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Interactive Coin Offerings, un nuovo modello di ICOTempo di lettura: 11 min.

Sino ad oggi abbiamo assistito ad ICO (Initial Coin Offering) di ogni tipo, su piattaforme differenti. La loro diffusione sta crescendo esponenzialmente però, sino ad ora, hanno presentato problematiche storiche...
interactive coin offerings

Sino ad oggi abbiamo assistito ad ICO (Initial Coin Offering) di ogni tipo, su piattaforme differenti. Come ben dimostra questo filmato https://www.youtube.com/watch?v=ac1P3GXkFxc, la loro diffusione sta crescendo esponenzialmente.

Esse però, sino ad ora, hanno presentato problematiche storiche, raccogliendo spesso eccessivi fondi, o intasando la rete con delle “corse all’oro” che escludevano la maggior parte di coloro che avrebbero desiderato parteciparvi. Per risolvere queste ed altre problematiche, Jason TeutschVitalik Buterin hanno pubblicato il paper Interactive Coin Offerings, il quale descrive un rivoluzionario protocollo per la realizzazione di ICO.

Problematiche dei modelli precedenti

Le ICO, in tutte le sue varianti, rientrano fondamentalmente in due categorie:

  • ICO senza limite di raccolta (uncapped sale)
  • ICO con limite di raccolta (capped sale)

Nel primo caso abbiamo un ICO con un momento di inizio e di fine ben definiti nel tempo, nel quale chiunque è in grado di partecipare, ma nessuno è in grado a priori di sapere quanto il proprio investimento sarà valutato in percentuale nel mercato globale. Questo implica che sarà impossibile prevedere esattamente quante monete verranno emesse, e può portare ad avere campagne ultra-finanziate come nel caso di The DAO, il quale hack ha poi costretto la fondazione ad incorrere nel famoso fork.

In questo modello essere tra i primi investitori sarà molto rischioso, poiché la stima del risultato finale sarà molto difficile, ed otterremo un addensarsi delle partecipazioni verso la fine del periodo d’offerta.

Nel secondo caso abbiamo l’opposto: si conosce perfettamente quante monete verranno emesse (al massimo), e quindi si conosce la percentuale (minima) di mercato globale che il nostro investimento avrà.

Quel che però otterremo sarà una sopracitata corsa all’oro, in cui tutti proveranno ad entrare contemporaneamente, inviando transazioni al contratto prima, durante e dopo la chiusura dell’ICO.

Storicamente abbiamo avuto ICO sulla blockchain di Ethereum che hanno raggiunto anche le 2000 transazioni al secondo, congestionando la rete per giorni, concludendo la raccolta in pochi minuti, escludendo la maggioranza di chi voleva partecipare, consegnando la maggior parte dei token a pochi, e di fatto sotto finanziando il progetto relativamente al potenziale ottenibile. Anche questo non è un buon modello di ICO.

Oltre tutto, questo modello pone la difficoltà all’autore di dover decidere a priori quanti soldi voler raccogliere, e di conseguenza quante monete voler emettere, rischiando quindi nei due estremi di:

  • sotto finanziare il progetto, nel caso in cui il limite sia scelto troppo basso
  • chiudere con un target non raggiunto, nel caso in cui il limite sia impostato troppo alto, con un conseguente fallimento percepito, e un rischio di cattiva valutazione nei primi momenti di uscita nei mercati

In un’occasione (http://vitalik.ca/general/2017/06/09/sales.html) Vitalik ha formalizzato quanto sopracitato, definendo due caratteristiche relative alle ICO che sono sia desiderabili, sia mutualmente incompatibili. Ovvero:

  • un quantitativo fisso di moneta compra almeno una frazione fissa del totale dei token
  • chiunque può partecipare

La dimostrazione, matematica, è che se un’unità di moneta acquista almeno una frazione p dei token, allora il ricavo totale dalla vendita non può superare le 1/p unità di moneta.

Interactive Coin Offerings

La soluzione in questo caso consiste nel realizzare un sistema intelligente che, assieme al deposito, raccolga anche le intenzioni dell’investitore sulla capitalizzazione massima raccolta per la quale è disposto a partecipare, o in altri termini, qual’è la percentuale minima di token totali che è disposto ad accettare.

