Su una griglia elettrica, gli elettroni generati dal sole, il vento, o altre fonti rinnovabili sono indistinguibili da quelle generate da combustibili fossili. Per tenere traccia di quanto è pulita l’energia prodotta, i governi hanno creato sistemi basati su certificati negoziabili.

Il problema è che il modo in cui vengono gestiti questi certificati “fa pena”, e sta rallentando gli investimenti sulle energie rinnovabili, dichiara Jesse Morris, un esperto di energia al Rocky Mountain Institute. Un nuovo sistema basato su blockchain, la tecnologia che sta al cuore di Ethereum e di altre valute digitali, potrebbe risolvere questo nodo.

Tenere traccia di certificati di energia rinnovabile è una delle molteplici potenziali applicazioni in cui la tecnologia blockchain potrebbe essere impiegata andando a risolvere problemi di gestione nel settore energetico senza stravolgere il flusso dell’attuale mercato, secondo Morris. Lui e diversi altri credono che sul lungo termine, la tecnologia potrebbe aiutare a trasformare l’architettura della griglia stessa.

La blockchain è un registro condiviso e crittografato che viene mantenuto da una rete di computer. Questi computer verificano le transazione – nel caso di Ethereum, il trasferimento di criptovalute tra utenti individuali. Ogni utente può accedere al proprio conto, e non esiste un ente singolo. Avvocati dicono che questa tecnologia potrebbe rivelarsi estremamente promettente nelle industrie in cui i nodi delle reti – produttori di elettricità e consumatori, collegati tramite la griglia energetica, ad esempio – dipendono da set di dati condivisi.

Quando una centrale elettrica rinnovabile genera un unità di elettricità al giorno, un contatore genera dei dati che vengono scritti su un foglio di calcolo. Il foglio di calcolo viene quindi mandato a un provider di registro, in cui vengono immessi i dati in un nuovo sistema che genera un certificato. Un secondo set di intermediari gestiscono il rapporto tra produttori e consumatori richiamati in questi certificati, ed ancora un’altra parte è incaricata di verificare i certificati dopo la vendita.

Un sistema di questo tipo finisce inevitabilmente nell’aumentare i costi di transazione, lasciando comunque spazio a inevitabili errori che possono derivare da distrazioni in buona fede o alla peggio da tentativi di frode. La carenza di trasparenza non fa che spaventare ulteriormente il consumatore.

Cosa succederebbe se il contatore scrivesse i dati direttamente su una blockchain? La maggior parte dei problemi della filiera svanirebbero, dice Morris.

E questo è solo l’inizio – molti esperti di energia sono convinti che la tecnologia blockchain ha il potenziale di trasformare dalle fondamenta l’attuale griglia energetica.

Il settore energetico è, nella maggior parte, ancora basato su centrali massive che generano energia per inviarla a grandi distanze tramite linee di distribuzione e trasmissione. Anche se, negli ultimi anni un numero sempre crescente di piccoli generatori di energia “distribuita”, vedi i pannelli solari o le batterie dei veicoli elettrici, si sono connessi alla griglia.

I possesori di tali sistemi faticano a massimizzare il loro investimento a causa dell’inefficienza dell’intero sistema, dice Jemma Green, co-fondatrice di Power Ledger, una startup Australiana sviluppata su blockchain – piattaforma che permette ai produttori di scambiare energia peer-to-peer con i consumatori. Ad esempio, generalmente sono necessari dai 60 agli 80 giorni perché un produttore di energia elettrica venga pagato. Con un sistema basato su blockchain, dichiara Green, i produttori possono essere pagati immediatamente, in questo modo avranno bisogno di meno capitale per avviare e gestire un investimento energetico.

In un sistema simile, i vicini potrebbero semplicemente scambiare energia reciprocamente, un processo molto più efficiente rispetto al vendere prima gli elettroni alla griglia principale. Power Ledger rappresenta un prodotto che può trasformare un edificio abitativo in una microgriglia basata su un sistema condiviso di pannelli solari e accumulatori, ad esempio. Un’altra compagnia, chiamata LO3 Energy, ha avviato una microgriglia su un vicinato di Brooklyn.

Il sistema tradizionale non ha ancora idea di come gestire con questo tipo di “mercato locale,

dice Green.

Quanto dovrei pagare per utilizzare una discreta parte della rete?

Secondo Green, la sua compagnia e la tecnologia blockchain in generale, possono aggiungere un nuovo livello di sofisticazione al mercato, abilitando delle transazioni più “granulari”.

Per liberare il potenziale delle blockchain nel settore energetico, il team di Jesse Morris al RMI si è unito alla startup Austriaca basata su blockchain Grid Singularity per creare un’organizzazione no-profit chiamata Energy Web Foundation. All’inizio del mese la EWF ha lanciato la propria blockchain che Morris ha dichiarato essere dedicata esclusivamente al settore energetico. Basato su Ethereum, il network rappresenta un ambiente di test per scopi molto promettenti. Per validare le transazioni durante i test, la EWF conterà su 10 tra le maggiori compagnie energetiche che si sono unite come affiliate.

Il team comincerà con applicazioni come il controllo dei certificati di energia rinnovabile. Sul lungo termine, tuttavia, Morris vede un mondo in cui le abitazioni e gli edifici saranno dotati di software che venderanno e acquisteranno automaticamente energia dalla griglia sulla base dei dati contabilizzati in tempo reale.

Fonte: technologyreview.com

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