Dal sistema finanziario tradizionale alla DeFi: come cambia il mondo intorno a noiTempo di lettura: 8 min.

La DeFi è tra gli argomenti più gettonati del mondo blockchain. In questo articolo vediamo insieme di cosa si tratta e quali sono le differenze con il vecchio sistema finanziario tradizionale.

La finanza decentralizzata (decentralized finance in inglese) è uno dei temi più dibattuti di oggi, sia per il suo grande potenziale sia per l’impatto socio-economico che si stima possa avere sul mondo circostante; in effetti, la DeFi sembra possedere tutte le carte in tavola per innescare un cambio di rotta del sistema finanziario tradizionale, o addirittura la sua totale sostituzione.

Cosa si intende con finanza decentralizzata?

Trattandosi di un sistema in continua evoluzione, fornire una definizione esatta di finanza decentralizzata è alquanto complessa, tuttavia con l’intenzione di essere quanto più dettagliato possibile, l’articolo ha come scopo quello di offrirvi una visione ampia sull’argomento. Iniziamo!

La finanza decentralizzata è un movimento che sfrutta reti decentrate al fine di trasformare gli antiquati prodotti finanziari in protocolli maggiormente trasparenti e in grado di funzionare senza intermediari. In altre parole, la DeFi è quindi un’infrastruttura composta da strumenti decentralizzati – quali risorse digitali, protocolli e App – a loro volta basati su blockchain pubbliche, ovvero database crittografici, distribuiti e anch’essi decentralizzati in cui è registrato l’insieme delle interazioni – conosciute in questo contesto come nodi – tra i partecipanti della rete.

Come già accennato, il tutto ruota intorno a una parola chiave: trasparenza.

L’utilizzo di reti decentralizzate permette infatti l’attivazione di processi sicuri, pubblici e tracciabili con l’obiettivo di riacquisire la fiducia della società, in riferimento a privati e imprese.

Nell’arena in cui la DeFi è chiamata a scendere in campo, la piattaforma Ethereum offre un valido e importante supporto mettendo in gioco non solo la sua capitalizzazione ma anche e soprattutto il suo essere punto di riferimento per gli smart contracts.

Scommetto che vi starete chiedendo di cosa si tratta, e io non vedo l’ora di spiegarvelo! In parole semplici, gli smart contracts altro non sono che i cosiddetti contratti intelligenti. La scelta di questo aggettivo non è casuale, e si giustifica nella caratteristica che ha un contratto di questo tipo di essere auto-esecutivo, essendo i termini dell’accordo tra acquirente e venditore direttamente scritti in righe di codice. È dunque il codice stesso a controllare l’esecuzione, per cui le transazioni sono tracciabili e non richiedono la presenza di autorità centrali, sistemi legali o altri fattori esterni.

Ciò detto, risulta quindi evidente il vantaggio in termini di costi: migliorando e rendendo più accessibile la fruizione dei servizi finanziari così come la gestione dei fondi digitali, ed eliminando allo stesso tempo gli intermediari a cui normalmente ci si affida, si potrà ottenere una diminuzione dei costi relativi a spese di conto corrente, imposte di bollo, commissioni di scoperto e a tutti gli altri pagamenti connessi alle classiche operazioni bancarie. Insomma, un beneficio da non lasciarsi sfuggire.

Gli aspetti positivi connessi alla finanza decentralizzata non si esauriscono però con la trasparenza e la riduzione dei costi. In effetti, in aggiunta alla possibilità che gli utenti hanno di verificare le condizioni di contratto, individuando eventuali errori o difetti interni al codice, la DeFi presenta altre due fondamentali caratteristiche: la non censurabilità e l’universalità.

Riguardo alla prima, grazie al libero utilizzo delle tecnologie open-source, gli sviluppatori hanno l’importante vantaggio di poter creare nuovi mercati senza incorrere nella fitta trama burocratica che nella maggior parte dei casi stronca sul nascere i progetti emergenti. Inoltre, crolla anche il sistema di censura normalmente applicabile da parte dei governi o delle autorità di vigilanza in materia di mercati finanziari.

Per quanto concerne l’universalità, questa migliora invece l’inclusione finanziaria su scala globale, essendo accessibile a tutti da qualunque angolo del mondo. Si supera così il problema delle differenti giurisdizioni comunitarie, insieme alla questione della diversa pressione inflazionistica che le diverse valute mondiali subiscono.

