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La tokenizzazione del tutto: perché i token creeranno un mondo più liquido

10 Gennaio 2019 12:55
Tempo di lettura: 10 min.
10 Gennaio 2019 12:55
Giuseppe Brogna

Partendo dai gettoni…

Molte persone hanno realizzato il concetto di token per mezzo dell’ambiente criptovalutario.

Invero, i token non sono un’invenzione propria delle criptovalute. Esistono da tempo, ne hai avuto a che fare al di fuori del contesto blockchain.

Pensa ai gettoni telefonici, utilizzati fino agli albori degli anni 2000.

I token sono titoli prestampati. Ne hanno fatto largo uso nel dopoguerra i primi prodotti di consumo (e.g. dado liebig). I punti erano cambiabili in prodotti o sconti. Poi sono arrivati i punti fedeltà delle grandi catene.

Un esempio contemporaneo sono le ricariche telefoniche: pezzi di carta che valgono una determinata quantità di giga e/o di minuti di chiamate.

L’inserimento del modello token nel contesto decentralizzato delle criptovalute ne ha facilitato lo scambio, aprendo le porte al trading speculativo sugli stessi.

Si fa presto a ricondurre il concetto di token esclusivamente alle Initial Coin Offering (ICO). Quando si sente parlare di token, spesso si pensa a quelli – spesso inutili – emessi dalle startup in cerca di denaro per finanziarsi.

Dinanzi al fallimento della maggior parte dei progetti ICO, nel 2018 la tendenza è stata quelle di ricondurre al concetto di token un significato negativo.

Ma il token non è solo un gettone di utilizzo, o con funzione presumibilmente valutaria, acquistato in ICO nella speranza di essere rivenduto a un prezzo più elevato.

Il token e la tokenizzazione sono concetti più ampi.

La tokenizzazione del tutto

I token sono astrazioni basate sulla blockchain: possono rappresentare valute, asset di vario genere, diritti di accesso, ecc.

La tokenizzazione è il processo di trasformazione dello storage e della gestione di un bene, quando ad ogni asset viene assegnata una controparte digitale.

Vari tipi di asset del mondo reale (azioni delle società, immobili, oggetti d’arte, proprietà intellettuale) possono essere convertiti in token digitali archiviati sulla blockchain.

Il processo di tokenizzazione degli asset del mondo reale è sul punto di rivoluzionare la maniera in cui operano svariati business, migliorando la velocità delle transazioni, garantendo trasparenza, responsabilità e, soprattutto, elevando la liquidità.

Per una serie di ragioni, i modi tradizionali di trasferire e scambiare asset sono impraticabili o sconvenienti nel mondo contemporaneo. Ad esempio, alcuni asset sono difficili da trasferire fisicamente, dividere o tracciare.

Altre categorie di asset, come gli immobili, coinvolgono una notevole quantità di documenti e significative commissioni per gli intermediari. Il risultato è la ridotta velocità delle transazioni.

Il mondo è pieno di asset: azioni, immobili, metalli preziosi, diritti di proprietà intellettuale ecc. Ci sono 256 trilioni di dollari di asset del mondo reale. La maggior parte di questi beni sono ancora rappresentati da carta e sono altamente illiquidi.

Molti beni sono difficili da consegnare. La suddivisione è ugualmente problematica, in vista dell’asseggnazione di particolari diritti. I processi legali per il trasferimento dei diritti di proprietà sono complessi, suggerendo quindi il coinvolgimento di partecipanti di fiducia.

In accordo con l’attuale modello di funzionamento del mercato, una vendita dovrà fare i conti con intermediari, elevando i costi sia per il venditore che per l’acquirente. Possono trascorrere mesi prima che un bene riesca effettivamente a cambiare proprietario.

I vantaggi della tokenizzazione

La tokenizzazione introduce una vasta gamma di importanti innovazioni. Innanzitutto gli asset sono gestiti direttamente dal titolare, invece che attraverso l’emissione di ordini.

La differenza rispetto alla presenza di un intermediario sta in ciò: nel caso di un conto bancario, il cliente si identifica tramite login e password e invia un’istruzione alla banca. Nel caso della blockchain, il promotore della transazione utilizza la propria firma digitale, che di per sé è una condizione sufficiente per l’esecuzione della transazione.

In termini di sicurezza, la tokenizzazione consente verifiche trasparenti in tempo reale, con accesso ai risultati per tutte le parti, nonché la sincronizzazione garantita dei dati tra i partecipanti ai processi di negoziazione.

Sul piano della gestione, si apre l’opportunità di amministrazione congiunta di beni che non richiedono la fiducia.

Per quanto riguarda la velocità, i calcoli potranno essere effettuati in pochi secondi. Non saranno più necessari giorni.

