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Blockchain Commons: la fine del modello corporate

19 Agosto 2017 22:43
Tempo di lettura: 7 min.
blockchain commons
19 Agosto 2017 22:43
Amelia Tomasicchio

Oggi parliamo di Blockchain Commons e di quello che potrebbe voler dire nel prossimo futuro.

La tecnologia blockchain è la passione del momento di nerd, anarchici, giocatori d’azzardo e dirigenti d’azienda, con un ampio spettro di motivazioni e visioni per utilizzi futuri. E mentre una gruppo vario di partecipanti e idee è fantastico per lo sviluppo dell’ecosistema della blockchain, molti non riescono a cogliere l’intenzione originale ed il design principale della tecnologia.

Con un’altra fusione finanziariablobale nel 2008, Bitcoin venne lanciato poco dopo in una fanfara da criptoanarchisti e libertari che hanno voluto evitare il controllo dell’offerta monetaria dalle banche centrali.

Satoshi Nakamoto e altri criptoanarchici capirono il potenziale della blockchain oltre alle transazioni finanziarie di base. Ma è stato solo nel 2015, quando fu inventato Ethereum, che una soluzione Turing-complete è diventata realtà.

Il design aperto, distribuito, decentralizzato e pubblico delle blockchain sono intrinsecamente antiautoritarie, espropriando i sogni protopiani di una società libera e decentrata.

Proprio come l’internet di oggi è dominata da monopoli centralizzati come Google, Facebook e Amazon; la tecnologia blockchain potrebbe altrettanto portare ad una futura distopia cripto-autoritaria. Ma di tutti i thread futuri, penso che il design principale ed i driver economici della blockchain convergono verso un futuro positivo e decentralizzato per tutta l’umanità.

Status Quo vs Blockchain Commons

L’ecosistema della blockchain è già dominato da aziende tradizionali, istituzioni finanziarie e startup fintech cercando di sfruttare la tecnologia per ridurre costi operativi, raccogliere profitti e costruire nuovi imperi monopolistici.

Un consorzio di oltre 80 grandi istituti finanziarie e banche hanno unito le forze per costruire una piattaforma blockchain finanziaria privata interamente sotto il loro controllo.

Le aziende della Fortune 500 stanno formando un’enterprise alliance per sfruttare Ethereum al fine di perseguire il proprio dovere fiduciario per massimizzare i profitti per gli azionisti. Le banche centrali di Cina, Russia, Canada, Danimaca, Inghilterra e Singapore stanno già esplorando o sviluppando modi per emettere criptovalute sovrane pur mantenendo il pieno controllo.

Avendo messo in piedi il meetup Sydney Ethereum nel 2014, ho assistito in prima persona al drammatico spostamento demografico da sviluppatori anarchici a dirigenti aziendali che indossano abiti di merca.

Le riunioni di Ethereum si stanno rapidamente diffondendo nei club degli investitori per speculatori e pool di reclutamento per i dirigenti aziendali.

Nell’era dell’informazione di oggi, i modelli primari di business delle aziende si riducono ad un semplice processo a tre fasi:

  1. Catturare, monopolizzare and privatizzare dati;
  2. Creare scarsità artificiale registringendo l’accesso;
  3. Riconfezionare e vendere quei dati in vari modi

Il profitto di Google e Facebook viene dal catturare i dati degli utenti, monopolizzando e restringendo l’accesso e poi rinconfezionandolo e vendendolo nella forma di servizi di pubblicità targettizzata. A livello fondamentale, questo modello di base è lo stesso per ogni azienda con un database.

Visto che ci troviamo nell’era dei big data usati da intelligenze artificiali e machine learning, la monopolizzazione dei dati presenterà vantaggi tremendamente competitivi portando ad una maggiore centralizzazione e consolidamento della ricchezza e del potere.

Le ragioni per le quali le aziende stanno perseguendo con entusiasmo la tecnologia *privata* della blockchain è proprio dovuta al potenziale di:

  • Automatizzare le operazioni di business
  • Tagliare i costi del lavoro uomano
  • Monopolizzare maggiormente i dati e il market share
  • Aumentare i profitti per azionisti

Il cavallo di Troia delle criptovalute

Data questa tendenza dell’incremento dell’interesse delle banche centrali nella tecnologia blockchain, è inevitabile che la prima diffusione adozione mainstream della blockchain e delle criptovalute sarà guidata principalmente dall’attuale status quo e dai broker di potere.

Il cittadino medio utilizzerà comodamente le criptovalute dietro le quinte su base giornaliera ben prima che Bitcoin o Ether raggiungano capitalizzazioni di mercato che possano competere con le più piccole valute fiat.

Oggi, quando apri un conto in banca, il cassiere non ti spiega l’intera tecnologia dietro al funzionamento di una banca e come funziona nel dettaglio una transazione. E nel prossimo futuro, la stessa banca non ti spiegherà come il tuo denaro sarà in realtà una criptovalute che opera in un consorzio privato di blockchain gestite da banche.

In pochi anni, il cittadino medio interagirà anche senza saperlo con smart contract e dapp.