Secondo questo modello, l’offerta di ciascun investitore è valida fintanto che la capitalizzazione di mercato non supererà il quantitativo massimo dichiarato, e nel caso in cui la raccolta dovesse superare tale quantitativo, l‘offerta sarà rimborsata (o parzialmente rimborsata) sino a soddisfare il desiderio dell’investitore.

Questo modello permette di selezionare tutte e soltanto le offerte tra loro compatibili nel bacino degli investitori, soddisfacendo tutti. È quindi possibile estendere a qualsiasi periodo arbitrario il tempo utile per partecipare, evitando la creazione di congestioni di rete.

Tuttavia il modello proposto da Jason e Vitalik non termina qui, e vi sono altre accortezze prese in esame.

Le due fasi dell’ICO

Nel paper viene assunto che la durata di questo tipo di ICO sia di 30 giorni, tuttavia è un valore arbitrario.

Questo periodo verrà quindi diviso in due parti, arbitrariamente di 20 e di 10 giorni. Nella prima parte si potrà ritirare la propria offerta sia in automatico che manualmente, nella seconda parte invece avremo soltanto il ritiro automatico.

Come riportato nel paper, il protocollo di “Interactive Coin Offerings” si definisce “interattivo” perché ciascun investitore sarà libero di interagire nella prima parte con gli altri investitori, ed adeguare il suo comportamento liberamente in base a questo, modificando le sue posizioni. I tempi stabiliti inoltre sono sufficientemente ampi per dar loro la possibilità di organizzarsi ed aggregarsi anche a livello “social”. Vediamo i dettagli dei due tipi differenti di ritiro dell’offerta.

Il ritiro d’offerta automatica è quella che abbiamo già introdotto, ovvero quella che avviene quando la raccolta di capitale supera il nostro massimo dichiarato assieme al deposito.

In questo caso la nostra offerta verrà sottratta in maniera da soddisfare il vincolo, ed i soldi diverranno automaticamente riscuotibili.

La sottrazione delle offerte potrà essere parziale, nel caso in cui il limite venga superato per solo una parte del deposito vincolato, e nel caso in cui vi siano più persone con lo stesso limite, i fondi saranno sottratti proporzionalmente da tutti i depositi coinvolti.

Facciamo alcuni esempi:

  1. Anna deposita 20 ether e dichiara di volersi ritirare se il mercato supera i 100 ether.
    Bob deposita 60 ether e non dichiara limite di accettazione (o lo dichiara molto alto).
    Carlo deposita 50 ether senza limite di accettazione.
    Il mercato ora avrebbe 130 ether, ma Anna ha dichiarato di accettarne un massimo di 100, quindi la sua offerta viene ritirata.
    Rimangono Bob e Carlo con un mercato di 110 ether. Anna potrà ritirare tutto il suo capitale
  2. Assumiamo invece che Bob depositi solo 40 ether. Quindi:
    Anna deposita 20 ether e dichiara un limite di accettazione per 100 ether di mercato.
    Bob deposita 40 ether senza limite.
    Carlo deposita 50 ether senza limite.
    In questo caso il mercato ha 110 ether, ma Anna ha dichiarato di accettarne solo 100. In questo caso Anna avrà un rimborso parziale pari a 10 ether, mentre 10 ether rimarranno nel contratto (sino ad eventuali nuovi depositi terzi). Rimarranno quindi Anna con 10 ether, Bob con 40 e Carlo con 50, ed un mercato di 100 ether.
  3. Assumiamo ora che anche Bob imposti lo stesso limite di Anna.
    Anna deposita 33 ether con limite di mercato di 100 ether.
    Bob deposita 66 ether con limite anch’esso di 100 ether.
    Carlo deposita 40 ether senza limite.
    In questo caso abbiamo un mercato di 139 ether, ma Anna e Bob hanno dichiarato allo stesso modo di accettarne al massimo 100 ether di capitalizzazione. Abbiamo quindi 39 ether di disavanzo, da sottrarre proporzionalmente dai i capitali di Anna e Bob. Calcolando le proporzioni, Anna dovrà mettere 1/3 dei 39, mentre Bob i restanti 2/3.
    Rimarranno quindi tutti e 3, Anna con 20 ether, Bob con 40 ether, e Carlo con 40 ether, e un mercato di 100 ether

Il ritiro manuale invece viene offerto nella prima fase per consentire agli investitori di cambiare idea, e di partecipare all’ICO anche se il mercato all’inizio non si è espresso con sufficiente liquidità. Qualsiasi investitore, quindi, nei primi 20 giorni potrà decidere di ritirare tutti i suoi soldi senza costi aggiuntivi, anche basandosi sul comportamento degli altri offerenti.