In altre parole, la tokenizzazione favorisce la velocità, la sicurezza e la convenienza delle operazioni, riducendo la necessità di intermediari.

A ciò si aggiunga l’introduzione di caratteristiche non connaturate a un asset. Pensa all’opportunità di suddividere i beni in frazioni più piccole e alla capacità di integrare i principi dell’amministrazione nello stesso asset (ad esempio coinvolgere più titolari di un bene nelle questioni della sua riparazione).

Un asset tokenizzato avrà maggior valore rispetto a un equivalente fisico.

La valorizzazione deriva sia dall’opportunità di reperire maggiori informazioni su un bene tokenizzato, attravero la blockchain, sia dalla circostanza che la tokenizzazione rende liquidi gli asset illiquidi.

L’esempio degli  immobili

La liquidità è la capacità di trasformare un bene in denaro. I beni privati, ​​tradizionalmente, sono altamente illiquidi.

L’esempio tipico è quello degli immobili. Se hai intenzione di vendere una proprietà, anche in presenza di un acquirente pronto, potrebbero volerci settimane se non mesi per concludere l’affare.

Lo scambio di asset privati ​​richiede spesso l’intervento di diversi intermediari. Inoltre, il processo di tracciamento dei trasferimenti è manuale e costoso.

Queste inefficienze rendono molti beni illiquidi. Per far fronte alla carenza di liquidità, il valore degli asset privati finisce con l’essere scontato.

Con la tokenizzazione dei beni immobili, se ti svegli una mattina e decidi di vendere – anche solo una parte – per ricavare liquidità immediata, potresti concludere l’affare in pochi minuti.

La blockchain e i token creano liquidità, rendendo economicamente vantaggiosi gli scambi, in quanto riducono gli oneri amministrativi ed eliminano gli intermediari.

La tokenizzazione consente una maggiore proprietà frazionata. La maggior parte dei token possono essere suddivisi in 18 decimali, rispetto alla valuta a corso legale che può essere scomposta solo a 0,01.

La proprietà frazionata riduce le barriere all’ingresso per i nuovi investitori. Ad esempio, invece di pagare 1 milione per un nuovo appartamento, potrai pagare 50.000 euro per una frazione tokenizzata dell’asset immobiliare.

Potresti pagare qualche migliaio di euro per comprare il token di un monolocale, e poi qualche qualche altro migliaio di euro per comprare il token da un’altra casa o di un’area di sviluppo urbano.

In questo modo, si estende l’investimento per creare un portafoglio. Ma la tokenizzazione aiuta soprattutto a rendere questi beni liquidi, nel momento in cui avrai esigenze di disinvestimento.

Un altro approccio di investimento basato sulla tokenizzazione, potrebbe essere quello di vendere token che fanno riferimento a metri quadri di futuri appartamenti.

A seguito del rilascio dei token, gli investitori avranno la possibilità di scambiarli. La vendita dei token consentirà loro di ottenere il denaro investito nel progetto di appartamento. Inoltre, il prezzo del token si apprezzerebbe man mano che l’appartamento verrà costruito.

La tokenizzazione potrebbe avere ad oggetto non solo il diritto di proprietà, ma diverse posizioni giuridiche.

A titolo di esempio (non esaustivo), con il token potrebbe essere acquistato direttamente il diritto di proprietà sull’immobile oppure il diritto al reddito da locazione, o persino il diritto di utilizzare un bene (affittare l’appartamento).

Programmabilità negli asset

La tokenizzazione introduce la “programmabilità” nell’asset tokenizzato.

In questo modo, è possibile avviare la logica del business, riducendo la necessità dei settlment manuali. La struttura “immutabile” (difficilmente mutabile) della blockchain, rende impossibile per il detentore di un token cederlo due volte. Ciò aiuta ad assicurare gli investitori che nessuno può falsificare la transazione dopo che è stata confermata.

Gli smart contract possono avere funzioni per le transazioni automatiche, formule per il calcolo dei prezzi dei beni e altre caratteristiche specifiche.

La compliance può essere programmata nei token, se tutti i partecipanti dispongono di un’identità digitale che ha superato i relativi controlli di conformità KYC e AML.

La programmabilità deve fare il paio con l’interoperabilità.

Se l’ecosistema per gli asset globali diventa interoperabile, significa che sarà possibile detenere diritti di proprietà su un edificio commerciale, partecipazioni in startup, obbligazioni societarie, bond e via dicendo in una rete decentralizzata sulla stessa piattaforma.

Diversi asset possono fare riferimento l’un l’altro contrattualmente e interagire in modo automatico. Significa un aumento della liquidità per tutte le categorie di asset tokenizzati.

