Come potrebbero cambiare le fee su Ethereum con BASEFEETempo di lettura: 11 min.

Una tra le più interessanti proposte di aggiornamento del protocollo di Ethereum si chiama BASEFEE. Ideata per migliorare il meccanismo di gestione delle fee di transazione, andrebbe ad incidere anche sulla supply di ether, apportando non poco beneficio agli holder di ether..

Tra le varie proposte di miglioramento del protocollo di Ethereum, ce n’è una particolarmente interessante anche per gli effetti che potrebbe avere sul miglior mantenimento del prezzo di ether.

Si chiama, come da titolo, “Fee market change for ETH 1.0 chain” (EIP1559).

È stata presentata circa un anno. Se si riuscirà a portare a termine il procedimento di implementazione di una EIP (Ethereum Iprovement Proposal), questa novità potrebbe vedere la luce entro la fine del 2020.

Più comunemente nota come BASEFEE, è stata ufficialmente pensata per migliorare, in nome dell’efficienza, il meccanismo di determinazione delle fee di transazione.

Consentirebbe ai wallet di stabilire automaticamente la fee necessaria, senza richiedere l’intervento dell’utente, che oggi deve affidarsi a servizi di terze parti che offrono solo una stima approssimativa delle fee pagate, inducendo spesso l’utente a pagare oltre il dovuto.

L’obiettivo diretto di BASEFEE è quello di innovare il meccanismo di funzionamento delle fee su Ethereum. Ma in via mediata, questà novità andrebbe ad incidere anche sulla supply di ether, generando un effetto deflazione sul token nativo di Ethereum.

Le fee su Ethereum

Al momento, il sistema delle fee di Ethereum non è altro che un meccanismo di asta.

Quando invii una transazione, offri una ricompensa ai miner in termini di “gas price”. I miner attribuiscono precedenza alle transazioni che pagano un prezzo superiore alla media per il gas consumato.

Questa dinamica è particolarmente rilevante nei momenti di congestionamento della rete. Se al miner si presenta un numero di transazioni superiore rispetto alla capienza del blocco, selezionerà quelle che offrono una ricompensa maggiore in termini di gas price.

In caso di intasamento della rete, chi non riesce ad includere la transazione in un blocco, per via dell’insufficiente gas price, non potrà che mettersi in coda e attendere l’alleggerimento del carico sulla rete. Se non vuole attendere, non potrà far altro che ripetere la transazione con un gas price superiore per provare a scavalcare la fila.

Ma qual è la dimensione del blocco di Ethereum?

La “dimensione del blocco” è espressa in gas consumato totale, ossia in quanto le transazioni contenute al suo interno siano complesse in termini di istruzioni. Questo “gas limit” (attualmente di 8 milioni) può essere aumentato o ridotto di 1/1024 rispetto al blocco precedente, in base al voto espresso dal miner in ciascun blocco.

Nell’attuale modello di fee, quando la tua transazione viene inclusa in un blocco, paghi tutta la fee che hai offerto (gas price * gas consumato), la quale viene interamente raccolta dal miner.

Secondo gli autori della proposta in discussione, tra cui Vitalik, l’attuale modello di fee – che si basa sul chi offre di più – è particolarmente inefficiente:

  • i miner normalmente selezionano le transazioni che offrono le fee più elevate, il che implica un eccessivo pagamento da parte degli utenti. Se gli utenti sapessero ciò che gli altri stanno offrendo, potrebbero evitare di presentare offerte molto più alte del necessario. In molti casi si nota un’elevata divergenza tra le fee corrisposte da diversi utenti in uno stesso blocco. Alcuni arrivano a pagare più di cinque volte rispetto alla media;
  • questo modello non riesce a valutare correttamente il costo, poiché presuppone che il livello ottimale di utilizzo sia lo stesso indipendentemente dalla domanda;
  • a causa del gas limit fisso per blocco, associato alla normale volatilità nel volume delle transazioni, le transazioni spesso attendono diversi blocchi prima di essere incluse;
  • il sistema di fee che si basa sull’asta implica complessità nella stima delle fee, richiedendo algoritmi parimenti complessi, ma comunque inefficaci nella corretta stima delle fee, conducendo sempre a frequenti pagamenti in eccesso.

