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Unione Europea e criptovalute: c’è aria di regolamentazione

06 Marzo 2018 14:14
Tempo di lettura: 4 min.
06 Marzo 2018 14:14
Giuseppe Brogna

La Commissione europea sta valutando la possibilità di varare la propria normativa per regolamentare il mercato delle c.d. valute digitali.

Nel mezzo del crescente dibattito internazionale sulle criptovalute, la Commissione europea ha espresso la volontà di promuovere la propria legislazione per regolare il mercato delle criptovalute, se i governi, di fronte ai rischi legati a questo fenomeno, non stabiliscono le regole del gioco internazionale in modo chiaro e coordinato.

Lo ha affermato negli ultimi giorni di febbraio Valdis Dombrovskis, vice presidente della Commissione europea e Commissario per l’Euro e il Dialogo Sociale, in una conferenza stampa dopo l’incontro a Bruxelles con le autorità di regolamentazione, rappresentanti del settore finanziario ed esperti della materia.

In sintesi, Dombrovskis ha ritenuto di non escludere un intervento normativo a livello europeo, in caso di rischi emergenti per i quali non vi è una chiara risposta internazionale.

La Commissione europea, sebbene verso la fine dell’anno scorso avesse messo in guardia in merito all’estrema volatilità delle criptovalute, non intende comunque perdere il treno delle opportunità della tecnologia blockchain.

Inoltre, ammette che le initial coin offering moneta (ICO) costituiscono un mezzo veloce e innovativo per la raccolta di fondi.

D’altra parte, ritiene che è responsabilità delle autorità avvertire in modo chiaro, frequente e in tutto il territorio europeo in merito ai pericoli derivanti da tali investimenti.

Per il Fondo monetario internazionale (FMI), c’è da beneficiare dei vantaggi offerti dalle criptovalute, come ad esempio la rapidità e la efficacia dei pagamenti, malgrado i rischi paventati di uso-rifugio per la frode fiscale e il finanziamento al terrorismo.

Dalla sua parte la Banca centrale europea (BCE) aveva parlato dell’inesistenza di minacce imminenti, ma nel frattempo il valore del mercato delle criptovalute ha già superato gli $ 800 miliardi nel suo massimo storico dello scorso gennaio.

Per quanto riguarda la posizione dei singoli Paesi, Germania e Francia sono a favore di una normativa volta a regolare il mercato finanziario digitale, tant’è che hanno inviato una lettera al G-20 per sollecitare la discussione del tema nella prossima riunione che si svolgerà a Buenos Aires.

Venendo al nostro Paese, il Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) sta curando il decreto ministeriale volto a censire il fenomeno delle criptovalute in Italia.

Dalla bozza risultano gli adempimenti cui saranno sottoposti i “prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale”, i quali verranno gravati di un ulteriore fardello burocratico che getta le basi per future attività normative e regolamentari di tipo fiscale.

Per quanto riguarda Bruxelles, desidera precostituire la posizione europea sul tema, con Dombrovskis che in conferenza stampa ha affermato di auspicarsi di discutere della questione al G-20, per poi decidere come orientarsi tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019.

Le preoccupazioni del Commissario europeo riguardano lo sviluppo solerte del fenomeno criptovalute, che potrebbe condurre i consumatori e gli investitori alla perdita del denaro nella giungla della speculazione selvaggia.

Certamente non mancheranno discussioni su ulteriori questioni, come l’anonimato dei proprietari dei wallet, la mancanza di trasparenza sullo scopo delle transazioni, e ciò che preoccupa gli economisti: la questione della bolla speculativa.

Va considerato che il mercato delle criptovalute in Europa è ancora piccolo, ed è per questo che in seno all’UE si ritiene molto importante lavorare sul tema con i partner del G-20.

Quindi, in definitiva, la Commissione europea deciderà, al più tardi, all’inizio del 2019 se adottare un piano di regolamentazione a livello europeo o, al contrario, ritenere che l’azione coordinata dei governi sia sufficiente a controllare i rischi paventati, dopo aver analizzato i casi in cui ci sono leggi a cui sono già soggette le criptovalute, e quelli in cui circolano nel vuoto normativo.

È sorprendente come il mondo delle criptovalute, fino a circa un anno fa, sembrava essere l’isola felice di pochi geek e appassionati di economia, mentre una manciata di mesi più tardi ha visto lo schieramento da parte degli Stati di arsenali normativi, per tenere a bada un fenomeno rivoluzionario che gli sta(va) sfuggendo di mano.

Sarà difficile vedere un approccio uniforme a livello globale, laddove, ad es., Paesi come la Cina sembrano adoperare un metodo austero e preclusivo, mentre altri, come la Svizzera, sono a favore di un approccio inclusivo volto a sostenere e promuovere ulteriormente il fenomeno, come dimostrato dalle recenti linee guida delle FINMA in materia di ICO.

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Giuseppe Brogna

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Stimolato dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT; matura particolari interessi nella nuova finanza hitech legata alle tecnologie del ledger distribuito.


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