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Wrapped Bitcoin (WBTC): spiegazione passo passo del token ERC20 con riserva in bitcoin

29 ottobre 2018 13:00
Tempo di lettura: 7 min.
29 ottobre 2018 13:00
Giuseppe Brogna

Wrapped Bitcoin (WBTC) è un token ERC20 con valore legato al prezzo di bitcoin. Come è peggato? Attraverso un sistema di riserva in bitcoin.

Qual è il senso di un token legato al prezzo di bitcoin? Proviamo a capirlo.

Il progetto è il frutto dell’iniziativa di un consorzio di aziende del settore: Kyber Network, Republic Protocol e BitGo

(Sarà operativo dal gennaio 2019).

Il sistema è governato attraverso una DAO (Organizzazione Autonoma Decentralizzata).

WBTC serve a ricondurre bitcoin allo standard ERC20 di Ethereum, per sfruttarne tutte le funzionalità.

Si dice “wrappare” bitcoin. È lo stesso procedimento applicato per wrappare Ether nel sistema Maker DAO. Qui trovi la guida che ho scritto sull’argomento.

Come viene wrappato bitcoin, lo vediamo tra poco.

A cosa serve WBTC?

I vantaggi nel creare un token ERC20 che riproduce bitcoin possono essere svariati.

Attribuire a bitcoin la veste di token ERC20 consente innanzitutto di espandere la liquidità nell’ecosistema Ethereum. Soprattutto in relazione agli exchange decentralizzati (DEX) e alle applicazioni finanziarie.

Oggigiorno, la maggior parte dei volumi di scambio è ancora concentrata sugli exchange centralizzati. Gli scambi avvengono principalmente in bitcoin.

La tokenizzazione di bitcoin in WBTC favorisce l’afflusso della liquidità di bitcoin verso i DEX, rendendo possibile l’uso di bitcoin per tradare i token. Si aprono le porte ai pair WBTC/Token.

La tokenizzazione di bitcoin facilita anche la scrittura di smart contract che integrano i trasferimenti di bitcoin, in forma di WBTC.

Bitcoin può essere utilizzato come ulteriore metodo di pagamento per le applicazioni decentralizzate (dApps).

WBTC può essere quindi sfruttato per i protocolli di lending, il funding, i prediction market e le token sale.

Exchange, wallet e applicazioni di pagamento, devono eseguire diversi nodi e gestire differenti metodi di pagamento, se vogliono supportare varie criptovalute.

La riconduzione di asset eterogenei ad un unico standard, semplifica questi processi. Consente di poter eseguire e gestire solo un nodo: quello di Ethereum.

WBTC spiana la strada a nuovi interessanti scenari. Le potenziali utilità sono innegabili.

Ma è affidabile? Come funzionano i meccanismi di fissazione del prezzo e di creazione di WBTC?

Il sistema di Wrapped Bitcoin

Nel sistema di Wrapped Bitcoin operano tre figure chiave. Sono i “custodian”, i “merchant” e i “consumer”:

  • Custodian: è l’entità che custodisce le riserve di bitcoin. Nel sistema di WBTC questo ruolo sarà ricoperto da BitGo.
  • Merchant: è l’entità in favore della quale sono coniati i bitcoin wrappati. Gioca un ruolo chiave nella distribuzione dei WBTC: ogni merchant detiene una chiave per innescare il procedimento di coniazione di nuovi WBTC, oppure l’inverso procedimento di distruzione degli stessi. Il ruolo di merchant sarà svolto inizialmente da Kyber e Republic Protocol.
  • User: gli user sono i detentori dei token wrappati. Gli user possono utilizzare i WBTC per eseguire transazioni, nelle stesse modalità di qualsiasi altro token ERC20.

Lo smart contract di Wrapped Bitcoin è governato da un contratto multi-signature.

Custodian e merchant sono membri della DAO. Tra i membri possono essere incluse pure altre entità, anche qualora non abbiano alcun ruolo di custodian o merchant.

Trattandosi di un contratto multi-signature, per aggiungere o espellere membri, è richiesto un certo numero di firme da parte dei membri della DAO. Lo stesso vale per apportare modifiche allo smart contract.

In questo sistema, i custodian scambiano con i merchant i WBTC per i bitcoin. Sono richieste due tipologie di transazioni:

  • Coniazione (“minting”): genera i bitcoin wrappati (WBTC).
  • Distruzione (“burning”): distrugge i WBTC e ne riduce la supply.

Coniazione di WBTC

L’attività di coniazione è compiuta dal custodian, ma deve essere necessariamente innescata da un merchant.

L’attività di coniazione si traduce in una serie di transazioni tra il custodian e il merchant. Non coinvolge l’user:

  1. il merchant invia una transazione per autorizzare il custodian a coniare x WBTC e a inviarli all’indirizzo Ethereum del merchant;
  2. il merchant invia al custodian x bitcoin;
  3. il custodian attende le canoniche 6 conferme per la transazione di bitcoin;
  4. il custodian crea una transazione per coniare x nuovi WBTC sulla blockchain di Ethereum.