Un nuovo sistema di fee: BASEFEE

Con BASEFEE il protocollo prevede una fee di base (detta appunto “BASEFEE”), che può spostarsi verso l’alto o verso il basso entro il limite di 1/8 in ciascun blocco.

Il valore della fee di base è determinato dal protocollo, per indirizzare verso un consumo medio di gas di 10 milioni. Questo valore aumenta se l’utilizzo è maggiore rispetto al target di 10 milioni, mentre diminuisce se è inferiore.

L’attuale gas limit basato sul voto del miner viene modificato con un gas limit “hard coded” di 16 milioni.

Non sono più i miner ad adeguare direttamente il gas limit in risposta ai cambiamenti nella domanda di utilizzo della rete. Il protocollo modifica la fee di base per generare una pressione economica che conduca all’obiettivo di 10 milioni di gas limit:

  • quando l’utilizzo della rete è > del target di 10 nilioni di gas, la fee di base aumenta leggermente;
  • quando l’utilizzo della rete è < del target di 10 milioni di gas, la fee di base diminuisce leggermente.

L’utente che invia una transazione, per specificare la fee, deve inserire due valori:

  • gas premium”: è una “mancia” che si paga al miner e viene aggiunto alla fee di base per calcolare il prezzo del gas. Il gas premium può essere impostato su un valore piuttosto basso basso (ad es. 1 gwei), giusto per compensare i miner per il rischio di blocchi uncle, o su un valore elevato per competere durante improvvise impennate del volume di attività sulla rete.
  • fee cap”: rappresenta il totale massimo (fee di base + gas premium) che il mittente della transazione è disposto a pagare per includere la transazione in un blocco.

Per chiarire, in periodi di elevato utilizzo della rete, un utente:

  • se ha fretta può impostare un gas premium più elevato per assicurarsi che la propria transazione venga inclusa prima;
  • se può attendere senza problemi, imposta una fee massima (fee cap) che è disposto a pagare. Il protocollo attende quindi che la BASEFEE scenda al di sotto di questa soglia prima di confermare la sua transazione.

È importante notare che la fee di base viene bruciata, mentre al miner viene corrisposto solo il gas premium.

Poiché gli incrementi della BASEFEE sono vincolati, la massima differenza nella fee di base da blocco a blocco è facilmente prevedibile. Ciò consentirebbe ai wallet di impostare automaticamente le fee in maniera altamente affidabile.

Gli autori ritengono che la maggior parte degli utenti non dovrà regolare manualmente le fee, anche in periodi di intensa attività sulla rete.

Un aspetto importante di questo nuovo sistema di fee è che la BASEFEE viene sempre bruciata. I miner possono mantenere solo il gas premium pagato dall’utente. Questo impedirebbe ai miner di manipolare le fee, al fine di ricavare più ether dagli utenti.

BASEFEE e sistema monetario di Ethereum

BASEFEE è stata ideata per rendere più efficiente il sistema delle fee e facilitare la gestione del gas da parte dei wallet. Ma gli effetti di BASEFEE andrebbero ben oltre, incidendo anche sul sistema monetario di Ethereum.

Questo nuovo meccanismo di fee innescherebbe un effetto deflazionistico sulla supply di ether. Favorirebbe la scarsità di ether e la maggiore sicurezza a lungo termine della blockchain di Ethereum.

Nell’attuale sistema, ai miner viene corrisposto il 100% della fee pagata.

Sicuramente questo incide favorevolmente sulla sicurezza della blockchain. I miner, attratti dal reward del blocco e dalle fee, sono incentivati a minare e a contribuire al mantenimento della sicurezza della rete.

