Alla scoperta della genesi delle criptovaluteTempo di lettura: 7 min.

Conosci la storia della blockchain? In questo articolo facciamo insieme un viaggio alla scoperta di quelle che sono state le varie tappe che hanno gettato le basi fondamentali per rendere la blockchain la tecnologia che conosciamo oggi.

All’alba ormai prossima di Ethereum 2.0 e dopo il terzo Halving di Bitcoin (che si è tenuto l’11 Maggio 2020), facciamo insieme un viaggio, dalle origini ad oggi, alla scoperta della blockchain e del mondo cripto.

Un percorso, che come vedremo “non è sempre in discesa”.

La blockchain ed il suo esordio

L’idea alla base della blockchain viene lanciata nel 1991 quando i ricercatori, Stuard Haber e W. Scott Stornetta, elaborano un sistema computazionale per la marcatura temporale di documenti digitali, con lo scopo di renderli inalterabili e non retrodatabili.

Studiano un sistema basato su una catena di blocchi, protetta da criptografia, al fine di archiviarli.

L’anno successivo, nel sistema vengono introdotti i Merkel tree, per rendere il sistema più efficiente, così da inserire più documenti in un unico blocco.

Poi arrivarono i cypherpunk

Un movimento nato agli inizi degli anni ’90, dei pionieri che sposano sin da subito Internet e le sue possibilità, amanti della criptografia e desiderosi di far nascere un nuovo mondo, un modo fuori dai confini di stato-nazione e dalle sue logiche di potere.

Preoccupati, fino all’ossessione della privacy e delle libertà personali, ritenevano che per togliere il potere ai governi e darlo agli individui fosse necessaria la creazione di una valuta digitale che fosse anonima.

Arriveranno vicini alla realizzazione di un progetto in tal senso, qualche anno dopo, quando il movimento entrerà in contatto con il fondatore di DigiCash, una società informatica attiva nell’ambito della moneta elettronica e dei pagamenti on line. L’azienda stava studiando un sistema crittografato che prevedeva l’anonimato nei pagamenti.

Tuttavia il progetto non ebbe seguito perchè alla fine degli anni ’90 il fondatore dichiarò bancarotta e la società venduta.

La reusable proof of work

La ricerca va avanti, nel 2004 l’esperto informatico e crittografo Hal Finney, introduce un sistema chiamato RPOW (Reusable Proof of Work) con la finalità di ovviare al problema del double spending.

Come funziona:

  1. Un client RPOW crea un token, fornendo una stringa di prova, determinata da un certo livello di difficoltà (Hashcash) firmandola con la sua chiave privata, il token viene registrato e salvato come corrispondente alla chiave di firma.
  2. Il client può così trasferire il token ad un’altra chiave firmando un ordine di trasferimento a una chiave pubblica.
  3. Il server dunque registrerà il token come appartenente alla chiave privata corrispondente.
  4. Il sistema risolve il problema della doppia spesa, registrando i token su dei server, affidabili, sicuri e verificabili in tempo reale, da qualsiasi utente, in qualsiasi parte del mondo.

Questo sistema può essere rappresentato come il primo passo significativo verso la creazione delle criptovalute.

La nascita di Bitcoin Network

A parte qualche esperimento sporadico, il progetto si era affievolito e sembrava fosse destinato ad estinguersi.

Ma con la crisi finanziaria globale del 2008, quegli esperimenti cominciati negli anni ’90 vennero ripresi.

La svolta arrivò proprio in quell’anno, un certo Satoshi Nakamoto, pseudonimo con il quale viene indicato l’inventore di Bitcoin, guardò a quelle idee e le fece funzionare.

Creo un protocollo a base criptato, utilizzando un libro mastro chiamato blockchaindove era possibile effettuare transazioni, attraverso un sistema di consenso, in cui diversi computer partecipano alla gestione del libro mastro.

Alla fine del 2008, viene pubblicato il white paper di Bitcoin, un sistema di moneta elettronica peer-to-peer decentralizzata, che utilizza il protocollo proof of woork (POW), si differenza dal RPOW, in quanto la protezione non è più demandata ad un server fidato, ma al  protocollo peer-to-peer, che attraverso la figura del minervalida le transazioni, crea nuovi Bitcoin e rende sicura la rete.