Come fa l’user a ottenere i WBTC? Ci sono 3 passaggi:

  1. l’user richiede i WBTC a un merchant;
  2. il merchant espleta le procedure di AML e KYC, acquisendo i dati identificativi dell’user;
  3. l’user e il merchant finalizzano lo scambio: il merchant riceve i bitcoin e l’user ottiene i WBTC.

Lo scambio tra user e merchant può avvenire in modo sia trusted che trustless.

L’opzione trusted richiede che l’user trasmetta innanzitutto i bitcoin al merchant. Il merchant attende le 6 conferme per la transazione. Infine il merchant invia i WBTC all’user.

La soluzione trustless richiede di eseguire un “atomic swap”.

Distruzione di WBTC

Il “burning” è il procedimento di riscatto dei bitcoin in cambio della distruzione dei WBTC:

  1. il merchant chiama la funzione di “burn”, richiedendo la distruzione di x WBTC;
  2. il custodian attende 25 blocchi di conferme per la transazione. In questo caso le conferme sono 25 perché la transazione è processata sulla blockchain di Etheruem, non su quella di Bitcoin;
  3. il custodian rilascia x bitcoin dal cold wallet. Li trasferisce all’indirizzo Bitcoin del merchant;
  4. il custodian invia una transazione Ethereum per contrassegnare la richiesta di burning come completata.

Se l’user vuole riscattare i suoi bitcoin, si procede in questo modo:

  1. l’user richiede al merchant il riscatto dei bitcoin;
  2. il merchant espleta le procedure di AML e KYC, acquisendo i dati identificativi dell’user;
  3. l’user e il merchant finalizzano lo scambio: l’user ottiene i bitcoin e il merchant riceve i WBTC. Anche in questo caso lo scambio può avvenire in modo trusted o trustless (come descritto sopra).

In seguito allo scambio iniziale tra merchant e custodian (quello per coniare i WBTC, descritto sopra), i merchant tendono a mantenere delle riserve di WBTC. Serve per consentire agli user di ottenere più velocemente i WBTC.

Infatti, i procedimenti di coniazione e distruzione prendono del tempo. Richiedono l’impiego di chiavi e firme offline.

Il custodian gestisce un cold wallet con un sistema multi-signature. Tutte le chiavi sono conservate offline.

Le transazioni di coniazione e distruzione sono eseguite entro 48 ore dall’inoltro della richiesta al custodian.

Un sistema troppo trusted?

Il carattere eccessivamente trusted di questo sistema si palesa a vista d’occhio.

Il custodian (BitGo) è un’entità di cui devi fidarti. I bitcoin potrebbero essere rubati dal suo wallet. Il custodian potrebbe praticare riserva frazionaria, non mantenendo il rapporto 1:1 tra i bitcoin in custodia e i WBTC circolanti.

Si cerca di mitigare il carattere trusted del sistema attraverso una serie di accorgimenti, oltre che facendo leva sulla ritenuta autorevolezza degli attori coinvolti:

  • la prova della riserva di bitcoin può essere fornita pubblicando una firma dall’indirizzo in cui sono custoditi i bitcoin.
  • Il custodian non può coniare i WBTC di sua spontanea iniziativa. Come descritto, il procedimento richiede il coinvolgimento congiunto di merchant e custodian. Il meccanismo però non esclude eventuali collusioni tra custodian e merchant, che restano due entità trusted.

Gli eccessivi elementi di fiducia presenti in questo sistema non mi entusiasmano. Sviluppi futuri potranno certamente apportare dei miglioramenti in quest’ottica.

Ciò malgrado, considero quest’ulteriore sviluppo un passaggio fondamentale nel processo di affermazione di Ethereum come piattaforma cardine nell’ecosistema blockchain.

È un ulteriore passo in avanti nella direzione della interoperabilità tra le blockchain.

Sempre più asset saranno interscambiabili e rappresentabili sulla blockchain di Ethereum.

La possibilità di utilizzare diversi asset per smart contract e DApps, convoglierà maggiore liquidità e interesse sulla blockchain di Ethereum.

Sul mercato è sempre più avvertita l’esigenza di una rete che consenta lo sviluppo di un sistema di applicazioni decentralizzate, utilizzate per memorizzare e trasferire valore in base a condizioni predeterminate.

La rete Ethereum soddisfa questi criteri e dispone di uno standard tecnico per i token – lo standard ERC20 – che ha conosciuto un’adozione diffusa e globale.

Oramai c’è abbondanza di software e servizi che supportano token compatibili con ERC20, fornendo accesso e usabilità per gli utenti finali.

***

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Giuseppe Brogna

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, ma da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Stimolato dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT; matura particolari interessi nella nuova finanza hitech legata alle tecnologie del ledger distribuito.


  1. ha commentato:

    Custodian, ALM, KYC, etc: BaU

    • ha commentato

      Vero! Come detto, sono aspetti che al momento non mi entusiasmano.

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