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Cardano è lontano dall’essere un concorrente di Ethereum

17 Giugno 2018 16:49
Tempo di lettura: 4 min.
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17 Giugno 2018 16:49
Alessandro Di Vita

Cardano (ADA) è uno dei tanti sfidanti di Ethereum che attualmente occupa la top ten di CoinMarketCap. Tutti i progetti blockchain sono ambiziosi, ma Cardano lo è ancora di più: non vuole solo spodestare Ethereum dall’essere la principale piattaforma di sviluppo blockchain, ma vuole farlo attraverso una roadmap di prodotti molto lunga e complicata che verrà sicuramente e rigorosamente revisionata dagli accademici.

Il problema è che Cardano impiegherà anni a costruire ciò che si è prefissato. Ethereum ha già una blockchain pubblica e decentralizzata funzionante con programmabilità completa degli smart contract. Cardano non è ancora decentralizzato (i nodi attuali sono controllati centralmente) ed è improbabile che la funzonalità degli smart contract venga rilasciata quest’anno. Quindi quanto è realistico il fatto che Cardano finirà per usurpare Ethereum?

Cardano comunque ha obiettivi simili a Ethereum. Mira ad essere una piattaforma di smart contract che gestisce la propria blockchain, proprio come Ethereum. Cardano ha raccolto circa 62 milioni di dollari per questa visione, principalmente da investitori giapponesi, in una ICO a più stadi che è stata completata nel gennaio 2017. In effetti, alcuni chiamano Cardano “l’Ethereum giapponese” a causa dei suoi stretti legami commerciali con il Giappone.

 

Cosa rende diverso Cardano?

Il progetto Cardano è supportato da Charles Hoskinson, imprenditore e matematico di Boulder, Colorado. Dopo aver incontrato il creatore di Ethereum Vitalik Buterin, Hoskinson è diventato uno degli sviluppatori principali di Ethereum nel 2013. Ma nel giugno 2014 ha lasciato il progetto e nel 2015 ha co-fondato una società di ingegneria nel settore delle criptovalute chiamata IOHK. Cardano è nato all’interno di IOHK, ma da allora è stato rilasciato come progetto open source.

Come dice Hoskinson, Cardano fa parte della terza ondata di criptovalute. Il Bitcoin è stato ovviamente il primo, seguito da Ethereum e dalla sua piattaforma di programmazione di smart contract. Cardano mira a fare ciò che fa Ethereum, ma allo stesso tempo mira a risolvere tre dei suoi problemi chiave: scalabilità, interoperabilità e sostenibilità.

La caratteristica principale di Cardano finora è il suo algoritmo proof-of-stake, chiamato Ouroboros, che è già stato sottoposto a peer review e dichiarato sicuro dagli accademici. Anche Ethereum sta lavorando a una soluzione PoS, Casper, che però deve ancora essere lanciata. Quindi Cardano può almeno dire di aver battuto Ethereum su questo fronte.

 

La lunghissima roadmap di Cardano

A parte vantare i diritti della proof-of-stake, quanti altri progressi ha fatto Cardano?

Secondo la sua roadmap, Cardano è attualmente in una fase di bootstrap, che ha soprannominato Byron. In questa fase, la piattaforma viene costruita per (tra le altre cose) il commercio e il trasferimento di ADA, il suo token nativo.

Tuttavia è importante notare che la rete blockchain di Cardano non è ancora completamente decentralizzata. Ciò avverrà nella fase successiva, soprannominata Shelley. La roadmap afferma che tra il secondo e terzo trimestre del 2018 “saranno rilasciate le caratteristiche di Shelley, a partire dalla delegazione e dai testnet di stakepool”.

Cardano, inoltre, non ha ancora smart contracts funzionanti. Questo non succederà fino alla fase Goguen del progetto, prevista dopo Shelley. Non è chiaro quando accadrà, ma probabilmente non quest’anno.

Scorrendo verso il basso la roadmap, si nota che c’è molto lavoro da fare. Quindi il rischio più grande in Cardano è che, a) sia eccessivo in termini di ciò che la blockchain dovrebbe raggiungere, e b) ci voglia troppo tempo per arrivare anche solo vicino a rendere la sua visione una realtà.

Alcune delle critiche a Cardano – che la sua ambizione sia troppo grande e che non siano stati fatti molti progressi – sono senza dubbio valide. Cardano è chiaramente lontano dall’essere una piattaforma di smart contract decentralizzata utilizzabile (cosa che invece è Ethereum). E la moneta di Cardano, ADA, non ha molto senso a questo punto.

Charles Hoskinson ha difeso il lungo ed esauriente processo che Cardano ha intrapreso in un post del gennaio scorso:

Il punto del progetto Cardano è sempre stato quello di costruire qualcosa usando un approccio di programmazione funzionale, abbracciando metodi formali e controllando i nostri progressi attraverso la peer review. Abbiamo scelto questi tre pilastri perché l’esperienza ci dice che gli umani sono bravi nell’auto-inganno, formando culti di personalità e commettendo errori estremamente sottili che alla fine scendono a cascata.

Più tardi nel post, Hoskinson menziona la DAO come un esempio di come un approccio al codice meno rigoroso possa avere conseguenze disastrose. La DAO ha portato Ethereum a subire un duro colpo, e Hoskinson vuole evitare questo tipo di calamità.

 

Conclusioni

All’inizio di quest’anno, Cardano ha raggiunto una capitalizzazione di mercato di oltre 32 miliardi di dollari. Questo è un numero assurdo per un presunto concorrente di Ethereum che non ha ancora pubblicato una blockchain pubblica decentralizzata. Da quel momento in poi, la capitalizzazione di mercato di Cardano è calata significativamente, a poco più di 5 miliardi di dollari. Anche questo numero è ridicolo, ma per lo meno difendibile dal punto di vista del mercato che Cardano prevede per il suo prodotto.

Nonostante ciò, Cardano ha messo seriamente in discussione la sua blockchain e ha costruito le prime tappe di una solida base, grazie alla sua visione grandiosa.

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