Il 13 Gennaio 2009, Bitcoin inizia ufficialmente ad esistere, Satoshi Nakamoto invia 10 Bitcoin ad Hal Finney, nasce il primo blocco “Blocco Genesi”.

L’arrivo di Ethereum

Vitalik Buterinnel 2011 all’età di 17 anni, diventa cofondatore della rivista Bitcoin Magazine, si comincia a far strada nelle community crypto, con delle idee innovative: se Bitcoin aveva reso possibile  trasferire denaro in tutto il mondo, senza intermediazione di banche e governi, lui voleva fare di più, non solo un network dove scambiare valore, ma una rete decentralizzata capace di creare applicazioni, le cui possbilità possono essere infinite, si appresta ad inaugurare il web 3.0, la nuova Internet decentralizzata.

Per prima cosa capisce che per fare questo la rete ha bisogno di un nuovo linguaggio di scripting, quello di Bitcoin è limitato e non applicabile a tutti i tipi di transazioni, Vitalik pensa ad un linguaggio di programmazione di tipo Turing completo, così da poter eseguire una indefinita tipologia di  programmi sulla blockchain (smart contract).

Lo sviluppo di Ethereum comincia nel 2013, l’ideatore è Vitalik Buterin, nel 2014 entusiasti dal progetto, nuovi personaggi si uniscono e lo finanziano tra cui Joseph Lubin e Gavin Wood. Nasce ufficialmente  EthereumUna piattaforma decentralizzata, open source, che da la possibilità di pubblicare, gestire e creare programmi chiamati smart contract. 

Gli smart contract, sono letti ed eseguiti sulle Ethereum Virtual Machinesono in grado di eseguire delle allocazioni algoritmiche di risorse economiche legate a  determinate condizioni. Gli sviluppatori, possono creare e pubblicare applicazioni decentralizzate (Dapp), che aprono ad una molteplicità di attività possibili all’interno di Ethereum: mercati finanziari, registrazioni di domini, piattaforme di crowdfunding, tutela delle proprietà intellettuali, sistema elettorali. Sono alcuni esempi, che dimostrano come Ethereum sia destinato a crescere negli anni a venire.

Il nuovo progetto Ethereum 2.0, sembra andare in questa direzione, l’obiettivo di creare un grande ecosistema condiviso, regolato da smart contract, con l’ambizioso obiettivo di una maggiore scalabilità, renderà possibile un utilizzo su larga scala e in grandi proporzioni del network, superando di gran lunga le decine di transazioni al secondo attualmente disponibili.

Conclusione

In questo breve viaggio, abbiamo cercato di comprendere la nascita e l’evoluzione della blockchain e delle criptovalute.

Un excursus che spero ti sia servito ad avere un quadro generale e più ampio del fenomeno, la storia ci aiuta a capire in quale direzione vogliamo dirigerci.

Abbiamo visto come un sistema nato per archiviare e rendere certi dei dati digitali, sia diventato grazie all’ingegno umano, che è elemento imprescindibile dello sviluppo tecnologico, un nuovo modo di pensare non solo il denaro, ma come programmare le attività economiche.

La blockchain sta sempre più convergendo verso altre tecnologie, aggiungendo valore, pensiamo alI’Intelligenza artificiale: centralizzata potrebbe rappresentare una minaccia, Intelligenza artificiale decentralizzata, affiancando le persone diventa un grande strumento di emancipazione.

Spero questo articolo ti sia stato utile, se hai dubbi o domande lascia pure un commento e, se ti fa piacere, condividi l’articolo e aiutaci a diffondere il progetto. Ti ricordo inoltre che in homepage trovi 6 video gratuiti dove potrai continuare ad approfondire la storia della blockchain e delle criptovalute.

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Raffaele Scianni

Raffaele Scianni

Appassionato di tematiche sociali e ambientali. Credo che la decentralizzazione sia il nuovo orizzonte possibile per l'umanità. Questa convinzione mi ha portato ad approfondire la blockchain ed il progetto Ethereum.

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