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Il caso del massimalismo di Ethereum (PT3)

17 Febbraio 2018 13:10
Tempo di lettura: 6 min.
17 Febbraio 2018 13:10
Emanuele

Questo è il terzo capitolo del post di qualche giorno fa che potrete visionare qui.

Molte delle critiche su Ethereum sono esagerate e persino assurde

Gli assolutisti di Bitcoin diffondono spesso critiche su Ethereum, alcune delle quali tratteremo in questo articolo.

Le critiche variano in termini di plausibilità e vengono spesso ripetute con un fervore quasi tribale. Osserviamole da più vicino.

Ethereum ha una maggiore superficie di attacco

Il set di istruzioni di Ethereum è “Turing complete”, mentre quello di Bitcoin non lo è. Questo vuol dire che potrete scrivere degli smart contract complessi su Ethereum e generalmente non su Bitcoin.

Bitcoin contiene alcuni smart contracts come codici operativi, ma è probabile che non avrà mai delle capacità così grandi come quelle di Ethereum.

L’altra faccia della medaglia rappresenta una preoccupazione sulla sicurezza. Il fatto che potete fare più cose su Ethereum porta ad alcune sfide, che sono spesso definite dai critici come “una maggiore superficie di attacco”.

Ci sono due modi in cui queste critiche potrebbero essere valide, uno dei quali non sembra avere importanza pratica in questo momento e un altro che non è un confronto alla pari.

La prima parte riguarda la regolazione del costo del gas nelle operazioni all’interno del network di Ethereum.

Se alcune operazioni sono sottocosto in termini di gas in relazione al loro costo computazionale, a quel punto diventa possibile inondare il network con operazioni sottocosto ma computazionalmente costose.

Questo finisce per arrestare l’attività legittima, un attacco di tipo denial of service. Questo tipo di attacchi sono avvenuti diverse volte nel 2016, comportando una revisione dei prezzi per alcune operazioni.

Presumibilmente, mentre le tecnologie informatiche sottostanti cambiano, le operazioni avranno bisogno di essere nuovamente riprezzate in futuro.

Ma questo tipo di attacco nega l’accesso al network solamente fino a quando i valori del gas vengono ricalibrati; nessuna moneta è a rischio. Una volta che la recalibrazione è completa, il problema scompare.

Mentre questa rappresenta una questione che la comunità deve mantenere al primo posto poiché le capacità informatiche cambieranno nel futuro, non è una preoccupazione seria al momento.

L’altra parte in cui Ethereum possiede una maggiore superficie di attacco riguarda gli smart contracts individuali. Con un linguaggio di programmazione più robusto, ci sono più modi in cui le cose possono andare storte.

Dei bug all’interno di codici complessi portano a disfatte come il fiasco di “The DAO”. Tuttavia, in un confronto alla pari, le transazioni di Ethereum sono più sicure rispetto a quelle di Bitcoin.

Bitcoin non considera le tipologie di smart contract complessi che potrebbero avere alcuni di questi bug.

Se il vostro obiettivo è quello di effettuare su Ethereum unicamente i tipi di trasferimenti che sono concessi da Bitcoin, non avrete ragione di credere che la superficie di attacco sia maggiore.

Il codice per trasferire valore su Ethereum è ancora più semplice di quello per farlo su Bitcoin.

E’ vero che l’esuberanza irrazionale sugli smart contract di Ethereum ha portato ad una scarsa revisione del lancio di alcuni progetti che hanno finito per rivelarsi insicuri.

Ma per il tipo di applicazioni su cui utilizzereste Bitcoin, Ethereum sembra essere tanto sicuro quanto Bitcoin.

Cosa diciamo del fork di “The DAO”?

In generale, i bailout non sono contemplati e non si può negare che l’hard fork che ha seguito il disastro di DAO è stato un bailout.

Tuttavia, guardando soltanto le conseguenze, è chiaro che la situazione non è precipitata per via del salvataggio degli investitori di DAO. Ethereum è andata avanti con molto successo da Luglio 2016.

E’ possibile che gli ether avrebbero adesso un valore ancora più grande se non ci fosse stato il salvataggio degli investitori di “The DAO”. E’ difficile saperlo.

Una visione inverosimile è quella dei continui lamenti a proposito dei bailout su ethereum, che stanno ad implicare che la comunità di Ethereum eseguirà degli hard fork per salvare chiunque sia imprudente con i proprio smart contract.