Perché?

Non appena la tecnologia blockchain matura, le banche e le società avranno un incentivo economico per sfruttare la tecnologia per tagliare i costi, automatizzando e decentralizzando le loro operazioni.

Dappssmart contracts e DAO (decentralized autonomous organizations) hanno il potenziale di ridurre le infrastrutture, lavoro e costi operativi per tutte le compagnie.

L’ironia del caso è che queste società stanno investendo nello sviluppare tecnologie che pongono in essere una minaccia.

Una volta che avranno privatamente decentrato i loro interi backend, tutto ciò che rimarrà è il loro marchio, un’interfaccia utente e un requisito fiduciario per fornire profitti agli azionisti.

Forse è sufficiente per i clienti continuare a pagare una tassa premium. O forse i clienti passeranno ad un equivalente DAO pubblico con requisiti di zero profitti, che offre lo stesso servizio (o migliore) con tariffe molto inferiori.

In questo senso, la tecnologia blockchain è un cavallo di Troia.

Blockchain Commons

Corporazioni e banche stanno perseguendo progetti relativi a blockchain private percé possano controllare i dati e mantenere un codice proprietario chiuso.

Questa strategia lavorerà sicuramente a loro favore per qualche tempo, ma poi le informazioni vogliono essere libere.

Gli effetti di rete di un protocollo aperto, pubblico e basato su una blockchain supereranno inevitabilmente i sistemi privati.

La mentalità aziendale di oggi è condizionata a pensare entro i confini della scarsità e a controllare i modelli di proprietà. Questo li rende un bersaglio facile da disgregare.

I modelli di business che operano su scarsità artificale non possono esistere accanto ad una vera blockchain pubblica.

Anche se un gruppo riesce a distribuire un protocollo for-profit su una blockchain pubblica, il codice di default è open-source e quindi è banale copiare il codice, ridurre la quota e poi ridisegnare.

Le blockchain pubbliche non sono prorietà di nessuno, non sono controllate da nessuno e non possono essere chiuse.

Gli smart contracts possono non essere proprietà di nessuno, controllati da nessuno, ed eseguire codice in ogni momento.

Il risultato è “blockchain commons”; una risorsa universale comune che rende i modelli di business del vecchio mondo obsoleti, e porta un nuovo paradigma fondamentale su cui creare valore per tutta l’umanità.

Blockchain Commons e il Nuovo Valore

Se vuoi cambiare il mondo con la blockchain, tutto sta nel creare un protocollo aperto, non un’altra startup.

All’inizio di internet c’erano vari gruppi che competevano per costruire protocolli di comunicazione. Mentra la maggior parte è caduta nel dimenticatoio, quelli che ce l’hanno fatta sono ora i protocolli standard su cui si basa l’Internet di oggi: TCP/IP, DNS, HTTP, ecc…

Questi protocolli sono gratuiti ed universali, presenti in tutto quello che abbiamo imparato ad amare di internet.

L’ecosistema blockchain di oggi è esattamente come agli inizi di internet. Centinaia di progetti si stanno sfidando per sviluppare i protocolli standard per questi settori:

  • archiviazione decentralizzata
  • legge decentralizzata
  • comunicazione decentralizzata
  • governance decentralizzata
  • sicurezza decentralizzata
  • finanza decentralizzata
  • settore immobiliare decentralizzato

Credo che ogni industria e sistema della nostra società convergerà in un protocollo pubblico e basato su blockchain.  

Dalla prospettiva di un modello di business, questo sarà il passaggio dalla scarsità all’abbondanza. La barriera per i competitor sarà zero visto che tutti i dati saranno gratis e universalmente accessibili. I costi per utente saranno zero visto che tutti potranno trasferire istantaneamente i propri dati ad altri servizi senza ritardi.

Le organizzazioni che sfruttano la coordinazione a sciame, l’intelligenza artificiale e la complessità emergente saranno capaci di sviluppare importanti feedback tra i loro prodotti/servizi e utenti. Questo renderà straordinariamente rapida e autonoma l’evoluzione della produzione con A/B testing avanzati per tenere il passo con dozzine di progetti competitivi.

In una realtà così costruita, diventa chiaro che il potere passa all’utente individuale; la scelta della gente sarà determinata dal risultato d’insieme.

Prodotti, servizi ed entità che forniscono benefici sociali come un reddito universale e decentralizzato, assistenza sanitaria universale decentrata e alloggio decentrato diventeranno scelte popolari e nascono al movimento di decentramento sociale.

Se il futuro è una serie di probabilità, allora tutto può succedere. Ma con blockchain pubbliche create per essere inarrestabili sin dall’inizio, penso che le probabilità siano a favore di un futuro positivo che tutti vorremmo vivere.

di Nathan Waters

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Amelia Tomasicchio

Amelia Tomasicchio scrive di Bitcoin ed Ethereum dal 2014. Con una laurea in lettere e un master in marketing, Amelia si occupa soprattutto di content marketing e social media management per diverse aziende nel settore fintech.


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