Tuttavia, ci sono dei casi, come per Ethereum, in cui la blockchain potrebbe pagare in eccesso per il mantenimento della sicurezza.

Il modello monetario di Bitcoin, ad esempio, si basa sul cosiddetto “halving“. Vuol dire che ogni 210.000 blocchi (all’incirca ogni quattro anni) il reward per blocco si dimezza, fino a quando non saranno emessi più dei nuovi bitcoin.

In questo modello, in teoria, sono essenziali le fee, dalle quali in futuro non si potrà prescindere per la sicurezza della rete. I miner, non percependo più il block reward, saranno incentivati a continuare a minare solo se riceveranno le fee.

La politica monetaria adottata su Ethereum è piuttosto diversa. Si parla di MVI, ossia “minimal viable issuance”.

Il protocollo di Ethereum non prevede un limite massimo alla supply di ether. Anche quando sarà completato il passaggio alla Proof of Stake (PoS), continuerà ad esserci una – seppur minima – emissione di nuovi ether.

La politica adottata sulla blockchain di Ethereum prevede la continuità di emissione, ma solo quella strettamente necessaria al mantenimento della sicurezza della rete.

Vuol dire che l’appetito dei miner (o dei validatori quando si passerà al modello PoS) viene già appagato attraverso la emissione di nuovi ether per blocco.

Tutto ciò che è superfluo rispetto al mantenimento della sicurezza della rete non deve essere corrisposto a nessuno. È secondo questa logica che le fee di transazione rientranti nella BASEFEE devono essere bruciate.

A dire il vero è scorretto ritenere che la BASEFEE non venga corrisposta a nessuno. Seppur in via indiretta, la BASEFEE beneficia gli holder di ether.

Vengono ricompensati dal fatto che il burning della BASEFEE contribuisce alla maggiore scarsità di ether, e quindi al miglior mantenimento del suo prezzo sul mercato.

Questa dinamica è simile al modo in cui i detentori di MKR beneficiano indirettamente dalla “stability fee” nel protocollo di MakerDAO.

La stability fee brucia MKR quando gli utenti che hanno generato dei Dai dal protocollo decidono di restituirli. Chi è holder di MKR beneficia della tendenziale scarsità che investe questo token nel tempo.

Con BASEFEE anche gli smart contract che non utilizzano ether come asset sottostante di riserva contribuiranno alla deflazione di ether.

Pensa ad esempio alla versione di Tether sulla blockchain di Ethereum. È uno degli smart contract dal quale deriva il maggior numero di transazioni giornaliere. Maggiori sono le transazioni, maggiore è il numero di ether bruciati.

Si può ritenere che sia opportuno che anche gli holder traggano vantaggio dal nuovo meccanismo delle fee. Non solo i validatori, ma anche gli holder contribuiscono alla maggiore sicurezza della rete, soprattuto in un modello PoS.

Che abbiano gli ether in stake su Ethereum, vincolati in una dApp DeFi, oppure semplicemente fermi in un proprio wallet, non ha importanza. Quando gli ether sono al di fuori del mercato, c’è minore pressione alla vendita con benficio per il prezzo.

In un contesto PoS, maggiore è il prezzo di ether e più sicura è la rete, poiché si alza il costo per ricavare gli ether necessari per perpetrare un attacco.

L’aspetto interessante di BASEFEE è che si tratta di una proposta ideata per rendere più efficiente il meccanismo del gas su Ethereum e più user friendly la sua gestione. Ma il risultato finale è parte integrante del sistema monetario di Ethereum.

BASEFEE assicurerebbe anche gli holder di ether di poter ricavare valore dal maggiore utilizzo di Ethereum.

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Giuseppe

Giuseppe

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Stimolato dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT; matura particolari interessi nella nuova finanza decentralizzata legata alle tecnologie del ledger distribuito.

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