Seguendo il percorso qui delineato si arriva quindi alla conclusione secondo cui anche gli unbanked (coloro i quali non sono correntisti presso una banca, né utilizzano alcun tipo di prodotto offerto dall’istituto) possono facilmente accedere ai servizi finanziari precedentemente non alla loro portata. Per questo motivo è possibile affermare che la DeFi è una open finance – finanza aperta – ovvero un mondo spalancato a tutti. Una buona dose di attenzione è comunque richiesta: la considerevole libertà che la finanza decentralizzata offre non è sinonimo di no rules.

Le regole, infatti, ci sono e seguono una precisa logica.

Dove è possibile applicare la DeFi?

La finanza decentralizzata può applicarsi a settori tra loro molto differenti; tuttavia, ciò che fa più gola è la possibilità (non così remota) di cambiare perfino le procedure per l’erogazione dei servizi pubblici statali.

Senza addentrarci in scenari che potrebbero apparire troppo idealistici mi limito a elencare – in linea di massima – i settori della finanza tradizionale che la DeFi mira a decentralizzare e migliorare.

Tra questi, i protocolli di prestito: le procedure decentralizzate permetterebbero l’ottenimento di prestiti su garanzia di collaterale, avendo dunque in questo modo la liquidità richiesta. Ad oggi è questa la forma che sta riscuotendo maggior successo, e il motivo è probabilmente da ricercare sia nella mancanza di discriminanti legate al reddito per ottenere il finanziamento, sia nella non-necessarietà del KYC.

Si intende con KYC quel processo di riconoscimento del cliente usato dagli intermediari finanziari per valutarne (spesso discrezionalmente) potenziali rischi o intenzioni illegali. Un altro ambito è rappresentato dagli interessi sulle cripto depositate nei pool di liquidità: fondamentalmente la DeFi avrebbe tassi di interesse creditore decisamente più alti rispetto a quelli dei canali classici, permettendo inoltre il ritiro dei fondi senza vincoli di tempo o restrizioni. Si sottolinea inoltre la volontà di migliorare i sistemi di pagamento rendendoli più rapidi ed efficienti, e quella di fornire piattaforme che permettano il trading di criptovalute evitando che sia un exchange a gestire i fondi degli utenti.

Scalabilità e raggiungimento degli obiettivi

Sebbene i vantaggi e le migliorie che la DeFi può apportare rispetto al sistema finanziario tradizionale appaiono numerosi, le criticità non sono azzerate, ma possono comunque essere ridimensionate o addirittura, in certi casi, rimosse.

Il problema principale, che agli occhi di molti potrebbe quasi apparire banale, è legato alla tecnologia; in effetti, a una bassa competenza tecnologica corrisponde un accesso ai servizi finanziari limitato. Le due variabili sono direttamente proporzionali e solo attraverso l’acquisizione di competenze informatiche rilevanti potrà garantirsi un certo grado di uguaglianza tra i fruitori del servizio. La soluzione è quindi connessa al grado di technological skills che ogni individuo dimostrerà di voler e saper acquisire.

Questo, insieme alla possibilità di investire piccole somme di denaro, è il percorso da seguire per avviare il processo di alfabetizzazione finanziaria.

Conclusione

In conclusione, è chiaro che l’obiettivo è fare della finanza decentralizzata una rivoluzione tangibile che spalanchi le porte di un nuovo paradigma finanziario. Riflettendo sul fatto che ad oggi, meno dell’1% degli assets che compongono la capitalizzazione di mercato cripto globale è effettivamente impegnato in contratti e piattaforme intelligenti DeFi, si può notare come il potenziale di crescita di questo settore sia più che sorprendente. Ma è proprio questo il momento di agire, di avvicinarsi all’opportunità che ci viene offerta e avere il coraggio di coglierla.

Certo, la DeFi dovrà chiaramente conformarsi alle normative vigenti, ma allo stesso tempo nuove leggi dovrebbero essere pensate per proteggere gli utenti da potenziali abusi.

In questo articolo abbiamo parlato della finanza decentralizzata e del suo potenziale futuro. Se l’hai trovato interessante, condividilo!

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Mirko Silvestri

Mirko Silvestri

Laureato in economia e finanza. L'idea di un mondo nuovo muove la mia passione verso l'innovazione tecnologica. L'aria di libertà che si respira nel mondo cripto mi ha portato in Ethereum.

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