una rete monetaria decentralizzata e volontaria, con nessuno in carica.

Il cambiamento è in atto, tangibile, ma tanto si sa… haters gonna hate!

Clicca qui per accedere alla guida gratuita su come comprare, vendere, trasferire e conservare in sicurezza gli Ether.

Condividi
  • 52
    Shares

CATEGORIE:

Blockchain


Giuseppe Brogna

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, ma da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Attratto dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT per poi sposarne pienamente la causa.


  1. ha commentato:

    Grandi Ragazzi, complimenti davvero …fate sempre un lavoro super !

    • ha commentato

      Grazie a te Simone, continua a seguirci! 😉

  2. ha commentato:

    non concordo….. se dovessi replicare nello specifico ed in modo approfondito a tutti i punti, non finieri più….mi limito ad un punto essenzialw.
    Esiste una disciplina, denominata analisi fondamentale, che si basa su modelli econometrici, per stimare il fair value di un asset.
    Verp che anche questa è una costruzione concordata per attribuire valore, ma esiste, cosa che nel caso delle cripovalute non c’è.
    Mi spiego: assolutamente vero che stime ad es. di un titolo azionario come il discount cash flow sono co9nvenzionali, ma sono condivise sul merato.
    Il valore intrinseco di una criptovaluta non può esistere, perchè a differenza di una moneta con corso legale, non è possibile stimare il controvalore dei beni e servizi di riferimento che, in alternativa all’ipotesi di conversione aurea, rappresentato il sottostante per stimare il valore di una mineta rispetto ad unl’altra 8rapporto valutario=.
    Mi fermo qui, proprio perchè il discroso andrebbe per le lunghe

    • ha commentato

      Paolo grazie per il tuo commento innanzitutto. Stai appunto parlando di misure convenzionali, e direi puramente astratte. Stimare il controvalore di beni e servizi è sterile, se non sono “riscattabili”. Se oggi per “decreto” venisse abolito l’euro, una stima sul fair value resterebbe fine a se stessa. Di formule matematiche possiamo riportarne a bizzeffe, ma non spiegano i problemi reali. Grazie comunque per il tuo punto di vista, che però non condivido.

  3. ha commentato:

    Bomba di articolo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi questo articolo

Invia questo articolo ad un amico