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Ethereum DAO: non tutti i mali vengono per nuocere

29 Dicembre 2016 18:21
Tempo di lettura: 4 min.
dao ethereum
29 Dicembre 2016 18:21
Amelia Tomasicchio

Christoph Jentzsch è il fondatore di Slock.it, l’azienda smart contract che ha creato l’Ethereum DAO di cui abbiamo ampiamente sentito parlare nel corso del 2016.  

In un recente articolo pubblicato da Coindesk, Jentzsch parla del suo anno e di come crede che il suo progetto Ethereum DAO abbia aiutato l’intera industria. Di seguito la traduzione di quanto spiegato da Christoph.

Guardandomi indietro devo dire che è stata una corsa.

E’ stato detto molto (e scritto) sulla mia compagnia e sul suo contributo all’industria blockchain durante questo anno, e vorrei ora dare la mia opinione su quello che è successo all’interno della nostra parte del mondo di Ethereum. Non da una prospettiva esterna, ma dalla nostra prospettiva interna.

All’inizio di quest’anno, Slock.it ha lavorato duramente per rendere realtà la visione di una sharing economy decentralizzata, sviluppando un Ethereum Smart Home Server usando Ubuntu Core e Samsung Hardware.

E’ stato un momento eccitante e abbiamo fatto molti progressi.

Ciò è cambiato quando è venuto il momento di trovare finanziamenti e abbiamo deciso di aiutare a costruire un’organizzazione autonoma decentralizzata (DAO) invece di fare una vendita centralizzata di token o di utilizzare il classico finanziamento venture-capital.

Così è iniziata la storia dell’Ethereum DAO. E’ stato un viaggio fantastico ed ha dimostrato quanto interesse possa suscitare un’organizzazione autonoma e decentralizzata.

L’Ethereum DAO ha suscitato molta attenzione e interesse nei riguardi della blockchain, e soprattutto della blockchain di Ethereum.

Sappiamo tutti quello che è successo dopo. E’ fallita a causa di un bug del software nello smart contract e ha suscitato un dibattito su come risolvere questa situazione.

La community di Ethereum non aveva mai dovuto affrontare una sfida simile prima di allora. Si è trattato, quindi, sia di una fortuna che di una maledizione perché ci sono voluti 28 giorni per trovare una soluzione (e si è dovuti intervenire per forza con un hard fork).

Questo non ha cambiato soltanto il sistema di governo di Ethereum, ma ha posto importanti domande sulla natura stessa della governance blockchain.

Cosa abbiamo imparato su Ethereum DAO

Quindi, qual è il sistema di governo di ethereum? Ora siamo un po’ più vicini a capirlo.

Ethereum è un protocollo che ha fatto unire molte persone e gruppi di interesse – l’Ethereum Foundation, i minatori, gli exchange, gli sviluppatori, gli utenti e gli speculatori.

Ethereum è attualmente una proof-of-work blockchain, e in termini di governance non si tratta di altro che di “quello che la gente sceglie, si fa”. Ovviamente non è così semplice. Ci sono anche molte persone che non hanno la capacità di sviluppare un client e fare delle modifiche.

Gli sviluppatori sono diventati molto recettivi rispetto ai desideri della community, senza forzare le loro opinioni, ma ascoltando attentamente gli utenti.

Penso che gli sviluppatori del client abbiano fatto davvero un ottimo lavoro, e li rispetto molto.

Dopo molte discussioni, una maggior parte ha supportato la decisione dell’hard fork, aggiornando i propri client a dispetto della mancanza di tempo ed è andata molto bene. Si è anche aggiunto un nuovo gruppo che supporta la vecchia blockchain [Ethereum Classic], a dimostrazione del fatto che ogni utente è libero di scegliere quale blockchain utilizzare.

Alcune persone erroneamente dicono che è stata presa una decisione centralizzata da una piccola elite che arbitrariamente ha cambiato il protocollo. Visto che io sono stato in contatto con molti gruppi di persone durante quel periodo e ho attivamente promosso e scritto le specifiche per il potenziale hard fork, posso dirti che non ho mai visto un processo decisionale più irto di difficoltà.

Spero che potremo migliorare il sistema di governance di Ethereum, ed attualmente si sta discutendo di alcuni sistemi come parametri di controllo del protocollo tramite smart contract o utilizzando uno stake vota per attivare un hard fork e simultaneamente disabilitare la vecchia chain.

Durante il corso dell’anno ci sono stati altri hard fork che non hanno generato così tante discussioni, come quello per il D.O.S. e per migliorare il protocollo.

Nonostante questo, Ethereum ha mostrato tutta la sua elasticità durante i vari attacchi e può essere che il DAO abbia portato maggiore consapevolezza.

L’evoluzione continua

 

L’anno sta finendo e l’ecosistema di Ethereum sta diventando sempre più forte.

La forza, la determinazione e le capacità mostrate dalla community di sviluppatori durante l’annuale conferenza Devcon2 sono state per me impressionanti e sono molto eccitato di vedere i progressi che sono stati fatti in termini di sicurezza smart contract, strumenti di sviluppo, infrastruttura per app decentralizzate (dapp), sviluppo dei client e ultimo, ma non ultimo, la ricerca costante per migliorare il protocollo.

Sebbene l’Ethereum DAO sia ormai un caso chiuso, il concept del DAO non è morto e vogliamo continuare a lavorarci su. Per questo abbiamo iniziato un nuovo progetto chiamato Charity DAO.

Questa volta vogliamo applicare tutto ciò che abbiamo imparato e migliorare un settore che ci è molto a cuore: la beneficenza.

Slock.it sta anche continuando a lavorare ad altri progetti che crediamo aiuteranno a decentralizzare la sharing economy, come Share&Charge, che è stato di recente notato dal governo tedesco. Insieme a Innogy, lanceremo questo progetto, per un’esperienza peer-to-peer  nel settore dello sharing delle macchine elettriche.

In conclusione, sono eccitato per quello che ci porterà il 2017.

Speriamo di inserire molti oggetti fisici nella blockchain di Ethereum per consentire alle persone di comprare, affittare e vendere in modo diretto.

Con le lezioni che abbiamo imparato e il continuo sviluppo delle dapp, credo che vedremo presto realizzata la visione dell’Ethereum web 3.0 durante il 2017.

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Amelia Tomasicchio

Amelia Tomasicchio scrive di Bitcoin ed Ethereum dal 2014. Con una laurea in lettere e un master in marketing, Amelia si occupa soprattutto di content marketing e social media management per diverse aziende nel settore fintech.


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