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Le prime dieci città al mondo per le criptovalute

07 settembre 2018 13:10
Tempo di lettura: 5 min.
07 settembre 2018 13:10
Emanuele

Dicono che le crypto non hanno confini. E quando commerciate con le criptovalute o le ricevete come pagamento per un lavoro che avete completato, è proprio così.

Una delle loro qualità migliori è quello di essere monete planetarie e non legate a determinate zone fisiche.

Ma cosa succede se voleste spendere criptovalute in persona?

In questa fase storica in cui criptovalute come Bitcoin, Ethereum e Litecoin iniziano a decollare, si assiste ad una recettività diversa a seconda del luogo in cui ci si trovi: esistono parti del mondo che stanno adottando le criptovalute molto più velocemente rispetto ad altre.

Mentre i centri tecnologici come San Francisco o Seoul sono ovvi hotspot, ci sono delle crypto-città inaspettate che stanno saltando fuori, come Praga, Tel Aviv, Buenos Aires o Bangkok.

Metodologia

Per trovare hotspot di criptovalute nel mondo, è stato utilizzato CoinMap il 24 giugno 2018. E’ stato registrato il numero dei venditori di criptovalute segnalati in una città senza includere le relative periferie.

In teoria, questo mette in svantaggio le città con un’espansione urbana incontrollata ma non volevamo che l’errore umano alterasse i dati, poiché c’è una maggiore familiarità con città nordamericane come New York o Los Angeles e sarebbe stato più indicato includere le periferie di queste città piuttosto che quelle di Tokyo.

Bisogna anche dire che CoinMap si basa sul crowdsourcing per riportare tutti i venditori che accettano le criptovalute.

Senza ulteriori indugi, questi sono i primi dieci hotspot di criptovalute nel mondo, insieme ad alcuni punti su dove e come l’utilizzo delle criptovalute si sta diffondendo.

I più grandi hotspot di criptovalute nel mondo

Praga, in Repubblica Ceca vanta il più alto numero di venditori che accettano le criptovalute nel mondo. Un crypto-nomade ha passato l’estate in questa città nel 2017 usufruendo esclusivamente di tutti i venditori che accettano criptovalute.

Il paese ha un’alta densità di business anche in aree rurali, con Žatec che ospita oltre cinquanta business che accettano criptovalute.

Buenos Aires in Argentina vanta il secondo posto per maggior numero di business di criptovalute nel mondo.

Il Sud America in generale è un continente forte in termini di criptovalute, con città come Bogotà in Colombia; Caracas in Venezuela; e Sao Paolo in Brasile, che comprendono oltre trenta attività che accettano criptovalute.

Terza nella lista di città che utilizzano criptovalute è San Francisco con oltre cento business che accettano criptovalute.

Quando Felix Weis ha visitato la città americana, ha detto che che era quasi troppo facile spendere solo criptovalute in questa città.

Sembra avere fatto molta strada dal 2013 quando un giornalista di Forbes provò a trascorrere una settimana da quelle parti spendendo esclusivamente Bitcoin.

A completare le prime cinque sono Madrid in Spagna e New York City negli Stati Uniti. Amsterdam in Olanda ha conquistato il sesto posto, mentre Bogotà in Colombia si posiziona al settimo.

Vancouver in Canada è arrivata ottava, seguita da Londra nel Regno Unito e poi Parigi in Francia.

Le regioni nel Medio Oriente, Africa ed Asia sono assenti notevoli dalla lista delle prime dieci, nonostante molti crypto-nomadi abbiano passato del tempo in paesi del Sud Est Asiatico come la Thailandia e l’Indonesia.

Anche Tel Aviv in Israele vanta un crescente utilizzo di criptovalute, così come Città del Capo in Sud Africa; Melbourne in Australia; e Sydney, sempre in Australia.

La divisione urbana- rurale delle criptovalute

Un punto interessante è che gli hotspot di criptovalute non sono necessariamente tutti urbani. Alcuni paesi con densità complessive di crypto-business come il Brasile, la Thailandia o il Regno Unito vantano simili frequenze di venditori che accettano criptovalute in piccoli centri o regioni rispetto alle capitali.

Farm and City

Per esempio, Arnhem in Olanda, vanta oltre ottanta attività che accettano criptovalute, mentre Amsterdam ne ha oltre 43.

L’ascesa poli-business di crypto

I governi nel mondo stanno avendo reazioni diverse relativamente alle criptovalute. Da una parte poli di business internazionali come la Svizzera e Singapore hanno aperto le loro braccia alle crypto, ma quando il governo locale non è di sostegno, ne consegue che ci sono meno venditori di criptovalute.

Alcuni paesi, come la Cina, hanno inizialmente sposato le criptovalute per poi chiudere gli exchange, il che significa che città come Beijing si sono a malapena classificate in termini di business che accettano criptovalute.

Paesi del Golfo come Arabia Saudita o Emirati Arabi Uniti hanno esitato ad adottare le crypto e sono visibilmente assenti dalla mappa mondiale.

Quando le criptovalute offrono un break dall’inflazione

Uno dei trend più interessanti nell’uso internazionale di criptovalute è come le valute sono utilizzate a livello mondiale per proteggersi dall’inflazione.

Cittadini in paesi come Argentina, Venezuela e Zimbabwe stanno adottando le criptovalute poiché esse offrono una maggiore protezione contro l’inflazione rispetto alle monete fiat.

Laura Shin, ex collaboratrice di Forbes e conduttrice di due podcast sulle cripto, ha discusso questo punto recentemente sul suo podcast Unconfirmed con Alex Gladstein, che ha detto che l’8% delle transazioni di criptovalute nel mondo stavano avvenendo in Venezuela.

Shin ha confermato questa statistica e indicato che il “Venezuela non ha l’8% della popolazione mondiale”.

“Gli americani dicono che non capisco il senso [delle crypto]” ha detto Shin. Ma quando la giornalista parla con le persone provenienti da paesi dove la moneta fiat non è stabile, dice che essi ne vedono realmente l’utilità.

Non importa il perché un paese stia adottando le criptovalute, ma basta soltanto guardare il nostro grafico (o CoinMap) per vedere che sono diventate davvero globali.

“Abbiamo sempre venduto voli internazionali ma i nostri clienti tendevano ad essere principalmente gli americani”, ha detto Jeff Clee, CEO di CheapAir, un sito di prenotazioni che ha iniziato ad offrire opzioni di pagamento con criptovalute nel 2013.

Fino ad oggi, hanno venduto più di 12 milioni di dollari in voli ed hotel tramite criptovalute e adesso accettano anche pagamenti in Litecoin e Dash.

Una volta che abbiamo iniziato ad accettare le criptovalute, più persone da molti paesi hanno mostrato interesse nella nostra compagnia”.

Di: Forbes

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Emanuele

Crypto-lover. Nerd fin dal principio. Ama analizzare numeri, grafici e andamenti. Crea statistiche anche dove non necessario.


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