Anche se pensate l’hard fork di DAO sia stato incauto e sbagliato, vi sono numerosi fattori di differenziazione che lo rendono separabile dall’attività corrente.

Prima di tutto, nel momento dell’attacco a “The DAO”, Ethereum era ancora un sistema giovane ed immaturo e aveva meno di un anno.

Secondo, “The DAO” gestiva quasi il 15 per cento di tutti gli ether che erano stati emessi fino ad allora. Nessuno si augurerebbe che un attacker possegga il 15 per cento di tutti i token su qualsiasi chain.

Infine, durante le ultime perdite della moneta (come il multisig bug di Parity), praticamente nessuno ha proposto di eseguire hard fork per Ethereum.

Va bene continuare ad opporsi all’hard fork di “The DAO” che è stato creato 18 mesi fa ma è assurdo e disonesto dire che Ethereum è un eseguirà bailout in tutte le occasioni.

Vitalik è un dittatore

Bitcoin è stato creato da “Satoshi Nakamoto”, lo pseudonimo del fondatore che è in seguito scomparso.

Ethereum è stato in gran parte capeggiato da Vitalik Buterin, un ragazzo di origine russo-canadese sulla ventina che è ancora qui e contribuisce attivamente al progetto.

Vitalik esercita un ruolo di leadership intellettuale all’interno della comunità anche grazie ai suoi contributi dal comprovato giudizio.

Alcuni fedeli a Bitcoin affermano che la forte influenza di Vitalik sia una ragione per pensare che lo sviluppo di Ethereum sia centralizzato. Questa è un’assurdità.

Vitalik è così influente perchè ha un curriculum solido e nonostante egli abbia sostenuto l’hard fork di “The DAO”, non ha mai realmente detto una parola negativa in merito a coloro che scelgono di evitare il fork e continuano con il classico Ethereum.

Mentre invece lo sviluppo centrale di Bitcoin è estremamente centralizzato a livello ideologico (e cinicamente, qualcuno potrebbe aggiungere centralizzato fra gli interessi finanziari di Blockstream).

Ci sono delle purghe di dissidenti tecnici ed una censura diffusa su Bitcoin. In contrasto lo sviluppo di Ethereum ha una cultura estremamente tollerante dove c’è molto spazio per dialogo e compromessi.

Gli hard fork non sono sicuri

C’è una forte convinzione fra alcuni nella comunità di Bitcoin che gli hard fork – introducendo cambiamenti incompatibili all’indietro – siano pericolosi.

Eppure in qualche modo, Ethereum ha eseguito hard fork in numerose occasioni – principalmente per aggiungere caratteristiche – e tutto ha funzionato alla grande. Come è possibile?

Certo, gli hard fork possono essere poco sicuri. Se vengono eseguiti senza una preparazione adeguata, dei test, avvisi e consensi, essi possono risultare in una chain fork o altri disastri.

Ma gli hard fork sono anche dei mezzi necessari per aggiungere caratteristiche alle blockchain esistenti.

Quando eseguiti in maniera appropriata, essi non sembrano incredibilmente pericolosi – ecco il motivo per i trascorsi di successo nell’esecuzione di hard fork da parte di Ethereum.

Il punto di vista sull’esecuzione di hard fork dipende da dove si vedono le blockchain nel ciclo dello sviluppo e dell’adozione.

Alcune persone pensano che le blockchain siano come il World Wide Web agli esordi – siamo nei “giorni del Netscape”. Forse sarebbe più corretto pensare che ci troviamo ad uno stadio equivalente agli esordi di Internet – siamo nei “giorni di ARPAnet”.

Siamo ancora lontani dal raggiungimento del pieno potenziale della tecnologia blockchain e dunque, gli aggiornamenti alla funzionalità corrente sono vitali. Inevitabilmente, questi aggiornamenti verranno forniti tramite hard fork.

La convinzione che la totalità della nuova funzionalità arriverà attraverso i servizi dello Strato 2 o attraverso dei soft fork è sbagliata. Colpire Ethereum per accogliere ed eseguire hard fork con successo è sbagliato e controproduttivo.

Di: Blog.Elidourado

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Emanuele

Crypto-lover. Nerd fin dal principio. Ama analizzare numeri, grafici e andamenti. Crea statistiche anche dove non necessario.


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