Un processo ancora in formazione

Oramai è pacifico che una delle più importanti rivoluzioni portate dalla tecnologia blockchain sarà la digitalizzazione del mondo: trasformare asset in token che rappresentano la titolarità di strumenti finanziari e di diritti immobiliari del valore di trilioni di dollari.

Però, il processo di tokenizzazione non è esattamente un gioco da ragazzi. Ci sono una serie di questioni pendenti, per le quali non sono ancora presenti risposte chiare.

Chi può assicurarsi che il token digitale rimanga collegato al bene del mondo reale e in che modo? Chi può garantire il valore di un token collegato a una proprietà specifica?

Un altro problema è legato alla centralizzazione. Uno dei principali vantaggi della tecnologia blockchain, rispetto ai sistemi tradizionali, è il suo decentramento. Ma gli asset fisici normalmente hanno un singolo proprietario o un ristretto gruppo di proprietari.

Inoltre, le leggi esistenti in tutto il mondo non tengono conto degli asset digitali. Dovranno essere introdotte adeguamenti normativi prima che gli asset tokenizzati possano essere trattati alla stessa stregua di quelli tradizionali.

C’è bisogno anche di omogeneizzazzione, o quantomeno di armonizzazzione delle regolamentazioni nel mondo, per favorire un effettivo commercio degli asset su scala globale.

Supponiamo che io sia un residente dell’UE che cerca di tokenizzare i propri immobili. Come posso trasferire questo token alle persone degli Stati Uniti, tenendo conto della loro identità, delle questioni KYC e AML, delle regolamentazioni USA, delle tasse e di tutte le altre questioni?

Come sarà possibile trattare con un residente USA in maniera conforme alle regolamentazioni di entrambi gli ordinamenti coinvolti?

Affinché la tokenizzazione possa davvero decollare, è necessario inoltre un ecosistema in cui i proprietari e le imprese saranno in grado di tokenizzare i propri asset e attirare gli investitori in modo semplice e conveniente.

Un fenomeno irreversibile

La tokenizzazione di asset combina i vantaggi della finanza tradizionale con i benefici della blockchain. La finanza tradizionale, in qualche modo, è vincolata in una scatola. La tokenizzazione aiuta a rimuovere quei muri e quei limiti, offrendo un nuovo potenziale.

Attraverso la riconduzione di valore in asset tokenizzati, è possibile ricreare tutta la sofisticazione del mondo finanziario tradizionale, con costi operativi e complessità molto minori.

Quando si combina la tokenizzazione con una logica di business ragionevolmente complessa, consentita dagli smart contract, è possibile rappresentare le articolate interazioni del business in modo accurato e più efficiente.

Il World Economic Forum prevede che nei prossimi dieci anni il 10% del PIL mondiale confluirà in asset crittoggrafici, pari a 10 trilioni di dollari. Ciò è principalmente dovuto alla crescita della proprietà frazionata e alla liberazione dai premi di liquidità per gli investimenti illiquidi.

In questo momento i security token sono ancora nascenti. Ma in una manciata di anni potrebbero diventare lo strumento ordinario per tirare su del capitale.

In un futuro molto vicino, potremo vivere in un mondo in cui persone provenienti da tutti gli angoli del globo commerceranno di tutto, da un oggetto di arte contemporanea del valore di milioni di euro a un edificio per uffici a Milano.

Sempre più player maggiori – pensa ai governi – hanno intenzione di entrare nel campo dei security token. Un elenco crescente di parti interessate è determinato a far diventare i security token il ponte tra gli asset crittoggrafici e il più ampio sistema finanziario.

Nuovi mercati emergeranno per asset sottoutilizzati e illiquidi, che prima erano inaccessibili. Il commercio transfrontaliero aumenterà. I finanziamenti per le tecnologie diventeranno ulteriormente decentralizzati e le Security Token Offering (STO) si affermeranno come standard.

L’ondata di ICO, che ha assunto scala globale, ci ha dato solo un assaggio di ciò che verrà. Nel 2017 la bolla dei prezzi è stata favorita da questo innovativo strumento di crowdfunding. Ma il commercio di beni tokenizzati assumerà ordini di grandezza mai visti in precedenza.



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Giuseppe Brogna

Giuseppe è laureato in giurisprudenza, da sempre appassionato di tecnologia e studioso di tematiche economiche. Stimolato dal potenziale impatto economico e sociale, si approccia al mondo delle DLT; matura particolari interessi nella nuova finanza hitech legata alle tecnologie del ledger distribuito.


  1. ha commentato:

    Molto interessante, complimenti.

    Credo che il futuro di cui parli è molto più vicino di quanto si possa pensare.

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