Viene però offerto un’incentivo progressivo nel evitare di accalcarsi con un ingresso finale, e nel cambiare troppe volte idee, ovvero nei primi 20 giorni sarà distribuito un premio bonus in token, con una percentuale linearmente decrescente, che nel modello proposto andrà dal 20% di token in più il primo giorno, al 10% di token in più il 20° giorno. Non vi sarà invece nessun bonus in token dal 21° giorno in poi, quando il ritiro manuale dell’offerta verrà pure disabilitato. L’obiettivo è di tentare di stabilizzare con il tempo il mercato capitale, che altrimenti potrebbe fluttuare indistintamente all’interno dei primi 20 giorni.

È dimostrabile inoltre che la funzione che descrive il mercato capitale in un dato giorno è monotona dal 21° giorno in poi. Poiché i depositi possono essere solamente ritirati per esclusione automatica, e l’esclusione automatica al più esclude un importo pari a quello di volta in volta depositato, è facilmente dimostrabile che il capitale raccolto dall’ICO in questa fase non può decrescere nel tempo.

Conclusioni

Vi sono molti vantaggi nell’adottare questo modello di ICO, che ci auguriamo si possa con il tempo espandere. Il team TrueBit con Jason Teutsch che ha lanciato l’idea, sta già provvedendo ad implementare il contratto che offrirà questo modello, il quale è disponibile a tutti in maniera open source su GitHub (https://github.com/TrueBitFoundation/interactive-coin-offerings).

Riassumendo: in base a come è stata definita l’ICO , non sarà necessario preimpostare il numero finale di token emessi, e gli stessi non potranno essere inviati prima della conclusione del bando.

Tuttavia, i partecipanti saranno tutti soddisfatti, e tutti coloro che avranno voluto partecipare ne avranno avuto occasione, ammesso che il tempo concesso fosse sufficiente.

Sarà stato lasciato spazio anche all’organizzazione dei gruppi di investitori, e sarà concesso loro di cambiare idea. Tuttavia, un sistema di bonus premierà chi avrà deciso di investire nel primo periodo, ed avrà tenuto fede alla sua decisione.

Il decrescere del bonus, e l’eliminazione del ritiro manuale dell’offerta nella seconda fase, andrà a stabilizzare progressivamente l’ammontare raccolto dall’ICO, stabilizzando conseguentemente anche il reale valore del token nel futuro mercato.

Questo porterà anche ad evitare sorprese nel momento di uscita, in quanto il valore lì espresso tenderà ad essere simile al valore offerto in ICO, senza il bonus.

È stata ipotizzata anche una seconda versione dell’algoritmo, più complessa. Oltre ad impostare un livello massimo di capitalizzazione, potremmo impostare anche un livello minimo.

Questo consentirebbe all’investitore di finanziare solamente progetti il quale è sicuro che ricevano un’adeguato finanziamento, laddove un finanziamento sottodimensionato potrebbe portare ad un naufragare dell’idea.

Il documento originale espone e dimostra molte altre considerazioni, che però non andremo a riassumere qui per intero. Per approfondimenti rimandiamo al paper originale (https://people.cs.uchicago.edu/~teutsch/papers/ico.pdf).

Ci auguriamo che il progetto possa evolversi e che possa essere adottato in futuro come supporto per le prossime ICO!

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Mirko Da Corte

Mirko Da Corte

Appassionato di tecnologia da sempre, incontrai per caso blockchain in un pomeriggio di sole. Fu amore a prima vista. Founder e CTO di Digicando Srl, collaboro alla moderazione del gruppo Ethereum Italia

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